11 dicembre 2008

Distruzione della Giustizia a tavolino.

I poteri forti sono in pieno lavoro. I vili burattinai del teatrino italiano stanno preparando l'assalto finale al sistema democratico. La Costituzione vergata con il sangue partigiano è sotto l'assedio dei nuovi padroni della Nazione. Il Regime è servito. In ogni settore. Nei confronti della giustizia, ad esempio, è in atto un processo di disintegrazione guidato da menti raffinate annidate nelle Istituzioni. Si permette alle procure sotto inchiesta di indagare sugli indagatori. Per gridare allo scandalo della guerra fra procure e legittimare trasferimenti, insabbiamenti e riforme esiziali. Coprendo la cloaca del connubbio tra politica, mafia e affari. La procura di Salerno è competente su quella di Catanzaro. Quindi ha diritto di indagare. La procura di Catanzaro invece non può indagare su Salerno. Se lo fa viola la legge. Se qualcuno ha da ridire sui giudici di Salerno deve rivolgersi alla procura competente e cioè a quella di Napoli. E allora perchè il CSM con inusuale prontezza mette sullo stesso piano le due indagini e trasferisce magistrati dalle due procure? che cosa ha scoperto De magistris di così mostruoso? come mai i media e i politici (tranne l'IDV) sono tutti concordi? stanno insabbiando. PRONTI ALLA RESISTENZA CIVILE!!!

05 dicembre 2008

I Poteri in fermento per bloccare De Magistris. Accadono miracoli istituzionali.

I Potenti tremano ma agiscono. Loro non si rassegnano mai. Pensavano di averla fatta franca togliendo le indagini a De Magistris e trasferendolo. La Procura di Salerno, però, vuole vederci chiaro. Ed ecco che accadono i miracoli. Il Presidente "Morfeo" Napolitano si sveglia dal sonno quirinalizio e richiede gli "atti" dell'inchiesta. Con un atto senza precedenti. Arrogandosi un potere che non ha. Delegittimando, di fatto, l'inchiesta. Il vice-presidente del CSM Nicola Mancino riacquista la memoria. Sono lontani i tempi nei quali non riusciva a ricordare se avesse incontrato Paolo Borsellino prima della stage di via D'Amelio. Adesso ricorda immediatamente che la telefonata partita dal suo studio di Avellino verso l'imprenditore (indagato da De Magistris) Antonio Saladino non fu fatta da lui ma da un suo collaboratore. Misteri della memoria di Stato. Il fermento istituzionale contro l'inchiesta di Salerno è la prova della compattezza della Casta. La legge non è uguale per tutti: esistono gli intoccabili. Noi vigileremo e urleremo fino allo sfinimento la nostra sete di giustizia.

02 dicembre 2008

Giulio Cavalli sfotte i senza onore mafiosi

Il dileggio dei mafiosi è un genere artistico caduto in disuso immediatamente dopo l'assasinio del suo inventore. Peppino Impastato, quando nessuno ancora pronunciava la parola mafia, ridicolizzava i boss e denunciava il malaffare politico-mafioso. Da Radio Aut spogliava i mafiosi dalla loro spocchia e li metteva a nudo dinanzi al popolo. La sua satira riusciva a penetrare il tessuto sociale. Onda Pazza innervosiva il potere. Era troppo fastidioso Peppino. I topi di fogna uscirono dalla cloaca e lo fecero esplodere. Impuniti pezzi dello Stato depistarono. Dopo 30 anni Giulio Cavalli da Lodi segue la via tracciata da Peppino. Dai teatri e da Radio Mafiopoli racconta riti e conviti mafiosi, parla ai boss e li riduce alla loro miserevole essenza. I mafiosi ci appaiono per quello che sono: uomini senza onore. Parassiti. Miserabili. Assassini. Giulio comincia a dare fastidio. I topi, infatti, sono già usciti dalle fogne per intimidirlo. Disegnano bare e minacciano il giullare.

14 novembre 2008

Vogliono tapparci la bocca

Per chiudere il cerchio devono zittire la Rete. La voce dei bloggers liberi li spaventa. Le vergogne del regime e i silenzi dell'opposizione vengono giornalmente sputtanati dai blogs. Gli scagnozzi del condottiero di Arcore stanno riproponendo la norma imbavaglia-bloggers che il precedente governo non potè approvare a causa dell'opposizione ferma di Antonio Di Pietro. Siamo governati da gente medievale che vuole annientare le zone franche. Temono la libertà di pensiero. Siamo oppressi da una classe dirigente che è il tumore della Nazione. Il regime è in piena attività antidemocratica. Questo blog disobbedirà a qualsiasi legge vigliacca e liberticida che dovesse riguardarlo.

