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30 dicembre 2006

Saddam impiccato all'alba del nuovo anno

La nuova democrazia irachena inaugura il 2007 con la barbarie. Premesso che Saddam è stato un dittatore sanguinario responsabile di crimini orribili la sua impiccagione rimane un segno di debolezza e di vendetta dei suoi avversari politici. Sicuramente non rappresenta un segno di civiltà e democrazia e getta una luce inquietante sui nuovi governanti iracheni. La conseguenza di questo atto sarà un rinvigorimento della guerriglia e del terrorismo. L'orrore di oggi suggella il definitivo fallimento della politica di esportazione della democrazia prodotto da Bush. Le immagini dell'esecuzione sono davvero orribili. Ciò provocherà soltanto altra violenza e devastazione. La barbarie lasciamola ai terroristi.

29 dicembre 2006

Nella lotta alla mafia si ascoltino gli eroi che l'hanno combattuta veramente

Giovanni Falcone è stato ucciso dalla mafia perchè dava fastidio. Le sue idee erano troppo pericolose per la mafia. Lo stesso si può dire per Paolo Borsellino e tanti altri eroi vittime della prepotenza mafiosa. Quindi sarebbe cosa utile mettere in pratica i loro insegnamenti nella lotta alle organizzazioni mafiose. Bene in Italia questo non succede. Le idee dei nostri eroi diventano un peso ingombrante da seppellire e dimenticare. Scriveva Falcone più di 15 anni addietro: " Ma con quali strumenti affrontiamo la mafia oggi?...Ogni volta che esplode la violenza mafiosa con manifestazioni allarmanti o l'ordine pubblico appare minacciato, con precisione cronometrica viene varato un decreto-legge tampone volto a intensificare la repressione, ma non appena la situazione rientra in una apparente normalità, tutto cade nel dimenticatoio e si torna ad abbassare la guardia. Le leggi non servono se non sono sorrette da una forte e precisa volontà politica, se non sono in grado di funzionare per carenza di strutture adeguate e soprattutto se le strutture non sono dotate di uomini professionalmente qualificati". Non è cambiato nulla.

27 dicembre 2006

Cancellato il comma Fuda adesso bisogna scoprire i furbetti

Una differenza fondamentale tra i due schieramenti c'è: il centro destra approvava indisturbato le leggi vergogna, il centro sinistra ci prova ma ci sono delle componenti all'interno della maggioranza che impediscono questo sporco gioco. Ringraziamo le sentinelle della legalità annidate nel governo. E' necessario però andare fino in fondo e scoprire chi sono i furbi che hanno, con l'inganno, inserito il comma incriminato nel maxi-emendamento. Chi ha commesso un atto politico così scorretto deve assumersene la responsabilità davanti al paese. Le leggi si fanno per fare funzionare meglio il paese e per garantire la legalità. Ne abbiamo le tasche piene di leggi salva-ladri tendenti a coprire i reati dei "colletti bianchi" e dei potenti di turno. La legge deve essere uguale per tutti cari politici.

21 dicembre 2006

Grazie Welby

«Morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa». Dal blog di Welby


Riposa in pace, poeta, ribelle, uomo coraggioso e giusto e non ascoltare più l'abbaiare di chi ancora si rifiuta di comprendere il tuo sacrificio. Addio Comandante.

20 dicembre 2006

Ecco come è fatta una legge-vergogna: " l'emendamento Fuda "

In attesa che il signor Fuda comunichi all'opinione pubblica perchè mai avrebbe speso il suo prezioso tempo e le sue energie per inventare questo ingegnoso emendamento-vergogna vi faccio vedere come è fatto materialmente l'emendamento incriminato. In pratica per costruire una legge appartenente al genere "porcate vergognose generate dal potere politico italiano" ci vogliono poche intelligenti parole. Ecco il testo del comma 1346 del maxiemendamento sulla legge finanziaria:


797-bis. Al comma 2 dell’articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, le parole: "si è verificato il fatto dannoso" sono sostituite dalle seguenti: "è stata realizzata la condotta produttiva di danno".

Tutto quì. Semplice no? La legge n. 20 del 1994 tratta di "Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei Conti" e all'art 1 si interessa delle azioni di responsabilità nei confronti dei funzionari e dipendenti pubblici. Si tratta quindi di casi di indebita appropriazione di denari pubblici e del recupero degli stessi. Vediamo adesso cosa dice il comma 2 che doveva essere modificato da tale emendamento:

"2.Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in ogni caso in cinque anni, decorrenti dalla data in cui si è verificato il fatto dannoso, ovvero, in caso di occultamento doloso del danno, dalla data della sua scoperta".

Operando le sostituzioni pretese dall'emendamento-vergogna:

"2.Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in ogni caso in cinque anni, decorrenti dalla data in cui è stata realizzata la condotta produttiva di danno, ovvero, in caso di occultamento doloso del danno, dalla data della sua scoperta".

Otto paroline magiche (comprese preposizioni, articoli) che avrebbero, in pratica ridotto i tempi di prescrizione dei reati contabili commessi dai funzionari e dipendenti dello stato, rendendo molto difficoltosa se non impossibile la restituzione del maltolto. Quali sarebbero stati i vantaggi di questo emendamento? quale la sua "ratio"?

19 dicembre 2006

Attenzione anche nella maggioranza ci sono i furbetti

Moggi moggi cacchi cacchi i furbetti della politica sono ritornati in azione. Nottetempo e con il sotterfugio hanno inserito un comma alla finanziaria che di fatto avrebbe impedito allo stato di recuperare le somme sottratte indebitamente da funzionari e dipendenti corrotti. Un' altra legge vergogna dopo quelle partorite dal governo Berlusconi. Soltanto l'intervento deciso e incazzato dell'ottimo Di Pietro ha impedito che la vergogna diventasse legge dello stato. Il governo,infatti, ha indetto per il 27 dicembre un consiglio dei ministri appositamente per abolire tale ignobile comma.

