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16 luglio 2007

Salvatore Borsellino denuncia lo scarso impegno dello stato contro la mafia.

Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, afferma che sono tante le domande senza risposta sulla strage di Via D'Amelio. In una lettera aperta chiede conto dei tanti silenzi e misteri irrisolti sulla strage ed alla fine lancia un accorato appello: " Di quante altre stragi, di quanti altri morti avremo ancora bisogno perché da parte dello Stato ci sia finalmente quella reazione decisa e soprattutto duratura, come finora non è mai stata, che porti alla sconfitta delle criminalità mafiosa e soprattutto dei poteri, sempre meno occulti, a essa legati?". "Di quante altre stragi avremo bisogno - aggiunge - perché venga finalmente rotto quel patto scellerato di non belligeranza che, come disse il giudice Di Lello il 20 Luglio del 1992, pezzi dello Stato hanno da decenni stretto con la mafia e che ha permesso e continua a permettere non solo la passata decennale latitanza di boss famosi come Riina e Provenzano ma la latitanza e l'impunità di decine di 'capi mandamento' che sono i veri padroni sia di Palermo che delle altre città della Sicilia".

8 commenti:

Lagos ha detto...

E' la pura verità. Da tanto tempo freesud dice le stesse cose da questo blog. Ci vuole una reazione fortissima dello stato che dia fiucia alla gente. Quando accadrà tutto questo? fra quanti morti?

alba ha detto...

adesso si stanno riorganizzando con le famiglie americane ...
rientrano e riescono ... c'è un certo traffico, c'è il via vai

alba ha detto...

adesso si stanno riorganizzando con le famiglie americane ...
rientrano e riescono ... c'è un certo traffico, c'è il via vai

freesud ha detto...

Da questo blog ho affermato cose simili perchè purtroppo la verità è che la magistratura e le forze dell'ordine, con uomini che rischiano costantemente la vita, riescono a realizzare operazioni eccellenti ed a
infliggere duri colpi alle organizzazioni criminali. Il tutto però non è supportato dallo Stato che
volutamente sottovaluta la minaccia mafiosa. La politica non fa la sua parte, anzi, continua a non fare la propria parte. Il bello è che sappiamo tutto: sono tornate le famiglie degli "scappati", cioè i mafiosi che sono andati via dalla Sicilia durante la guerra di mafia che vide vincenti i corleonesi. Sappiamo quali famiglie controllano i traffici, i mandamenti. Lo stato sta a guardare e intercetta i magistrati e i giornalisti al posto di interessarsi ai mafiosi. Questa è la nostra bella Italia. Saluti.

ulisse ha detto...

infatti e perc questo che ho fatto il bollettino di 25 euro verso il sito www.ammazzatwecituttoi.org dei ragazzi locri

freesud ha detto...

Una scelta ottima quella di Ulisse... è necessario sostenere, in tutti i modi possibili, le associazione, i siti, i politici, le persone che lottano contro il cancro mafioso.

Abate Vella ha detto...

Se volete lottare contro la mafia smettete di andare appresso agli ascari che svendono la Sicilia all'invasore padano.

www.ilconsiglio.blogspot.com

Adzuna Lavoro ha detto...

A 4 anni da quello che e' successo e' cambiato qualcosa? Sempre mazzette per ottenere un lavoro decente al sud, sempre il figlio del capo e del manager che consiglia un altro incompetente a lavorare per se', lavorare e' una parola grossa.
smettiamola con le ipocrisie e facciamo il possibile per cambiare la situazione. non piu'paghe in nero, vogliamo ricevere la pensione!