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23 giugno 2008

Veltroni ha distrutto la sinistra italiana. Si dimetta immediatamente. La democrazia è a rischio.

E' evidente che ci vuole un leader dell'opposizione che sia in grado di fermare l'instaurazione di un nuovo regime in Italia. Veltroni è completamente inadatto a questo ruolo. Il suo snobbismo politico ed il suo vomitevole buonismo dialogante hanno distrutto il centro-sinistra italiano e consegnato il paese alla dittatura. La sua legittimazione del berlusconismo è stata devastante. La scelta di abbandonare la sinistra radicale ha regalato la vittoria alla destra in ogni competizione elettorale. A qualsiasi livello. Sarebbe bastato cacciare Mastella. E' necessario invertire la rotta immediatamente. La scelta di mobilitare le piazze in autunno è un riconoscimento del suo fallimento strategico. Ed è un'altro gravissimo errore: in autunno il governo avrà già approvato le peggiori leggi liberticide e antidemocratiche della storia della Repubblica. Bisogna bloccare il paese subito. Non è il tempo per i codardi. Il Pd azzeri immediatamente i vertici e trovi un leader in grado di difendere la democrazia. Rafforzi l'asse con Di Pietro e inizi un dialogo costruttivo con la sinistra. Ogni momento di ritardo può rivelarsi fatale.

17 giugno 2008

Pronti al Referendum. Ma non basta. Il paese è in balìa delle nuove camicie nere.

Siamo pronti a sostenere il referendum annunciato da Di Pietro e da Grillo contro la legge Berlusconi che imbriglia la magistratura e imbavaglia i giornalisti. Solo questo non basta. Bisogna iniziare a concepire dure azioni non-violente ed utilizzare la disobbedienza civile. E' opportuno violare in modo consapevole e plateale norme di legge particolarmente ingiuste. E' arrivato il momento che Veltroni lasci la politica ed il Pd inizi una ferrea opposizione. Non è più tempo per gli imbelli. Il paese è in balìa delle nuove camicie nere. Il buonismo di Veltroni e la debolezza di Napolitano hanno spalancato le porte dell'inferno: leggi salva casta ed esercito per garantirsi il potere e gli affari. Il sangue dei partigiani è stato calpestato e vilipeso. Su la testa.

12 giugno 2008

Regime ed informazione deviata inventano il problema intercettazioni.

Le intercettazioni sono un falso problema inventato dalla classe politica per proteggere se stessa e le altre classi dirigenti dalle indagini della magistratura. Siamo in presenza di un classico esempio di regime: il governo inventa il problema al fine di risolverlo con una legge salva-casta, il sistema informativo deviato amplifica , le alte cariche dello Stato legittimano. L'opposizione bela (tranne Di Pietro). Il ministro Alfano parla di 100.000 persone intercettate. Falso: si confondono le utenze con gli utenti, solitamente si intercettano 10 utenze a persona perchè chi delinque per eludere gli investigatori tende a non usare l'utenza telefonica ufficiale. Dal 2003 ad oggi si è passati dalle 78.000 alle 125.000 utenze intercettate. Non è una crescita abnorme perchè la curva dei telefoni in uso è cresciuta di più della curva delle intercettazioni. Quest'ultima, inoltre, è cresciuta in perfetta proprorzione con la crescita della curva dei reati. La comparazione con i dati statistici degli altri paesi è totalmente falsa: da noi le intercettazioni possono essere disposte solo dalla magistratura e quindi sono tutte dichiarate. Negli altri paesi possono intercettare anche i servizi segreti, le polizie, i pompieri e tantissimi altri enti. Tutte intercettazioni che sfuggono al conteggio statistico. Costano troppo? falso, permettono di recuperare molti più soldi di quello che costano. La sottile linea democratica è stata superata. Abbondantemente. E' arrivata l'ora di mobilitare le piazze. Ma Veltroni dorme. Napolitano legittima. Solo Di Pietro scalpita.

07 giugno 2008

Salvatore Borsellino scrive al ministro Maroni sul caso Masciari, testimone di giustizia in forte pericolo di vita.

"Egregio Ministro,

Sono il fratello del giudice Paolo Borsellino, una persona che per lo Stato che Lei oggi rappresenta ha dato la vita, senza esitare, senza chiedersi se ne valeva la pena.

Le scrivo oggi per chiederLe urgentemente un incontro sul caso dell'imprenditore Giuseppe Masciari, che dopo aver fatto il proprio dovere, quello di denunciare i suoi estorsori e farli condannare, oggi si trova in un pericolosissimo limbo istituzionale. Lui assieme alla moglie, medico odontoiatra, ed ai due suoi figli.

Voglio incontrarLa presto, perché anche se sono certo che non riuscirò mai ad avere giustizia per mio fratello Paolo, sento di dovere impegnarmi con tutto me stesso affinché questo imprenditore coraggioso e la sua famiglia abbiano la speranza di un futuro certo in termini di sicurezza e possibilità di lavoro oltre che di tutela della propria vita.

Se chi si ribella al pizzo viene ripagato in questa maniera dallo Stato, come può lo stesso Stato chiedere ad altri di rifiutarsi di sottostare a queste vessazioni o risultare credibile quando parla di volontà di lotta alla criminalità organizzata?

Lo Stato italiano non può muoversi solo in occasione delle tragedie, dovrebbe evitare che accadano, dovrebbe tutelare questi cittadini di cui dovrebbe andare fiera finché sono in vita e non piangerli dopo morti.

Per questo le chiedo ufficialmente un incontro alla presenza mia e dei coniugi Masciari, per chiederLe di profondere ogni energia per risolvere questo caso, che si trascina vergognosamente e nell'indifferenza delle Istituzioni da ormai 11 lunghi anni.Confidando nella Sua sensibilità e riconoscenza nei confronti di questi cittadini coraggiosi, Le porgo i più sinceri saluti". (6 Giugno 2008 - Salvatore Borsellino)


Segnalazioni:


I° FORUM GIOVANI ITALIA DEI VALORI


Le notizie locali di Ruoppolo:



03 giugno 2008

Cronaca di un assassinio annunciato. I Casalesi massacrano il dichiarante Orsi abbandonato dallo Stato. I politici ringraziano.

Adesso non potrà più accusare nessun politico. I Casalesi gli hanno tappato la bocca crivellandolo di colpi. Molti avranno tirato un sospiro di sollievo e ringraziato. A Casal di Principe caroselli di auto hanno festeggiato l'avvenimento. L'imprenditore dei rifiuti che stava collaborando con la giustizia è stato lasciato senza protezione in balìa delle belve inferocite. Stava facendo rivelazioni importanti riguardo ai rapporti tra camorra e politica. Niente scorta. Abbandonato. I fratelli Orsi erano terrorizzati e volevano fuggire. Ma con tutti gli averi sequestrati stavano aspettando di riscuotere qualche credito. Chi tocca la politica o muore o viene disattivato con altri mezzi: avocazioni, trasferimenti, delegittimazioni. Per sorvegliare i pacifici cittadini di Chiaiano si impiegano centinaia di poliziotti. Per proteggere la monnezza si mobilita l'esercito. I testimoni di giustizia si lasciano ammazzare.