16 dicembre 2006

Politici dell' agrigentino collusi con la mafia TREMATE

Si è pentito è collabora con i magistrati il boss dell'agrigentino Maurizio Di Gati, arrestato il 26 novembre scorso dopo anni di latitanza. E' considerato un boss di spessore dell'organizzazione anche se in parte "posato", cioè emarginato dalle famiglie mafiose locali. Le sue dichiarazioni hanno già portato all'arresto di 7 persone e al ritrovamento di armi. Il capomafia starebbe facendo importanti rivelazioni riguardo all'intreccio tra mafia e politica soprattutto nell' agrigentino, ma anche riguardo a personaggi politici di livello regionale e nazionale. Quindi cari politici collusi, collaborazionisti, agenti mafiosi infiltrati nelle istituzioni cominciate a tremare perchè l'ora della verità potrebbe essere molto vicina...

13 dicembre 2006

Concorsi truccati alla ausl n 1 di Agrigento?

Va avanti l'inchiesta della procura della Repubblica di Agrigento su alcuni concorsi truccati all'ausl 1 di Agrigento. Durante una perquisizione effettuata dai carabinieri nell'ufficio del dimissionario direttore dell'ausl di Agrigento Armando Savarino, padre di Giuseppa Savarino deputato regionale dell'UDC, è stata ritrovata una cartellina con su scritto "autisti" con all'interno un foglietto con i nomi dei vincitori di uno dei tre concorsi incriminati con i nomi dei presunti sponsor politici: Sav, Iac, Alf, Cuf. Non ci vengano a raccontare adesso questi giudici comunisti che Sav sta per Giuseppa Savarino o che Alf sta per Angelino Alfano (coordinatore regionale di Forza Italia) e assolutamente non ci dicano che Cuf sta per Totò vasavasa Cuffaro, perchè tanto noi non ci crederemo mai. Anche se in una telefonata, intercettata dai carabinieri , la Savarino dice al suo segretario di andare dal papà (Armando) a rititare la lista dei raccomandati e di non parlare di queste cose al telefono (però lei le stesse cose gliele dice al telefono). Smettetela care toghe rosse perchè sono fantasie. Le raccomandazioni in Sicilia non esistono. E poi quelle non sono sigle. Sono uno scioglilingua arabo: sav-iac-alf-cuf.

10 dicembre 2006

I giovani di Forza Italia e Dell'Utri, che teneri.

Forza Italia vuole ripartire dai giovani. Che bravi. La rinascita passa quindi dai circoli giovanili organizzati da Marcello Dell’Utri. Che teneri. Ma chi è questo Dell’Utri? Il moralista Casini si è affrettato a dire ad Annozero che lo stima. Meno male. Comunque per completezza diamo qualche informazione sul personaggio: è stato condannato in via definitiva a Torino, a due anni e tre mesi di reclusione (patteggiando la pena ed usufruendo dello sconto di pena pari ad un terzo) per false fatture e frode fiscale. È stato condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa (imprenditore trapanese), con la complicità del boss Vincenzo Virga (trapanese anche lui). In data 11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo, ha condannato Marcello Dell'Utri a nove anni di reclusione con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è stato anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e la Provincia di Palermo. Nel testo che motiva la sentenza si legge:"la pluralità dell'attività posta in essere da Dell'Utri, per la rilevanza causale espressa, ha costituito un concreto, volontario, consapevole, specifico e prezioso contributo al mantenimento, consolidamento e rafforzamento di Cosa nostra, alla quale è stata, tra l'altro offerta l'opportunità, sempre con la mediazione di Dell'Utri, di entrare in contatto con importanti ambienti dell'economia e della finanza, così agevolandola nel perseguimento dei suoi fini illeciti, sia meramente economici che politici". E poi questi giovanotti forzisti hanno il coraggio di scandalizzarsi per i pacs….

07 dicembre 2006

Comunicato da inviare alla commissione antimafia

Lunedì 27 novembre, a Milano, al termine di un dibattito con Caselli, Travaglio, dalla Chiesa, Furio Colombo, è stato approvato all'unanimità un comunicato, da inviare alla commissione Antimafia. Lo staff freesud approva il comunicato e partecipa attivamente alla sua diffusione.
Ecco il testo opportunamente modificato:
"Esprimo il dissenso e lo sdegno più convinto e profondo alle nomine di parlamentari condannati nella Commissione Antimafia. Ancora una volta la classe politica manifesta la più totale indifferenza per il comune sentire di tutti coloro che considerano la legalità un valore fondante della convivenza civile. Ci viene spiegato che i condannati non si vogliono dimettere. Allora chiediamo che si dimettano gli incensurati".
Mandiamolo alla Commissione.
e-mail: com_antimafia@camera.it
FAX: 06-6784809
Il cerchio si stringe
Condannato per mafia ex assessore Miceli

I giudici della terza sezione penale del tribunale di Palermo hanno condannato ad otto anni di carcere l'ex assessore al comune di Palermo (nella giunta dell'attuale sindaco Cammarata), dell'Udc Domenico Miceli, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo la procura avrebbe fatto da tramite tra il boss Guttadauro e il mondo della politica. I pm hanno sostenuto che Domenico Miceli "ha assunto il ruolo di tramite tra Guttadauro e il presidente della Regione, Cuffaro, prospettando a Cuffaro le richieste di Guttadauro e fornendo al boss le risposte del governatore".

02 dicembre 2006

Tutta l'Italia deve sapere quello che succede in sicilia (2°puntata)
In questa seconda puntata continuiamo l'elenco dei politici di rilievo dell'UDC siciliano coinvolti in indagini giudiziarie. E' la volta di Nino Dina, UDC, deputato regionale, medico, accusato dal pentito Nino Giuffrè, è indagato per mafia. Onofrio Fratello, ex deputato regionale Udc, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, secondo l'accusa avrebbe promesso alle cosche mafiose di Trapani denaro e posti di lavoro in cambio della sua elezione. Salvatore Cintola, deputato UDC, assessore al bilancio nel precedente governo Cuffaro, indagato per concorso in associazione mafiosa, di lui hanno parlato vari pentiti. Saverio Romano, UDC, Avvocato, sottosegretario al Welfare nel governo Berlusconi e componente della direzione nazionale del partito di Casini. Anche lui risulta indagato per concorso in associazione mafiosa, dopo esser stato tirato in ballo dal neo pentito Francesco Campanella. Calogero Mannino, UDC, senatore, condannato a 5 anni e 4 mesi per associazione mafiosa esterna ma la cassazione ha annullato la sentenza e quindi il processo si deve rifare. Pochi giorni fa abbiamo appreso che anche Giuseppa Savarino, UDC, deputato regionale per la seconda legislatura risulta indagata dalla procura di Agrigento per abuso d'ufficio e falso in atto pubblico in relazione ad un presunto concorso truccato; insieme a lei indagato anche il padre, direttore sanitario dimissionario dell'asl di Agrigento. Ci fermiamo quì. L'elenco potrebbe continuare con molti altri nomi di politici indagati di minor rilievo. Per tutti vale la presunzione di non colpevolezza perchè sono soltanto indagati e non condannati con sentenza definitiva. Anche personalità di altri partiti risultano indagati ma la concentrazione di personaggi dell'UDC siciliano coinvolti in vario modo in indagini giudiziarie è sconvolgente e avrebbe dovuto portare i vertici nazionali del partito a comportamenti conseguenti.

