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15 luglio 2009

Iniziamo malissimo: Schifani commemora Borsellino

scritto da freesud

Il 19 luglio si avvicina. Dopo 17 anni i morti di via D'Amelio attendono ancora che sia fatta vera giustizia. Le carte processuali, i pentiti, i depistaggi, le omissioni e i buchi neri parlano chiaro. Ci fu una collaborazione tra Cosa Nostra ed entità esterne. Fu una strage di Stato. I mandanti veri rimangono a volto coperto. L'agenda rossa è l'arma di ricatto che governa il paese. Loro, i politici, sorvolano. Commemorano e volteggiano intorno alle bare. Si riempono la bocca di brani scelti dalle parole di Paolo cercando di calare il sipario sulle tombe dei martiri. Provano a sigillare quelle casse vuote. Il signor Renato Schifani ricorda solo alcune parole di Paolo. Con una scelta, a mio avviso, strumentale sostiene che secondo Borsellino "il giudice deve non solo apparire ma soprattutto essere imparziale, senza mostrare mai all'esterno le proprie ideologie". Parole sante. Sarebbe interessante, però, che il signor Schifani, eminente gerarca del PDL, ricordasse al popolo italiano l'insegnamento di Paolo maggiormente disatteso dalla classe politica italiana. Ignorato dal partito di Schifani, dai suoi alleati e da se stesso:

Insegnamento di Paolo Borsellino ignorato dai politici

"L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perchè ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto. Il sospetto dovrebbe indurre soprattutto i partiti politici quantomeno a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati."

10 commenti:

patri ha detto...

Anche io ho commemorato (a modo mio) il pool antimafia sul mio blog.

patri ha detto...

Ma non c'è interazione in questo blog?

freesud ha detto...

Ho apprezzato moltissimo il tuo modo di "commemorare" Paolo. Andiamo nella stessa direzione. La mancanza di interazione e la rarità dei posts di questo periodo sono dipesi dalla densità di impegni del blogger. Ma da ora le cose dovrebbero tornare alla normalità. Interazione completa e maggiore frequenza dei post. Mi scuso con i lettori.

Grazie

patri ha detto...

Allora ci si tiene in contatto, Ciao,

freesud ha detto...

certamente, ciao

Adduso ha detto...

Le commemorazioni sono divenute “l’ombrello” del “sistema” Stato.

Mentre, soprattutto i familiari, soffrono ogni giorno e particolarmente ad ogni commemorazione, in "molti" si stanno appropriando di ogni ricordo di questi Grandi Uomini, come il Giudice Borsellino, per spargere "morale di Stato" in doppio petto.

La gente, anche per questo, non partecipa più.

Per combattere la criminalità organizzata ci si rivolge allo STATO (non agli "intermediari"). Ma quando è lo Stato che è ostentatamente prevaricatore con le sue Istituzioni, e anzi guai a chi si mette di traverso, a chi ci si rivolge ?

Da un lato abbiamo la nota Politica feudale ereditaria del centro destra e di altri che non trovando spazio in esso stanno persino a sinistra, dall'altro abbiamo politici e "prestati" della cosiddetta società civile (intellettuali, professionisti, avvocati, magistrati, istituzionali, dirigenti, ecc.), che fanno per opportunismo i fantini dell'antimafia e quando qualcuno si azzarda a dire che nelle istituzioni, nella burocrazia, nella stessa magistratura, ci sono mentalità mafiose, si viene prepotentemente isolati.

Il singolo cittadino, in questo Stato ha dovuto imparare che: "Non bisogna saper vivere, bisogna saperci stare".

Tutto il "sistema Stato" funziona come una grande cloaca “nera e densa”, sulla quale ogni mattina qualcuno, meglio se un blasonato del Parlamento o del Governo, è addetto a spruzzargli sopra dello "Chanel", affinché non si senta il fetore che emana, per il resto, tutti si girano, anzi si devono voltare per sopravvivere da un'altra parte, e poi certa Tv pensa a "distrarci.

freesud ha detto...

In via D'amelio, poco fa, il dotti Genchi ha lanciato pesanti accuse al csm e alla Cassazione.

Anonimo ha detto...

è vero che accadono tante innumerovoli ingiustizie. però poi ci sono anche menti come quella di Fabrizo Moro che partoriscono canzoni come pensa. a me piace molto.Silvia

patri ha detto...

E poi c'è chi invece a Schifani lo abbraccia! (ogni riferimento ad Anna Finocchiaro è puramente intenzionale e voluto..).

freesud ha detto...

lo ha anche baciato!