28 ottobre 2008

Qualcuno spieghi a Cossiga che infiltrare agenti provocatori è un atto criminale.

Trovo sconcertante il silenzio di Napolitano. Le dichiarazioni eversive di Cossiga meritano la censura immediata da parte del garante della Costituzione. Quando il non-emerito era al Viminale scoppiarono scontri durissimi tra universitari e Forze dell'Ordine. Furono uccisi lo studente Francesco Lorusso e la diciottenne Giorgiana Masi. Vicino alle università furono inviati perfino i carri armati. La repressione fu dovuta alle provocazioni di agenti infiltrati su ordine del capo del viminale? Il signor Cossiga parli chiaro. Sul momento negò che il proiettile vagante che colpì a morte Giorgiana fosse stato esploso dalla Polizia. Successivamente, però, foto e testimonianze portarono all'identificazione di un poliziotto che in borghese si era infiltrato per fomentare disordini. Nel 2007 lo stesso ex presidente affermò di essere una delle cinque persone a conoscenza del nome dell'assassino. Sia chiaro: infiltrare i movimenti al fine di precostituirsi l'alibi per intervenire duramente picchiando e reprimendo con violenza i contestatori è un atto vile e antidemocratico. Indegno di un paese democratico. Ritengo necessario che la Procura apra un fascicolo e la Politica espella rapidamente il cattivo maestro dal Parlamento. Cossiga lasci le Istituzioni della Repubblica. Non abbiamo nostalgia delle terrorostiche strategie della tensione. Spero che gli studenti blocchino il paese e difendano la nostra libertà.

23 ottobre 2008

Il Duce di Arcore minaccia gli studenti. E' ora di dargli una lezione. Occupare tutto.

Il Pinochet in salsa padana minaccia di inviare le forze di polizia per picchiare i giovani nei licei e nelle università. Ha deciso di reprimere il dissenso con la forza. Usa la violenza contro le idee. Spero che si fermi all'intimidazione e non violenti i nostri ragazzi. E' giunto il momento di formare un muro compatto contro la distruzione sistematica di ogni principio democratico. Il nano di ferro ha varcato il limite di sopportazione democratica. Bisogna reagire. Occupare tutto e subito a difesa della nostra libertà. Veltroni la smetta di dividere la sinistra. La responsabilità della deriva totalitaria è principalmente di chi non si oppone. Di chi permette lo scempio della Costituzione in silenzio. I parlamentari del centro-sinistra vadano a proteggere gli studenti con il proprio corpo. In attesa che Napolitano si desti e batta un colpo!


14 ottobre 2008

Adesso è ufficiale i cattivi erano Falcone e Borsellino

I comportamenti del governo di centro-destra e di parte delle Istituzioni sono univoci. Fino a qualche tempo fa ero dubbioso. Adesso è certo: Falcone e Borsellino erano il male. Il bene è rappresentato da Corrado Carnevale, giudice di Cassazione. Un giudice che voleva le carte a posto. Per un cavillo annullava le sentenze dei mafiosi. Ammazzava le sentenze. Processato per aver favorito la mafia. Condannato in appello. La Cassazione, però, annullava senza rinvio. Non si possono utilizzare per il giudizio le accuse riferite dai colleghi del trucidatore di sentenze perchè avvenute nel segreto della camera di consiglio. Per rispettare tale segreto, quindi, in camera di consiglio possono consumarsi impunemente anche degli omicidi? misteri della Cassazione... Il centro-destra ha varato ben due leggi ad-personam in suo favore: la prima nel 2004 per reintegrarlo in Cassazione e la seconda, in questi giorni, creando le condizioni perchè possa diventare nel 2010 Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione. Il signor Carnevale in alcune conversazioni intercettate affermava che Falcone e Borsellino fossero "i Dioscuri", "due incapaci, con un livello di professionalità prossimo allo zero". Riferito a Falcone "quel cretino", "faccia da caciocavallo", e poi "io i morti li rispetto ma certi morti no", "a me Falcone non è mai piaciuto", lo accusava di aggiustare i processi "per fregare qualche mafioso". Ai giudici confermò "io contro di loro ho una avversione che non è venuta meno nemmeno dopo che la mafia li ha ammazzati". Una vera e propria garanzia per la giustizia italiana. I signori del governo, gli onorevoli, gli eletti stanno operando attivamente affichè questo signore possa diventare il primo giudice d'Italia. Non ci sono parole. Solo emesi. Ma resistiamo.