29 novembre 2006

Tutta l'Italia deve sapere quello che succede in sicilia (1°puntata)

(nella foto: Cuffaro, LoGiudice, Borzacchelli, Costa)
Voglio parlarvi di qualcosa di scandaloso della politica italiana. Perchè tutta Italia sappia quello che accade in Sicilia con il consenso dei politici nazionali. Parliamo dell'UDC che ha un grosso serbatoio di voti in Sicilia. Iniziamo notando che il segretario nazionale del partito tal Lorenzo Cesa è un signore che nel 1993 è stato arrestato e processato per concussione (accusato di aver riscosso una mazzetta di 300 mila euro), condannato in primo grado a 3 anni e 8 mesi, la Corte d'appello ha annullato la sentenza a causa di una incompatibilità del Gup, il processo dovette iniziare da capo e arrivò alla prescrizione. Adesso passiamo all'UDC in Sicilia: Totò Cuffaro, UDC, presidente della regione, sotto processo per favoreggiamento alla mafia, proprio in queste ore la procura sta decidendo se contestargli anche l'associazione mafiosa esterna. Vincenzo Lo Giudice, UDC, ex deputato regionale, ex Assessore Regionale al Territorio nel governo Cuffaro. Arrestato a marzo 2004 per associazione mafiosa. L'accusa gli contesta di aver affidato terreni confiscati alla mafia ad una cooperativa che faceva riferimento alla stessa famiglia a cui era stato confiscato il bene. Gli sono stati sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro. Antonio Borzacchelli, ex maresciallo dei carabinieri, eletto nel 2001 deputato regionale nell'Udc e arrestato nell'ambito dell'inchiesta sulle talpe alla Dda, che coinvolge anche il governatore Cuffaro, Domenico Miceli, ex assessore Udc nella giunta Cammarata a Palermo, arrestato per associazione mafiosa (accusato di essere il referente del boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro e la cerniera tra il clan e la politica). Secondo l'accusa passava informazioni in cambio di ingenti somme di denaro e favori a Michele Aiello (ricco imprenditore siciliano, proprietario della clinica Bagheria di Santa Teresa, amico di Cuffaro, arrestato anch'egli il 5 novembre 2003 con l'accusa di partecipazione a Cosa Nostra). David Costa, UDC, Assessore alla Presidenza nella giunta Cuffaro. Finito in manette nel novembre del 2005, per concorso in associazione mafiosa.Secondo laccusa Costa era interessato a ricevere il sostegno della famiglia mafiosa di Marsala (Trapani) durante la campagna elettorale del 2001 per le regionali, a fronte di erogazione di somme di denaro. Davide Costa 39 anni, l'anno precedente aveva già ricevuto un avviso di garanzia con la stessa accusa e si era dimesso. Il suo nome compare in alcune intercettazioni ambientali tra due mafiosi, lo accusano anche due collaboratori di giustizia, Vincenzo Giglio e Vito Vincenzo Rallo.
L'ELENCO E' MOLTO LUNGO QUINDI CONTINUA NEI PROSSIMI POST......

27 novembre 2006

In Italia il nuovo che avanza è peggio del vecchio che rimane
Questo signore della foto si atteggia a campione della moralità, difensore della famiglia, rappresentante delle gerarchie ecclesiastiche. Non perde occasione per ripetere la sua contrarietà ad ogni ipotesi di Pacs e di riconoscimento dei diritti alle convivenze non fondate sul matrimonio. Fin quì tutto legittimo....solo che c'è un piccolissimo dettaglio: lui è divorziato e convive (cosa vietata dalla chiesa) con un'altra persona. Alle conviventi dei parlamentari inoltre sono riconosciuti alcuni privilegi quali: la reversibilità della pensione, l'assistenza sanitaria ed altri diritti elementari che il moralista (sulla pelle degli altri) Casini si ostina a negare al resto del paese. La sua moralità non gli impedisce neanche di candidare e fare eleggere nelle liste dell'UDC una serie di personaggi sotto inchiesta per mafia.

26 novembre 2006

Secondo i nostri parlamentari la commissione antimafia può essere composta anche da mafiosi
Secondo voi un pedofilo può fare parte di una associazione di tutela dei bambini? Dracula può fare parte dell'Avis? un terrorista di al-quaeda può occuparsi di antiterrorismo negli Usa? un mafioso può fare parte della commissione antimafia? per i nostri parlamentari la risposta non è così scontata. La camera dei deputati ha infatti respinto l'emendamento Licandro, secondo il quale, i Presidenti delle Camere, ai fini della nomina dei componenti la Commissione, possono escludere per ragioni di inopportunità parlamentari sottoposti a procedimenti giudiziari per reati di mafia, per i delitti contro la pubblica amministrazione, per quelli contro l'amministrazione della giustizia e per i parlamentari che prestano assistenza legale a soggetti imputati in procedimenti giudiziari per i suddetti reati. Bisogna tutelare le prerogative e lo status dei parlamentari. Non ci sono parole. Io non mi sento rappresentato da questa gente. Un mafioso non può fare parte della commissione antimafia. Questo dovrebbe essere scontato. Invece i rappresentanti del popolo al fine di garantire le loro prerogative sono disposti ad avere una commissione antimafia con i mafiosi dentro. Per questa volta ci è andata bene solo due condannati in via definitiva per corruzione, tangenti, finanziamento illecito. Questa è la gente che dovrebbe contrastare la mafia? la dignità del parlamento italiano sprofonda sempre di più. Tutto questo avviene nel silenzio dei nostri grandi giornalisti.

