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13 maggio 2008

Il caso Schifani dimostra che i politici vogliono il controllo assoluto del mezzo televisivo. I libri non importano.

Italiani popolo di ignoranti. La vicenda è assurda: le dichiarazioni di Travaglio, durante la trasmissione televisiva di Fazio, sono tratte da due libri: "I Complici" (Abbate - Gomez, febbraio 2007) e "Se li conosci li eviti" (Travaglio - Gomez, marzo 2008). Prima delle dichiarazioni televisive nessuna indignazione, nessuna querela, nessuna richiesta di ritiro dei libri. Meglio tenere la cosa nascosta. Tanto gli italiani non leggono libri. Adesso querele ed indignazioni bipartisan. La "compagna" Finocchiaro accorre in difesa dello Schifani attaccando Travaglio. I vertici rai in subbuglio. Il pd-pdl furioso. Tutti contro colui che si è permesso di raccontare fatti (fino ad ora mai contestati) in televisione. Questo è il riconoscimento concreto dell'importanza decisiva che i politici attribuiscono al mezzo televisivo nella formazione dell'opinione politica della gente. Della gravità del conflitto d'interessi berlusconiano. Della volontà di controllo assoluto sul mezzo televisivo. La tv deve trasmettere soltanto l'informazione di regime e le tette e i culi delle soubrette. Le notizie sicuramente no. Qualcuno, però, i libri li legge. Purtroppo. Lirio Abbate, infatti, da quando ha pubblicato "I Complici" è costretto a vivere da fuggiasco braccato dagli uomini dei clan. Che in Italia leggano solo i mafiosi?

13 settembre 2007

Lirio Abbate: " Io so, noi sappiamo chi sono i mafiosi e gli amici dei mafiosi o i loro protettori "

Il giornalista Lirio Abbate dice: "Io so, noi sappiamo chi sono i mafiosi e gli amici dei mafiosi o i loro protettori. Non ho, non abbiamo bisogno di attendere una sentenza o la parola della Cassazione o un'inchiesta giudiziaria perché penso che, prima della responsabilità penale, sempre eventuale, ci sia una responsabilità sociale e politica accertabile. Se il deputato, il consigliere regionale, l'assessore, il primario, il professore universitario se ne vanno in giro con il mafioso è un fatto. Si conoscono, passeggiano sottobraccio, si baciano quando s'incontrano. È soltanto accuratezza non rinviare ai tempi di una sentenza quel racconto. È il mio lavoro dirlo ora, subito. Non sono una testa calda, non sono un estremista, sono un cronista e credo che il mio impegno sia stretto in poche parole: raccontare quel che posso documentare".

Ecco la differenza tra uno come Lirio Abbate e molti segretari di partito. Abbate rischia la vita e vive blindato per scovare gli amici dei mafiosi. I nostri politici, invece, candidano gli stessi amici in posti di potere. Paolo Borsellino aveva chiesto ai politici di fare pulizia nei confronti di chi "appare" vicino alla mafia senza bisogno di aspettare i processi e le condanne (Guarda il video).
Borsellino è stato ucciso. Lirio Abbate è sotto costante minaccia. E loro si ingrassano nei privilegi di una casta indegna. Meritano il disprezzo del popolo.

30 agosto 2007

Lirio Abbate contesta la pratica di nominare amministratori indagati per mafia come a Palermo...

Lirio Abbate è un giornalista siciliano che vive sotto scorta a causa di minacce e intimidazioni mafiose subite dopo aver scritto il libro "I Complici, tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento". Come al solito chi denuncia e sta dalla parte della legalità è costretto a nascondersi e vivere una vita blindata. I boss mafiosi, invece, vivono tranquillamente nella propria casa. In questo video girato a Cinisi, nella pizzeria di Giovanni Impastato, il giornalista si chiede come è possibile che "...in giunte comunali chiamano persone esterne che sono indagate per concorso esterno in associazione mafiosa, che sono andati a braccetto con i mafiosi... te li trovi a fare gli assessori alla sanità a Palermo. E' una cosa vergognosa.... non è stato eletto dalla gente, non è stato eletto dai palermitani però... vogliono metterlo dentro questa amministrazione per forza...". Ricordiamo un insegnamento di Paolo Borsellino: un politico, al sud, non basta che sia onesto ma deve anche apparire onesto.

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