02 ottobre 2008

Contrada torna a Palermo. Ogni tassello al proprio posto.

Bruno Contrada è stato condannato, in via definitiva, a 10 anni di carcere per concorso esterno in associazione di tipo mafioso. Un reato particolarmente odioso se compiuto da un membro della Polizia di Stato e agente dei servizi segreti. Il suo nome evoca misteri insoluti. Adesso è un uomo malato e può tornare a Palermo. Agli arresti domiciliari. La mafia che favorì tradendo lo Stato ha compiuto stragi e annichilito un popolo. Si odono ancora le urla di dolore degli eroi trafitti dalle bestie mafiose. Si sente la puzza della complicità di molti pezzi delle Istituzioni alle mattanze. La sottrazione delle prove. Le mancate perquisizioni. I depistaggi. Le trattative. L'agenda rossa di Paolo. Il corpo polverizzato di Peppino e le pietre macchiate del suo sangue ignorate da chi indagava. Tradimenti miserabili. E poi il buio che avvolge la vergogna. Il silenzio e la finta indifferenza per favorire la dimenticanza. I fari che accecano.

Manifestazione Antimafia: "Santa Margherita di Belice, città contro la mafia. Quì i mafiosi non hanno cittadinanza" (3, 4 e 5 ottobre 2008 a Santa Margherita Belice - Ag)

24 settembre 2008

Pino Masciari deve stare zitto

Il signor Mantovano, sottosegretario agli interni e presidente della commissione centrale di protezione, ha deciso di non proteggere più con una scorta armata il testimone di giustizia Pino Masciari durante i suoi spostamenti dovuti alla volontà di recarsi ad incontri pubblici organizzati da istituzioni, scuole, associazioni e gruppi sociali. Il governo italiano, in pratica, ha invitato Pino Masciari a stare in silenzio e a desistere dall'andare in giro per il mondo a raccontare la sua esperienza di imprenditore che ha denunciato i propri estorsori. Lo Stato intimidisce la sua opera di sensibilizzazione verso la legalità. Suonerebbe comica se non si trattasse di cosa tragica l' autorizzazione concessa allo stesso Masciari di potersi recare nelle diverse località con mezzi propri e senza scorta. Masciari va dove vuole. Non ha bisogno di chiedere il permesso. Ha solo bisogno di essere protetto dalla vendetta delle cosche. Masciari ha deciso di continuare la sua lotta. Adesso va in giro scortato volontariamente da ragazzi civili disarmati disposti a diventare scudi umani per proteggere un simbolo della legalità e della riscossa civile degli onesti contro l'arroganze della Ndrangheta e dei loro sodali politici. L'imprenditore calabrese ha permesso l'arresto di decine di appartenenti alle 'Ndrine. Loro non dimenticano. Adesso possono colpire Pino quando vogliono. Se questo dovesse accadere Mantovano sarà uno dei responsabili morali dell'omicidio.

20 settembre 2008

Notizie da mafiopoli
(2° Parte)


...a mafiopoli succede anche che il sindaco di Comiso cancelli l'intitolazione a Pio La Torre dell'aeroporto cittadino che tornerà a portare il nome di Vincenzo Magliocco, generale dell'aeronautica morto in Spagna nel 1936. Secondo Giuseppe Alfano, sindaco di centro-destra della città, è "più giusto conservare una denominazione che fa parte da più di mezzo secolo della memoria collettiva della città"... Un anno fa Gianfranco Miccichè (Forza Italia), da presidente dell'Assemblea regionale Siciliana, si lagnava del fatto che aver chiamato l'aeroporto di Palermo "Falcone e Borsellino" trasmetteva una immagine negativa della Sicilia... Che classe dirigente, che politici, che idee... siamo commossi da tanto impegno contro la mafia...!?!