Hanno votato no alla estromissione dei mafiosi dalla Commisione Antimafia 421 deputati


Hanno votato sì per un totale di 21 :
14 del PDCI: Bellillo, Cancrini, Cesini, Crapolicchio, De Angelis, Licandro, Napoletano, Paglierini, Pignataro Ferdinando, Sgobio, Soffritti, Tranfaglia, Vacca,Venier
1di An: Napoli Angela
1di Forza Italia: Fasolino
1 di Dc-Psi: Nardi
2 de L'ulivo: Lomaglio, Samperi

1 dell’ Idv: Astore
1 del Movimento Per L'autonomia: Lo Monte

23 novembre 2006

La lotta alle mafie dovrebbe essere una autentica priorità nazionale

Si sono conclusi gli Stati generali dell'antimafia, Don Ciotti nel suo intervento ha affermato che il tempo è scaduto, è arrivata l'ora di voltare pagina nella guerra contro la mafia, è necessario che governo e istituzioni entrino nel merito del rapporto tra mafia e politica. L'assise si è conclusa con un documento finale che rappresenta una richiesta al parlamento e al governo: di " assumere la lotta alle mafie come una autentica priorità nazionale", garantire il sostegno dei testimoni di giustizia; definire e approvare un testo unico della legislazione antimafia; istituire un’agenzia nazionale per la gestione dei beni confiscati; colpire i legami tra mafia e politica attraverso la revisione del reato di voto di scambio e della normativa sui comuni sciolti per mafia; riforma della normativa in materia di appalti, subappalti e opere pubbliche e la lotta al lavoro nero e al caporalato. Proposte concrete che in paese serio dovrebbero essere prese in considerazione ed in breve tempo messe in pratica. Questi sono alcuni mezzi possibili da mettere in campo per cominciare una seria lotta alla mafia. Un punto di partenza. Ma la politica la risposta l'ha già data con la nuova commissione antimafia.

22 novembre 2006

Nella pubblica amministrazione in provincia di Trapani fortissime infiltrazioni mafiose
L'ultimo rapporto della direzione investigativa antimafia sull' attività della mafia nel trapanese conferma che una figura di spicco dell'organizzazione è il latitante Matteo Messina denaro. Secondo il rapporto della Dia: " Nonostante la pesante azione repressiva dello Stato che di fatto ha disarticolato gli organigrammi interni delle cosche locali, l'organizzazione continua a mantenere un penetrante controllo del territorio e a riscuotere consensi tra l'opinione pubblica". Matteo Messina Denaro gode di una larghissima rete di protezione, affermano gli esperti della Dia, che è formata sia da mafiosi che da "insospettabili" che operano in un contesto dove agire a favore della criminalità organizzata "viene avvertito come un comportamento dovuto. Inoltre affermano gli investigatori nella provincia di Trapani ci sono fortissime infiltrazioni mafiose nella pubblica amministrazione con una strategia di non conflittualità e di convivenza con le istituzioni.
Come dire che la provincia di Trapani è in mano alla mafia, così come tutto il resto della Sicilia e il sud dell'Italia. La vera emergenza non è la guerra di Camorra a Napoli ma l'intreccio politico-mafioso che ammorba l'intero meridione dal dopoguerra ad oggi.
Il sud è abbandonato nelle mani delle organizzazioni criminali.
Presidenti, governatori, parlamentari, segretari di partito:
VERGOGNATEVI

19 novembre 2006

La Nuova Commissione Antimafia: AGGHIACCIANTE


Ecco la risposta della politica all' emergenza criminalità organizzata: la nuova commissione antimafia. Giustamente anche in questa commissione bisogna mantenere un certo rapporto tra gli incensurati e i pregiudicati, come avviene in parlamento. Quindi mi sembra da apprezzare il fatto che in questa delicatissima commissione si siano limitati ad inserire solo due condannati in via definitiva. Gli ONOREVOLI Pomicino e A. Vito. Il primo, della Nuova Dc, condannato per finanziamento illecito e corruzione; il secondo, appartenente a Forza Italia, 2 anni patteggiati e 5 miliardi di lire restituiti per 22 episodi di corruzione a Napoli. In piena emergenza Camorra tutto ciò mi sembra più che giusto. Mi è dispiaciuto che non abbiano inserito anche l' ONOREVOLE Dell' Utri, avrebbe potuto dare una mano.
Per la lista completa dei parlamentari condannati in via definitiva klikka: wanted

18 novembre 2006

SOLIDALI CON BENNY CALASANZIO


I parenti di Benny Calasanzio sono vittime innocenti della mafia. Lo staff freesud esprime la massima solidarietà a benny e alla sua famiglia. Per saperne di più klikkate su:
Viva i nostri poveri parlamentari

Come sappiamo i nostri parlamentari sono una classe da proteggere a causa della vita grama e piena di sacrifici che conducono. La finanziaria del 2006, dura per tutti, non li sfiora nemmeno. L'unica riduzione di stipendio è prevista per chi riveste sia la carica di parlamentare che quella di componente del governo. Chi è soltanto parlamentare giustamente non viene penalizzato. Ma scherziamo con quel misero stipendio che prendono come farebbero a sopravvivere. E poi bisogna considerare che con il regime di vita difficile che sostengono, pieno di sacrifici, sono a rischio depressione. Quindi bisogna considerare la necessità di poter acquistare un pò di cocaina o di marijuana per tirarsi su.
A loro infatti è giustamente consentito drogarsi e acquistare stupefacenti dalle organizzazioni criminali. La privacy del parlamentare italiano è sacra. Un altra norma sacrosanta è quella secondo la quale il diritto alla misera pensione lo maturano dopo solo due anni e mezzo. E' giusto considerato il lavoro usurante che svolgono. Vi immaginate fare il parlamentare per 20 o addirittura 30 anni??? non potrebbero sopravvivere. Eh si dobbiamo essere orgogliosi dei nostri poveri parlamentari.

