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22 agosto 2008

Non sfruttare il nome di Falcone invano

Ancora avvoltoi intorno alle bare dei martiri. Giovanni Falcone sacrificò la sua intera vita per un sogno: sconfiggere il medioevo mafioso per ridare dignità e futuro alla Sicilia. Non voleva certo colpire i magistrati ed asservirli alla politica. Nè beatificare mafiosi fregiandoli del titolo di eroi. Il signor Berlusconi, prima di nominare il nome di un martire per legittimare le prossime autunnali vergogne, ripulisca il suo partito dagli elementi vicini alle cosche, rispetti il lavoro dei magistrati, costituisca una agenzia per la gestione dei beni confiscati alle mafie, approvi un testo unico antimafia e delle puntuali norme antiriciclaggio, protegga in modo efficace coloro che denunciano il racket, utilizzi l'esercito per difendere le aziende minacciate. I turisti di Taormina non hanno bisogno dei soldati le aziende siciliane invece si. Al posto di tagli ai fondi per la giustizia e di limitazioni alle intercettazioni potenzi gli organici della magistratura e delle forze di polizia e migliori gli strumenti investigativi (dando maggiori poteri e non togliendoli). E poi si faccia processare. Lei è un impunibile.

Diffondiamo quello che il regime nasconde:

05 dicembre 2007

La cacciata di Clementina Forleo. Gli italiani ingoieranno anche questo.

La casta ha stravinto. Come sempre del resto. De Magistris estromesso dalle sue inchieste con una manovra a tenaglia effettuata da una manciata di poteri. Clementina Forleo trasferita di luogo e di funzione. Sulle loro inchieste è già calato l'assordante silenzio politico-mediatico. Il rapporto simbiotico-criminale tra la mala-politica e lo pseudo-giornalismo non può che creare una de-generazione medioevale del potere. In molti saranno indotti a credere, da questo sistema di poteri, che Clementina è una pazza e De Magistris uno sprovveduto esaltato di protagonismo. Attenzione signori siamo difronte alla solita strategia dei poteri occulti. Niente è cambiato. Andate indietro con la memoria. Due dei nostri eroi più cari, come Falcone e Borsellino, eroi lo diventarono da morti. I politici usano le commemorazioni delle stragi come passarelle elettorali. Da vivi furono perseguitati dai media , dai politici e dai poteri. Due esempi? Falcone fu pesantemente accusato di essersi messo da solo la bomba nel fallito attentato nella sua villetta all'Addaura; Borsellino, invece, fu accusato, sul "Corriere della Sera"di essere un "professionista dell'antimafia" che usa la lotta alla mafia, soltanto, per fare carriera. L'accusa proveniva, addirittura, da Leonardo Sciascia, il quale poi ebbe modo di confessare a Paolo Borsellino di essere stato consigliato male. Ragazzi fermiamo l'arroganza della Casta. Solidarietà ai magistrati coraggiosi.
SU LA TESTA E INNALZIAMO IL LIVELLO DELLA LOTTA

10 ottobre 2007


Micciche' si dimetta. Ha pronunciato parole indegne.

S.O.S. Sicilia. Le parole del presidente dell' assemblea regionale siciliana sono SCONCERTANTI. In intervento pronunciato, durante una conferenza tenuta a Bivona [Agrigento], riferendosi al problema della frequente identificazione tra la Sicilia e la mafia, ha affermato che ''Noi trasmettiamo sempre un messaggio negativo. Ad esempio, se qualcuno, in viaggio per Palermo in aereo, non ricorda che l'immagine della Sicilia e' legata alla mafia, noi la evidenziamo subito gia' con il nome dell'aeroporto''. Signori miei sapete come si chiama l'aeroporto di Palermo??? Falcone e Borsellino. Si vergogni e vada a casa. Non servono le sue scuse tardive. Le sue parole non sono ''infelici'' ma ''indegne''. Come vuole che lo chiamiamo l'aeroporto... Cuffaro e Micciche' le va bene? Vuole ripulire l'immagine della Sicilia cancellando i martiri dell'antimafia??? cancelliamo anche i nomi dalle piazze e dalle vie intestate a Impastato, Falcone, Dalla Chiesa, Borsellino, Chinnici, Livatino e alla infinita lista di eroi caduti per difendere l'onore e la dignita' della Sicilia che lei ha calpestato pronunciando queste parole??? Davvero non prova vergogna a rimanere seduto sulla poltrona di rappresentante del popolo siciliano??? Signor Micciche' l'immagine della Sicilia non si ripulisce cancellando la memoria degli Eroi ma cancellando la mafia. Azzerando una classe politica insignificante, apatica e troppo spesso collusa. Una classe politica che non ascolta le lezioni sulla lotta alla mafia suggerite da chi ha perso la vita per lottare contro questo cancro maligno. Dopo avere udito le sue parole le dico con chiarezza che lei non ci rappresenta. Si dimetta. Liberi le istituzioni dalla sua presenza. Il popolo la ringraziera'.

22 maggio 2007

BASTARDI
Il 23 maggio 1992 la strage.
"Credo che Cosa Nostra sia coinvolta in tutti gli avvenimenti importanti della vita siciliana, a cominciare dallo sbarco alleato in Sicilia durante la seconda guerra mondiale e dalla nomina di sindaci mafiosi dopo la Liberazione. Non pretendo di avventurarmi in analisi politiche, ma non mi si vorrà far credere che alcuni gruppi politici non si siano alleati a Cosa Nostra - per un'evidente convergenza di interessi - nel tentativo di condizionare la nostra democrazia, ancora immatura, eliminando personaggi scomodi per entrambi". (G. Falcone "Cose di Cosa Nostra").
A quindici anni dalla strage di Capaci le parole di G.Falcone risuonano piene di tragica realtà. Cosa è cambiato da allora? la mafia continua ad essere implicata in ogni aspetto della vita dell'isola, le indagini della magistratura ci rivelano che molti gruppi politici vivono di continue alleanze con le cosche. La fragile democrazia esistente ai tempi di Falcone è regredita ad uno stato infantile dopo le stragi di mafia e la normalizzazione degli equilibri politico-criminali. I personaggi scomodi vengono completamente isolati. Il condizionamento della democrazia è fin troppo evidente. La rivolta delle coscienze è stata domata. Non è ancora arrivata l'ora che lo Stato faccia sul serio e sradichi le organizzazioni criminali? perchè si continuano a tollerare situazioni di infiltrazione e collusione? un esempio di questo stato di cose è stato l'affossamento, da parte dei partiti politici, del "codice di autoregolamentazione", approvato dalla Commissione Antimafia, che doveva impedire le candidature agli indagati per mafia. E' stato ridicolizzato dai partiti che non gli hanno dedicato alcuna attenzione. Siamo ancora la terra del "Gattopardo".