19 settembre 2008

Notizie da mafiopoli
(1° Parte)

Nel sud della penisola italica ogni accadimento deve essere interpretato, anche, in relazione agli effetti provocati sui secolari equilibri tra la borghesia politico-mafiosa, l'ala militare dell'organizzazione e il popolo ridotto a suddito dell'intero sistema. Da mafiopoli giungono notizie apparentemente innocue ma realmente agghiaccianti se valutate nella loro concatenazione sequenziale e nelle conseguenze prodotte sul sistema nel suo complesso. Accade così che, in occasione del 26° anniversario del barbaro assassinio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il presidente del senato Renato Schifani, dopo aver deposto la sua brava corona di fiori, annunci la sconfitta della mafia, con la cattura dei grandi latitanti e la rivoluzione culturale siciliana...

Diffondiamo ciò che il regime nasconde:


15 settembre 2008

Squallide storie di politicanti agrigentini

La provincia di Agrigento è tra le più remote e povere retrovie della Nazione. Serbatoio di voti del conservatorismo più ipocrita. Cassaforte di un ferreo potere clientelare allattato dalla povertà e dal feudalesimo politico. Fucina di politicanti troppo spesso dediti al malaffare. In un posto così deformato dalla prepotenza della borghesia, anche storie di "Alta mafia" non sorprendono nessuno e rimangono intrappolate nella normalità locale, non riuscendo a trovare la ribalta nazionale. Accade così che, nella sciatta indifferenza, si consumano storie che dissolvono ogni fiducia nella classe politica e dissipano ogni speranza.

Succede che
Vincenzo Lo Giudice (UDC), per 13 anni deputato regionale - assessore al territorio - vice-presidente dell'Assemblea regionale siciliana e presidente della commissione regionale sanità, venga arrestato e successivamente condannato (in 1° grado) a 16 anni e 8 mesi di reclusione. Dalle motivazioni della stessa sentenza emerge che Armando Savarino (attuale sindaco di Ravanusa, ex direttore dell'ausl di Agrigento, padre dell'ex deputata regionale Giusy) temeva di essere ucciso proprio perché aveva ostacolato l’elezione di Lo Giudice alla Regione facendo candidare la figlia.
Il Savarino sarebbe stato poi salvato dalla mediazione di un boss mafioso di Canicattì.

Quì lo Stato non esiste. Nessuno ricorre ai Carabinieri. Le controversie, anche quelle politiche, le risolve la mafia. Stiamo parlando della classe dirigente del nostro paese. Degli "eletti" dal popolo. Delle èlite. Di chi dovrebbe contrastare la criminalità. I protagonisti della vicenda sono colletti "bianchissimi" della borghesia siciliana: deputati e assessori regionali, direttori sanitari, sindaci. Storie che agghiacciano il sangue e contaminano la linea di confine tra Stato e anti-Stato. A questo punto chi è il vero nemico?


04 settembre 2008

I politici rubano l'anima ai martiri

Nei delitti politici siciliani si sente troppo spesso puzza di collaborazione tra pezzi dello Stato e manovalanza mafiosa. Vedere ronzare polituncoli con la loro brava corona di fiori e sentirli berciare il solito rituale e burocratico sermone di esaltazione del martire di turno provoca emesi. Qualche giorno fa i consueti vampiri riproducevano l'abitudinario copione intorno al nome del Generale Dalla Chiesa. I responsabili istituzionali la smettano di rubare l'anima ai martiri e si diano da fare per ricostruire le responsabilità politiche di chi inviò al macello uno dei suoi uomini migliori. Solo così possono rendergli onore e giustizia. Appropriarsi del suo eroismo e della sua rettitudine morale contribuendo a nascondere le trame collusive di uomini delle Istituzioni li rende piccoli e meschini.

Dal diario di Carlo Alberto Dalla Chiesa: "Mi sono trovato al centro (...) di uno stato che affida la tranquillità della sua esistenza non già alla volontà di combattere e debellare la mafia e una politica mafiosa, ma all'uso ed allo sfruttamento del mio nome per tacitare l'irritazione dei partiti; pronti a buttarmi al vento non appena determinati interessi saranno o dovranno essere toccati o compressi".