17 novembre 2006

UN PO' MI VERGOGNO

Ieri ad "Annozero" si è consumato l'ennesimo Cuffaro-show, con il governatore della Sicilia che si difendeva, dalle accuse mossegli, attaccando a testa bassa Santoro, Cuffaro, Fava e Calasanzio (parente di due vittime innocenti della mafia). In questo periodo un pò mi vergogno. L'isola è preda della mafia. Chi la governa è sotto processo per favoreggiamento dell'organizzazione mafiosa. La presunzione di innocenza è sacra. Ma una terra che si vuole liberare della mafia deve fare della questione morale il proprio faro. Il giudice Paolo Borsellino, che la mafia temette al punto tale da farlo saltare in aria, disse che"Il sospetto dovrebbe indurre soprattutto i partiti politici quantomeno a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati". Nell'UDC siciliano, negli ultimi anni sono stati molti gli episodi inquietanti. L'indagine sul presidente della regione, ma soprattutto l'arresto di alcuni deputati regionali e l'indagine su altri sempre per reati nei quali compare l'aggettivo mafioso. Tutto ciò avrebbe dovuto portare i vertici nazionali del partito ad intervenire e dare un segnale forte alla popolazione.

10 novembre 2006

Politici o magistrati collusi con la mafia: COLLABORAZIONISTI

Lo stato è, o almeno dovrebbe essere, in guerra con le organizzazioni criminali. La mafia è il nemico da combattere, lo stato l'entità da difendere. Se pezzi stessi dello stato si alleano con il nemico, tradendo il popolo e usando il potere affidatogli per procurare vantaggio all'avversario, ci troviamo davanti al classico esempio di collaborazionismo con l'esercito nemico. I mafiosi lo sappiamo sono un cancro ma i collaborazionisti sono più spregievoli. Loro approfittano della fiducia, dello stato di bisogno, dell'ignoranza del popolo per mantenerlo oppresso in favore di interessi propri e di quelli delle organizzazioni criminali. Si tratta di persone indegne che utilizzano il potere per salvaguardare i nemici dello stato. A causa di questi individui spregievoli le mafie vivono e prosperano senza paura di sconfitta. Gente che si crede onorevole ma che merita soltanto il disprezzo del popolo. Nella storia di tutte le guerre, anche le contemporanee, i collaborazionisti quando vengono scoperti subiscono una pessima fine. Peggiore del nemico dichiarato. Loro infatti tradiscono di nascosto godendo dei favori e del rispetto popolare.

09 novembre 2006

La procura di Catania ancora senza soldi. Vergognatevi

Voi pensavate che la regione o lo stato avessero provveduto a far arrivare i soldi alla procura di Catania, che era rimasta senza benzina e senza manutenzione per le auto dei magistrati, senza carta, inchiostro ed in condizioni da non poter assicurare la sicurezza. Invece NO i magistrati operano ancora in condizioni allucinanti. Il Procuratore capo Busacca: "Siamo inseguiti dai creditori", "se fossimo un impresa chiuderemmo per insolvenza", "siamo stanchi di promesse non mantenute, ne va del diritto alla giustizia". Dico solo che è vergognoso. I magistrati in prima linea nella lotta contro la mafia abbandonati dallo stato.

06 novembre 2006

Tribunale dà ragione a Santoro, "La Mafia è Bianca" non diffama Cuffaro

Nel gennaio nel 2006 il Tribunale di Bergamo aveva già respinto la richiesta di sequestro del libro-dvd "La Mafia è Bianca" avanzata dal presidente Cuffaro. Successivamente Cuffaro querelò Santoro e gli autori del documentario per diffamazione. Il giudice Armando Grasso ha disposto l'archiviazione del procedimento. Secondo i giudici l'inchiesta riprodotta nel film è " una indagine sulla realtà delle strutture sanitarie nella Regione Sicilia". Affermano i giudici che "lo svolgimento di una indagine sulle realtà delle strutture sanitarie nella Regione Sicilia che, attraverso la trascrizione di brani di dichiarazioni rese alla autorità giudiziaria da parte di soggetti, in genere medici, già condannati o imputati in procedimenti penali per fatti di criminalità mafiosa non violenta, integrate da ulteriori informazioni, fornite dagli autori della pubblicazione, mostra le gravi inefficienze delle strutture pubbliche e la correlativa efficienza della nutritissima schiera di strutture sanitarie private, accreditate dalla Regione Siciliana in misura di gran lunga eccedente quella delle altre regioni". "In Tale contesto emergono rapporti di personale conoscenza o di occasionale frequentazione fra il Presidente della Regione, anch'egli medico radiologo, e taluni di quei soggetti dichiaranti, che gli autori dell'indagine sottolineano al fine di evidenziare gli intrecci di interessi economici e politici". Non ci rimane che ripensare alle parole di Paolo Borsellino che rimangono inascoltate e di sconvolgente attualità dopo tanti anni dalla sua uccisione.

05 novembre 2006

Dopo tanti anni le parole di Paolo Borsellino rimangono di sconcertante attualità

26/01/1989 Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa
Lezione di Paolo Borsellino tre anni prima di essere ucciso.

"L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perchè ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto. Il sospetto dovrebbe indurre soprattutto i partiti politici quantomeno a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati."

03 novembre 2006

Ecco come lo stato italiano combatte la mafia

Parlano di esercito, piani contro il crimine, più uomini, ci prendono soltanto in giro. Non c'è nessuna volontà di sconfiggere le mafie. Nessuna volontà politica. I fatti ci dicono ad esempio che la procura antimafia di Catania è piena di debiti, le auto dei magistrati sono senza benzina, non è possibile effettuare il controllo dei freni, manca la carta, mancano uomini e mezzi, anche la sicurezza è in pericolo. Stiamo parlando di una procura in prima linea nella lotta allamafia. Abbandonata fra i debiti e senza mezzi. Questo è il modo in cui lo stato italiano intendecombattere la mafia in Sicilia.

02 novembre 2006

Il solito tragico, stupido, inutile balletto

Durante ogni"emergenza" criminalità in qualche città del sud inizia questo triste spettacolo: visite delle istituzioni alla prefettura, discussioni sull'impiego dell'esercito, qualcuno dice che quella città è una fogna, si discute di cultura, scuola, sensibilizzare, portare il lavoro bla bla bla bla bla bla bla bla bla.....alla fine qualche blanda misura per rassicurare i benpensanti....poi la guerra finisce e ritorna il silenzio. L' emergenza è tutto il sud e da sempre. L'emergenza è quando nessuno spara. Significa che c'è accordo, equilibrio politico-mafioso, gli affari vanno bene. Ad esempio in Sicilia adesso non si spara, la mafia fa buoni affari. La verità è che mai nessun governo ha voluto provare a risolvere il problema. I governi io li giudico molto da questo aspetto. Non c'è nessun tipo di discontinuità tra questo e gli altri governi rispetto alla lotta contro le mafie. Camorra, Mafia, Ndrangheta, Sacra Corona Unita sono forti, salde, controllano il proprio territorio e fanno affari milionari. Sono infiltrati nella politica. Non c'è neanche l'ombra di un progetto che miri al loro sradicamento. Ogni tanto qualche eroe squarcia il velo di omertà politica ma dura poco. Neanche le stragi Falcone e Borsellino sono servite a svegliare le coscienze politiche figuriamoci un po di guerra di camorra.

