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22 agosto 2008

Non sfruttare il nome di Falcone invano

Ancora avvoltoi intorno alle bare dei martiri. Giovanni Falcone sacrificò la sua intera vita per un sogno: sconfiggere il medioevo mafioso per ridare dignità e futuro alla Sicilia. Non voleva certo colpire i magistrati ed asservirli alla politica. Nè beatificare mafiosi fregiandoli del titolo di eroi. Il signor Berlusconi, prima di nominare il nome di un martire per legittimare le prossime autunnali vergogne, ripulisca il suo partito dagli elementi vicini alle cosche, rispetti il lavoro dei magistrati, costituisca una agenzia per la gestione dei beni confiscati alle mafie, approvi un testo unico antimafia e delle puntuali norme antiriciclaggio, protegga in modo efficace coloro che denunciano il racket, utilizzi l'esercito per difendere le aziende minacciate. I turisti di Taormina non hanno bisogno dei soldati le aziende siciliane invece si. Al posto di tagli ai fondi per la giustizia e di limitazioni alle intercettazioni potenzi gli organici della magistratura e delle forze di polizia e migliori gli strumenti investigativi (dando maggiori poteri e non togliendoli). E poi si faccia processare. Lei è un impunibile.

Diffondiamo quello che il regime nasconde:

20 maggio 2008

Legge vergogna tentata

Di Pietro sventa la prima vergogna del nuovo governo. Berlusconi ci ha provato subito. Voleva inserire nel pacchetto sicurezza una norma che con la sicurezza non c'entra proprio nulla. Una norma apparentemente irrazionale: permettere il patteggiamento a processo avanzato per tutti i reati commessi fino al 31 dicembre 2001. Concedendo due mesi di sospensione del procedimento per valutare la richiesta. Il patteggiamento, ad oggi, può essere richiesto dall'imputato nelle fase iniziali del processo. Serve per fare presto ed in cambio consente uno sconto di pena. Consentirlo ad un imputato in una fase avanzata del processo non serve a niente. La norma serviva, invece, a far slittare il processo per corruzione a carico di Berlusconi. Una norma "ad personam" ponte in attesa di una soluzione definitiva. Di Pietro salta dalla poltrona. Casini zitto. Veltroni zitto. Il governo ombra zitto. Schifani zitto.

14 maggio 2008

L'Italia dei Valori unica forza di resistenza parlamentare alla dittatura incombente

L'intimidazione di Stato condotta contro i giornalisti si estende al Parlamento. Non appena Antonio Di Pietro inizia il suo discorso sulla legalità ed il conflitto di interessi viene fischiato e deriso dai soldati del popolo della libertà. Il post-fascista Presidente della Camera tenta di sindacare il suo intervento. Veltroni ed il Pd applaudono Berlusconi e non Di Pietro. Il Pd ed i loro leader hanno buttato la maschera e calato le braghe dinanzi al capo. Hanno formalizzato ciò che era palese: Pd e Pdl rappresentano poteri economici forti che hanno interessi comuni. Sono gli esecutori di ordini presi altrove. La normalizzazione parlamentare è avvenuta. Esiste un solo ostacolo: Antonio Di Pietro ed un drappello di suoi sodali. Casini cerca l'occasione propizia per gettarsi fra le braccia di Silvio. Veltroni dopo aver distrutto il centro-sinistra italiano, consegnato Roma e regalato la Sicilia senza combattere, ha chiuso il cerchio scaricando Di Pietro e legittimando il Berlusconismo con tutto il carico di leggi vergogna, conflitti di interesse, attacchi ai giudici ed ai giornalisti. L'unica opposizione è l'Italia dei Valori.

23 settembre 2007

Marco Travaglio ci spiega la differenza tra Berlusconi e il liberismo

Lecco, 19 settembre 2007. Conferenza sulla Lista Civica nazionale. Il giornalista più "scomodo" d'Italia, Marco Travaglio, con la sua tagliente ironia dimostra come Berlusconi sia agli antipodi del liberismo: "Berlusconi non ha privatizzato nemmeno un canile", "se arriva il liberismo in Italia Berlusconi va in galera e gli levano tutto", "negli Stati Uniti chi falsifica i bilanci va in galera da un minimo di 25 anni ad un massimo di 40, mentre in Italia la pena massima per il falso in bilancio è, appunto, la presidenza del consiglio, infatti, Berlusconi è diventato presidente del consiglio". Travaglio come al solito delizia la platea, con le sue argomentazioni puntuali e ben documentate, il pubblico applaude. Le telecamere di Ribera Online erano presenti ed hanno ripreso la scena per voi.