Diffondiamo quello che il regime nasconde:

22 agosto 2008

Non sfruttare il nome di Falcone invano

Ancora avvoltoi intorno alle bare dei martiri. Giovanni Falcone sacrificò la sua intera vita per un sogno: sconfiggere il medioevo mafioso per ridare dignità e futuro alla Sicilia. Non voleva certo colpire i magistrati ed asservirli alla politica. Nè beatificare mafiosi fregiandoli del titolo di eroi. Il signor Berlusconi, prima di nominare il nome di un martire per legittimare le prossime autunnali vergogne, ripulisca il suo partito dagli elementi vicini alle cosche, rispetti il lavoro dei magistrati, costituisca una agenzia per la gestione dei beni confiscati alle mafie, approvi un testo unico antimafia e delle puntuali norme antiriciclaggio, protegga in modo efficace coloro che denunciano il racket, utilizzi l'esercito per difendere le aziende minacciate. I turisti di Taormina non hanno bisogno dei soldati le aziende siciliane invece si. Al posto di tagli ai fondi per la giustizia e di limitazioni alle intercettazioni potenzi gli organici della magistratura e delle forze di polizia e migliori gli strumenti investigativi (dando maggiori poteri e non togliendoli). E poi si faccia processare. Lei è un impunibile.

Diffondiamo quello che il regime nasconde:

31 luglio 2008

Schifani si rifà l'imene

Dopo la violenta deflorazione televisiva provocatagli dal sovversivo Travaglio è tempo di una nuova verginità politica. Così l'improcessabile Presidente del Senato, tra una deposizione di fiori e l'altra, si avventura in dichiarazioni da guerrigliero dell'antimafia. L'immune Presidente arriva a dichiarare che "la politica deve avere la forza non dico di fare pulizia ma di stare attenta al proprio interno". Circa 19 anni fa, un piccolo uomo delle Istituzioni affermava, invece, che i partiti politici avrebbero dovuto fare grossa pulizia al proprio interno". Questo uomo era Paolo Borsellino e la sua lezione rimane ancora cinicamente inascoltata. Chissà, poi, se l'impunibile sia mai stato realmente attento nella scelta dei propri soci d'affari o compagni di partito o alleati di governo? L'improcessabile risulta essere sato socio in affari di persone successivamente condannate per mafia, fervente militante di Forza Italia, partito che ha subito l'arresto di vari esponenti di rilievo ed annovera fra i leaders Marcello Dell'Utri (condannato in 1° grado per associazione esterna mafiosa), alleato dell'Udc di Totò Cuffaro (condannato in 1° grado per favoreggiamento di singoli personaggi legati alla mafia).

CHE ATTENZIONE.
COMPLIMENTI !!!!!


Quello che loro nascondono noi dobbiamo diffondere:

25 luglio 2008

Forse i cattivi erano Falcone e Borsellino

Sembra di assistere ad una lenta costruzione di un sistema anti Falcone-Borsellino. Quattro anni fa vennero fatti fuori dal pool antimafia i loro allievi prediletti. Poi venne reintegrato in Cassazione il loro nemico Corrado Carnevale. Pochi giorni fa, il CSM è riuscito a nominare, procuratore capo di Marsala (posto che fu di Paolo Borsellino), un acerrimo e dichiarato nemico di Falcone: Alberto Di Pisa. Preferendolo ad Alfredo Morvillo (cognato di Falcone). Adesso vengono concessi gli arresti domiciliari per motivi di salute a Bruno Contrada, l'ex 007 condannato per associazione esterna mafiosa ed il cui nome entrò nell'indagine sulla strage di via D'Amelio.

E' evidente che i nostri poltici di giorno depongono fiori sulle tombe dei martiri e di notte tramano come tradirli. Troppi avvoltoi svolazzano intorno alle bare.

Il 18 luglio,a Palermo, si è svolto il convegno "La seconda Repubblica sul sangue di Falcone e Borsellino". Sono intervenuti grandi magistrati antimafia. Hanno ricostruito i fatti della strage e prospettato l'esistenza di partecipazioni esterne. Si è invocata verità e giustizia. In via D'Amelio ci fu una strage di Stato. I media hanno deciso di oscurare l'evento e ricordare Paolo martellando il paese con le immagini del presidente del Senato Schifani che depone una corona di fiori in onore del giudice. QUELLO CHE LORO NASCONDONO NOI DOBBIAMO DIFFONDERE. Segue la versione integrale del commosso e rabbioso intervento di Salvatore Borsellino. A breve estratti degli altri interventi ed interviste.