28 ottobre 2006

Solidali con Luxuria

Il nostro parlamento è bello per questo: non gli manca niente. Dopo i pregiudicati, i consumatori di droghe....un po di intolleranza mancava. Non penso sia così scandaloso che un transgender vada al bagno delle donne. Sentirsi, poi, violentate sessualmente mi sembra davvero una frase enorme che l' onorevole Gardini poteva evitarci. Lo sapete esiste una virtù poco praticata tra i parlamentari: la TOLLERANZA.

27 ottobre 2006

Un particolare da non sottovalutare

Il test effettuato dalla "Iene" ha rivelato come su un campione di 50 parlamentari analizzato 16 di essi sono risultati positivi alle droghe. In particolare il 24% (12 persone) alla cannabis e l' 8% (4 persone) alla cocaina, in totale quindi il 32% dei parlamentari analizzati sono risultati positivi alla droga. Un parlamentare su tre. Il test però è stato effettuato con il metodo del drug wipe (metodo infallibile) che rileva tracce di stupefacenti soltanto se assunti entro 36 ore. Questo mi sembra un particolare da non sottovalutare, perchè sta ad indicare che la percentuale di parlamentari positivi alle droghe è suscettibile di un notevole aumento, se soltanto si ricorresse al drug test tradizionale, effettuato sulle urine (come per gli appartenenti alle forze di polizia) in grado di rilevare tracce anche dopo un mese dall'assunzione della droga. Chi consuma droga abitualmente, infatti, non è detto che lo faccia giornalmente ma può accadere che il consumo avvenga con una cadenza diversa ( ad esempio ogni due-tre giorni). Quindi secondo me il 32% di parlamentari che usano droghe è una percentuale da rivedere molto al rialzo!!!
GRAZIE PEPPINO...UN EROE NEL CUORE DELLA SICILIA


25 ottobre 2006

In Italia il diritto alla privacy vale solo per i parlamentari

Ieri la trasmissione "Le Iene" ha trasmesso un servizio sul campeggio di Arezzo wawe ed ha mostrato immagini di gente intenta a fare uso di stupefacenti, gente in evidente stato di tossicosi, spacciatori che vendevano la droga e parlavano dei propri giri criminali, fino ad arrivare alle immagini di un ragazzo portato via morto dal campeggio. I visi erano schermati e le voci rese irriconoscibili. Perchè questo servizio non è stato bloccato dal garante della privacy mentre il servizio sui parlamentari positivi al drug-test si??? non riesco a capire la differenza. Non capisco perchè i giornalisti non insorgono. La legge non è uguale per tutti??? la gente comune non ha diritto alla privacy??? Solo per la super-privilegiata classe dei parlamentari esiste tale diritto???
ONOREVOLI WANTED

PETER GOMEZ - MARCO TRAVAGLIO
2006 Editori Riuniti
Storie, sentenze e scandali di 25 pregiudicati, 26 imputati, 19 indagati e 12 miracolati "eletti" dal Popolo Italiano - prefazione di Beppe Grillo
Puoi leggere la prefazione integrale nella sezione FUORI I NOMI

23 ottobre 2006

I Parlamentari possono usare droghe gli altri cittadini NO

In Svezia per il solo sospetto che non avessere pagato il canone televisivo alcuni parlamentari si sono dimessi. In Italia si scopre che molti parlamentari usano droghe e questi vengono tutelati. Non solo: i giornalisti tacciono, quasi fosse una piccola marachella. Certo si tollera che i partiti ci impongano con liste bloccate dei pregiudicati figuriamoci per una canna o una pista di coca. Le droghe le importano le organizzazioni criminali. Quando un parlamentare acquista cocaina o marijuana, con i soldi dei contribuenti, sta finanziando la mafia, la camorra, la ndrangheta. I test obbligatori non sono illegittimi, infatti sono previsti per alcune categorie di lavoratori. Nessuno protesta. Neanche una parola dalle più alte cariche istituzionali. Forse non riescono ad avere erezioni intellettuali decenti senza la cocaina??? la legge è uguale per tutti: si applichi la legge Fini sulla droga anche per loro. Fanno leggi iper-proibizioniste per il popolo comune tanto loro si sballano come vogliono senza che nessuno possa controllare....ci dicano da chi comprano la droga, denuncino i pusher. Lo stesso spacciatore, che loro denunciandolo potrebbero fare incarcerare subito, magari in questo momento sta vendendo una partita di droga tagliata male ad un ragazzino.....non avete dignità, abbiate il coraggio delle vostre azioni e non nascondetevi dietro una finta-privacy che copre solo le vostre miserie umane....lo stipendio da parlamentare non velo diamo per sballarvi. Il problema è che queste cose dovrebbe scriverle qualche giornalista importante e non un piccolo blog di provincia.
P.S.
nella sezione fuori i nomi potete ammirare il video sulla cultura di alcuni parlamentari
Putin: "L'Italia è la culla della mafia"
Il problema è che è vero. Abbiamo poco da incavolarci. Putin ha ragione siamo uno stato che non ha il controllo totale del proprio territorio. In ampie zone dell'Italia lo stato vale meno della mafia. In tutto il sud le organizzazioni malavitose sono infiltrate nei posti di potere. Comandano loro. C'è poco da dire. Cambiano i governi ma la mafia rimane salda al proprio posto. Campania, Sicilia, Calabria ed anche Puglia sono controllate e lottizzate dalle organizzazioni criminali. Moltissimi amministratori di queste regione sono indagati per mafia, con accuse gravissime, ma restano tranquillamente al proprio posto. Con il placet dei politici nazionali. Tutto resta come prima. Ogni tanto qualche eroe-martire riesce a dare una speranza. Ma non è con gli eroi che si può vincere questa guerra. Ci vorrebbe lo Stato compatto. Ma non c'è. Punto.