Via D'Amelio strage di Stato (1° Parte)

Trattativa Stato-mafia attuata giornalmente (2° Parte)

Pretendo giustizia (3° parte)

Vi invito alla lettura della reazione di Salvatore Borsellino alla notizia della scarcerazione di Contrada:

LIBERTA' PER GLI ASSASSINI

17 luglio 2008

Il sangue di via D'Amelio reclama giustizia

Dopo 16 anni dalla strage i mandanti occulti rimangono scandalosamente a volto coperto. L'agenda rossa resta un' arma di ricatto a disposizione delle raffinate menti criminali che l'hanno trafugata tra le fiamme di via D'Amelio. L'incestuosa convergenza di interessi, tra mafiosi ed entità esterne, che portò alle decisioni stragiste, rappresenta il ventre oscuro sul quale è costruita la seconda repubblica. I risultati sono evidenti a tutti: l'inestricabile e continuo rapporto amoroso tra mafie ed istituzioni con il conseguente collasso morale del paese. Uno Stato che non è in grado di fare luce sui propri buchi neri ed espellere dal potere i fiancheggiatori politici della mafia non è degno di dirsi democratico.

12 luglio 2008

Piazza Navona un esempio di libertà

La manifestazione dell'otto luglio ha smascherato l'infiltrazione culturale dei dogmi dell'autoritarismo nel recinto intellettualoide di una parte del centro-sinistra italiano. Da questo blog rivendico il diritto di critica nei confronti di qualsiasi soggetto svolga funzioni pubbliche nel nome del popolo italiano. Il Presidente della Repubblica non è un Faraone. Se firma leggi incostituzionali o razziste merita di essere duramente criticato. Il Papa non è Dio. La stessa religione cattolica riconosce l'infallibilità papale soltanto nel caso di proclamazione di un nuovo dogma o di rivelazione definitiva di una dottrina. Sconvolge sapere che gli esponenti di un partito progressista italiano siano così ottusi e destri da ritenere volgare il diritto di critica. E poi le attuali improcessabili alte cariche dello Stato sono un pò meno alte delle precedenti: sono state elette da un Parlamento nominato dai segretari di partito ed hanno collaborato attivamente alla loro autoimmunizzazione penale. Piena solidarietà alla invettiva satirica della Guzzanti ed alle motivate critiche di Grillo. In Piazza Navona abbiamo respirato profumo di libertà. Un passo alla volta verso la liberazione.


08 luglio 2008

L'otto luglio tutti a Roma per difendere la democrazia dall'improcessabile di Arcore

Siamo sull'orlo del regime. Il governo ha in cantiere provvedimenti legislativi che renderanno il paese una enclave non democratica all'interno dell'Occidente. E' arrivato il momento di dire fermamente basta. Con tutta la forza della piazza. Abbiamo il dovere di proteggere la libertà democratica conquistata con il sangue partigiano. Il popolo di Piazza Navona farà tremare i Palazzi del potere. Un paese dilaniato dalla crisi economica ed assediato da mafie e corruzione non può farfugliare leggi per l'immunità divina del duce di Arcore. Veltroni dovrà rendere conto della sua indifferenza e dei suoi accordi. Sarà travolto dal suo stesso popolo. Tutti in piazza. Abbattiamo il regime.

03 luglio 2008

A Veltroni le leggi vergogna fanno comodo

Mentre la democrazia viene demolita dai morsi del Duce di Arcore e da quelli dei suoi sgherri, l'allegro Walter Veltroni filosofeggia sul modo di fare opposizione. Scrive lettere insieme al cuffariano Casini. Non vuole contrapposizioni. Critica e snobba Di Pietro che fa l'Opposizione. Il realtà il suo è uno snobbismo di facciata. Le vergognose leggi antidemocratiche di Berlusconi gli fanno comodo: è sempre positivo non avere magistrati e giornalisti invadenti fra i piedi. Il trattamento riservato dal Pd a Clementina Forleo ed a De Magistris è in perfetta linea con le attuali leggi vergogna. In autunno quando la democrazia sarà a pezzi il giovane Walter scenderà in piazza pacatamente e viscidamente a prendere in giro il popolo della sinistra. L'otto luglio a Roma, in piazza Navona, i cittadini manifesteranno in difesa della democrazia per fermare la deriva autoritaria di questo governo. Walter non ci sarà. Magari andrà a cena con Cuffaro e Cintola, in vista di future alleanze.

Rimangono di tragica attualità le parole scritte da Gramsci nel 1917: "Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perchè la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perchè non sene preoccupa", "Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani", "L'indifferenza è abulìa, è parassitismo, è vigliaccherìa, non è vita".

E' tempo di una nuova resistenza. Assediati da un governo autoritario ed un capo dell'opposizione compiacente il popolo ha il dovere di farsi partigiano.