22 ottobre 2006

20 ottobre 2006

Il Regno delle due Monnezze

Il quadro della situazione si va facendo sempre più chiaro. I 4 termovalorizzatori previsti dal governo Cuffaro in Sicilia funzionano solo a pieno carico. Qundi non si farà riciclaggio, anzi, si importerà spazzatura da tutto il meridione. Diventeremo l'immondezzaio del regno del due monnezze. Così noi e i nostri figli respireremo e mangieremo tutte le scorie del sud. Complimenti!

19 ottobre 2006

Il Gatto, La Volpe e La Monnezza

Un' altra nave carica di spazzatura è approdata in Siclia e il relativo pattume trasferito presso la discarica di Castellana Sicula. Il governatore Cuffaro autorizza che la nostra isola venga invasa da monnezza altrui e Lombardo (leader MPA), con il suo movimento, protesta vivacemente e platealmente. Il gioco del gatto e della volpe. Se davvero Lombardo è così indignato dalla situazione ritiri la fiducia e l'appoggio politico al governo regionale. Una mossa più coerente ed efficace. Quello al quale assistiamo è uno spettacolo miserevole. Molti sostengono che tale invasione di rifiuti venga approvata dal governo regionale per favorire la realizzazione dei termovalorizzatori in Sicilia. Così i siciliani subiscono come sempre.

18 ottobre 2006

Sicilia Isola della Monnezza


La Regione Sicilia ha autorizzato lo scarico di "monnezza" campana presso le discariche della nostra isola. La Sicilia si appresta a diventare la pattumiera d'Italia. Il governo Cuffaro, dopo che nel 2001 con un decreto ha aperto le porte all'import in Sicilia di rifiuti tra cui sostanze altamente inquinanti, continua la politica di importazione di spazzatura. Secondo Rita Borsellino il presidente ha l'esigenza di assicurare materia prima per i termovalorizzatori. Secondo la Borsellino, infatti, se dovesse avviarsi la raccolta differenziata, per raggiungere gli obiettivi fissati dal governo Cuffaro con il piano rifiuti, 35% di raccolta differenziata nel 2008, la Sicilia dovrebbe importare 650 mila tonnellate di rifiuti all'anno proprio per far funzionare i termovalorizzatori. E' inutile ricordare che smaltire rifiuti inquina l'ambiente con i relativi rischi per la salute dei cittadini. La spazzatura siciliana ci basta e avanza.

17 ottobre 2006

Droga, Parlamento e Camorra

Roberto Saviano adesso è sotto scorta e vive una vita blindata...i boss e i capetti della camorra stanno fuori e liberi di scorazzare, minacciare, estorcere, uccidere, spacciare. Le "Iene" sono sotto inchiesta da parte della magistratura, per violazione della privacy e la puntata che non è mai andata in onda su droga e parlamentari è stata sequestrata.....i parlamentari rimangono liberi di comprare droga dalle organizzazioni criminali, con la privacy protetta alla faccia del popolo italiano. La magistratura è giusto che faccia il proprio dovere secondo le leggi....ma sarebbe anche giusto che la politica facesse il proprio di dovere facendo uscire allo scoperto il marcio che afflige la compagine parlamentare. Stanno tutti zitti: Presidente della Repubblica, Presidenti delle camere, Governo, Opposizione, Giornalisti. Non è successo niente. Non conviene a nessuno una guerra bipartizan. Viva la Repubblica della Marija.

14 ottobre 2006

Roberto Saviano contro la camorra

Mentre i nostri parlamentaruncoli depressi dalla vita grama che conducono sono impegnati a comprare sostanze stupefacenti dalle organizzazioni criminali-mafiose.....

che poi utilizzeranno i soldi ricavati per comprare armi ed altra droga...

che serviranno ad uccidere magistrati e intossicare i nostri giovani...

c'è Roberto Saviano, un giovane campano di 28 anni, che scrive un libro "Gomorra", che racconta il potere della camorra, la sua potenza militare, la sua metamorfosi in comitato d'affari. Una scrittura che parte dalla raccolta di testimonianze e leggende effettuate nei luoghi degli agguati, nei negozi e fabbriche dei clan. Un viaggio sconvolgente nel mondo affaristico e criminale della camorra. Il libro-inchiesta diventa un best-seller. Il 23 settembre scorso Saviano interviene ad una manifestazione anti-camorra a Casl di Principe, feudo dei boss, e chiamando per nome i tre padrini più feroci dice: " Iovine, Schiavone, Zagaria non valete nulla. Loro poggiano la loro potenza sulla vostra paura, se ne devono andare da questa terra." Adesso Saviano è costantemente minacciato e viene isolato da alcune fascie della società partenopea. Anche le istituzioni non si fanno sentire.

Lo staff freesud di riberaonline gli è grato per quello che sta facendo e sta dalla sua parte con tutta la forza. Saviano un esempio per il popolo e orgoglio della nazione....che pena invece la miseria umana de i nostri poveri parlamentaruncoli che si fanno proteggere la privacy dal garante mentre comprano stupefacenti dalle mafie......

10 ottobre 2006

FUORI I NOMI


Non è certo uno scandalo fumarsi una canna. Ma che ci siano una elevata percentuale di parlamentari che si fa le canne e sniffa cocaina comincia a diventare grave. I parlamentari ci rappresentano, fanno le leggi. Vogliamo sapere chi sono e chiedergli di denunciare gli spacciatori che gli forniscono la droga. Si parla tanto di omertà vediamo se i nostri ONOREVOLI DEPUTATI oltre che tossichini sono anche omertosi. Ci sono deputati in Italia che sanno chi spaccia e non li denunciano, anzi contribuiscono al loro arricchimento comprando la coca. Questi con lo stipendio da parlamentari, pagato anche da noi, comprano sostanze illegali recando beneficio alle organizzazioni mafiose. Vogliamo sapere chi sono così non li votiamo. Ci piacerebbe sapere se sono per la legalizzazione delle droghe leggere o appartengono a quelli che vogliono la punizione di chi usa stupefacenti. Vogliamo sapere se fanno parte di commissioni delicate che si occupano di criminalità, mafia, terrorismo. In Italia ad un ragazzo beccato con uno spinello lo schedano immediatamente alla prefettura come cannabinoide, se la quantità è eccessiva l'arrestano, se lo beccano ad un concorso nelle forze armate lo escludono....a molti ritirano la patente. Se ad essere beccati, invece, sono un gruppo di parlamentari....allora bisogna tutelargli la PRIVACY.
RIBERA ONLINE LANCIA LA CAMPAGNA:


Il garante per la privacy ha oscurato Le Iene che erano riuscite a pizzicare molti parlamentari positivi al drug test, alcuni per marijuana, altri per cocaina. I parlamentari sono personaggi pubblici che dovrebbero rappresentarci, fare le leggi sulla droga ad esempio, governarci. Noi abbiamo il diritto di sapere chi tra i parlamentari fa uso di sostanze proibite. Vogliamo saperlo così non li votiamo più. La privacy non conta in questi casi. LA PRIVACY NON PUO' DIVENTARE UNO SCUDO PER I POTENTI. FUORI I NOMI. In parlamento oltre ai pregiudicati scopriamo di avere anche molti intossicati. Aderite alla campagna fuori i nomi. Pubblicate il banner.

07 ottobre 2006

I Modena City Ramblers su riberaonline

Un sentito ringraziamento va alla band Modena City Ramblers per aver composto la canzone "I Cento Passi" che ha dimostrato una grande sensibilità nei confronti del Sud e della figura di Peppino Impastato. Ancora grazie per averci concesso allo Staff freesud di intervistarli.

Domanda: Perchè un eroe come peppino Impastato viene "snobbato" dalla politca e dai media?

MCR: "Mah...non crediamo che, oggi come oggi, sia del tutto vero che la vicenda, la vita e, soprattutto, la militanza di peppino siano snobbate dai media e dalla politica...Almeno quì da noi, in Emilia , grazie soprattutto alla grande pubblicità che è arrivata col successo del film di Giordana, la figura di Peppino Impastato è assurta a simbolo di un certo modo di lottare contro i "poteri forti". Certo è, comunque, che Peppino, proprio per com'era e come "agiva", costituiva e tuttora risulta un personaggio scomodo, e con personaggi di questo tipo è difficile appropriarsi del nome e strumentalizzarne la memoria per i propri fini di bottega (gioco tipico del fare politica in Italia). Questa può essere la ragione per cui Peppino non va granchè "di moda" tra una certa politica...

Domanda: Come pensate si possa uscire dalla morsa delle mafie che attanagliano il sud dell'Italia?

MCR: E' una domanda troppo impegnativa per darvi una risposta come gruppo di musicisti: le nostre risposte, o meglio le nostre riflessioni al riguardo, ci sono, e stanno nelle canzoni che abbiamo scritto, o interpretato. Potremmo dare una risposta chiaramente scontata, da cittadini emiliani. Da persone figlie di una cultura di sinistra che parte dalle lotte sociali e politiche dei primi del '900, da un modo di condividere queste lotte e le sfide della vita che ha trovato nella cooperazione e nel rispetto delle regole civili una solida ragione d'essere e un modo di identificarsi con la propria terra. Ma ci rendiamo conto che è troppo facile avere la verità in mano da un osservatorio lontano mille chilometri...e dare risposte che forse non spettano del tutto a noi. Noi siamo lo stato, ma anche i siciliani ( o i calabresi, i pugliesi e i campani) lo sono. Assieme, come Stato, dobbiamo lottare, per la Legge e per i Diritti. Ma c'è anche un aspetto culturale, che è evidente. E che ci sembra tuttora l'anello debole del sistema. In questo senso, riteniamo importantissime le esperienze di cooperative come Libera Terra che, alla base, fanno e diffondono (tra mille difficoltà e ostracismi) cultura antimafia.

Domanda: Voi, un gruppo del Nord, avete composto una bellissima canzone contro la mafia...perchè solo poche band del sud sensibilizzano i giovani su questo punto?

MCR: Bè, non possiamo essere noi a rispondere. Proprio perchè viviamo lontano...e per le considerazioni di cui alla precedente domanda...ma è poi vero che i gruppi del sud non sono sensibili alla questione? Forse, semplicemente, non hanno esposizione...

05 ottobre 2006

Peppino Impastato: Un Eroe Siciliano /2

Fin quì la storia dicevamo....di un eroe siciliano, un eroe puro, spontaneo, coraggioso. La figura di Peppino Impastato assurge agli onori della cronaca nazionale soltanto quando il regista Giordana ne fa un grande film. A mio avviso però l'importanza della sua immagine è sottovalutata nella società moderna. Peppino ha fatto qualcosa di unico e grandioso. Lui si ribella contro la mafia pur vivendo in una famiglia inserita bene nell'organizzazione; si ribella contro la mafia da semplice cittadino disarmato; non difende suoi interessi personali; non ha potere; usa la satira in modo pesante; sbeffeggia senza paura i mafiosi; il boss Gaetano Badalamenti diventa "Tano seduto", la sua Cinisi "mafiopoli". Sfida l'omertà, il silenzio, la paura. Io ho ascoltato le registrazioni di "onda Pazza" e vengono i brividi a sentirlo dileggiare mafiosi e politici corrotti. La sua figura si erge come un gigante nel panorama dei rivoluzionari e degli eroi puri. Nonostante ciò viene "snobbato" dai politici, dai media......perchè al funerale della madre di Peppino, morta poco tempo fa, non c'erano le istituzioni, i politici (solo Bertinotti era presente), la grande stampa? non ci sono commemorazioni solenni ad ogni anniversario della sua morte....lo stato dinanzi a questi personaggi dovrebbe sempre inchinarsi....e mostrare rispetto. Peppino Impastato entra nei cuori dei giovani, che riescono a conoscere le sue gesta, soltanto quando hanno la fortuna di incontrare il film "I cento Passi" magari incuriositi dall'aver ascoltato la canzone a lui dedicata dai Modena City Ramblers....si un gruppo dell'Emilia Romagna che scrive una canzone bellissima ed emozionante in onore di Peppino. Anche gli artisti del sud dell'Italia forse potrebbero fare un po di più nel sensibilizzare le coscienze sul fenomeno delle mafie. Noi tutti dobbiamo un grazie a questa band che ha dimostrato una grande sensibilità nei confronti del sud e una grande stima nei confronti della figura di Peppino. Musica e cinema al servizio della società civile....in attesa che anche le istituzioni si mettano al servizio del popolo.......(continua)