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04 settembre 2008

I politici rubano l'anima ai martiri

Nei delitti politici siciliani si sente troppo spesso puzza di collaborazione tra pezzi dello Stato e manovalanza mafiosa. Vedere ronzare polituncoli con la loro brava corona di fiori e sentirli berciare il solito rituale e burocratico sermone di esaltazione del martire di turno provoca emesi. Qualche giorno fa i consueti vampiri riproducevano l'abitudinario copione intorno al nome del Generale Dalla Chiesa. I responsabili istituzionali la smettano di rubare l'anima ai martiri e si diano da fare per ricostruire le responsabilità politiche di chi inviò al macello uno dei suoi uomini migliori. Solo così possono rendergli onore e giustizia. Appropriarsi del suo eroismo e della sua rettitudine morale contribuendo a nascondere le trame collusive di uomini delle Istituzioni li rende piccoli e meschini.

Dal diario di Carlo Alberto Dalla Chiesa: "Mi sono trovato al centro (...) di uno stato che affida la tranquillità della sua esistenza non già alla volontà di combattere e debellare la mafia e una politica mafiosa, ma all'uso ed allo sfruttamento del mio nome per tacitare l'irritazione dei partiti; pronti a buttarmi al vento non appena determinati interessi saranno o dovranno essere toccati o compressi".

Diffondiamo quello che il regime nasconde:

5 commenti:

andrea pagliantini ha detto...

Darò notizia di questo libro anche sul mio blog.

Pino Amoruso ha detto...

Sicuramente da leggere!!!

BLOG NEWS ha detto...

Sempre post pieni di verità .

Un caro saluto

fatanuda ha detto...

LA GELMINI PREPARA L'OLOCAUSTO DEI PRECARI DELLA SCUOLA

I precari della scuola sono i grandi assenti dal dibattito sulle riforme proposte dal ministro Gelmini: si parla di grembiuli, di voto in condotta, di maestro unico, ma nessuno sembra curarsi del taglio di 90.000 docenti e 47.000 ATA.
Il ministro si limita ad assicurare che i docenti di ruolo possono stare tranquilli e che i precari possono sempre essere riciclati nel turismo. La proposta è umiliante visto che si tratta di personale laureato, abilitato ed idoneo all'insegnamento e spesso in possesso di master e corsi di specializzazione; oltretutto non sembra che ci sia bisogno di 150.000 guide turistiche o addetti nei musei.
E' quindi evidente che la proposta della Gelmini sia in realtà una presa in giro per indorare la pillola alle decine di migliaia di persone che resteranno disoccupate dopo aver lavorato a tempo determinato, anche per 10 o 15 anni, con contratti annuali.
Le persone che perderanno il lavoro sono concentrate per la maggior parte al sud dove ci sono scarse possibilità di riciclarsi, per cui i provvedimenti del governo assumono i connotati di un’autentica macelleria sociale.
Da notare che i provvedimenti sulla scuola non hanno alcuna motivazione pedagogica, ma solo finanziaria: il governo deve risparmiare e quindi taglia selvaggiamente gli organici; come conseguenza saranno formate classi di 35, 40 persone, sparirà il tempo pieno alle elementari, migliaia di scuole dei piccoli comuni e delle zone a rischio chiuderanno, migliaia di studenti disabili non avranno più alcun aiuto.
Oltretutto il maestro unico deciso dal governo è una figura superata che non offre al bambino di oggi quella pluralità dei rapporti didattici ed educativi di cui ha bisogno, dati i numerosi stimoli a cui la società stessa lo sottopone.
Del resto se il ministro fosse veramente interessato alla qualità della scuola primaria, ritenuta tra le migliori del mondo da tutte le indagini statistiche, avrebbe avviato una sperimentazione con il maestro unico e messo a confronto i risultati con il modello attuale.
Ma il ministro Tremonti che, di fatto, ha commissariato il ministero dell'Istruzione, ha fretta di fare i risparmi per farsi bello con l'Europa, ed oltretutto c'è da capirlo: deve garantire i lauti stipendi di parlamentari, ministri, boiardi di Stato, consiglieri ed assessori regionali, provinciali, comunali, insomma tutta la pletora di politici che mangia dalla greppia statale.
Inoltre il governo deve sprecare molti soldi per finanziare Gheddafi, il corpo di spedizione in Afghanistan e l'Alitalia, quindi si rifà sui precari della scuola che quando va bene arrivano ad un massimo di 1200 euro mensili, che però in tanti casi servono a mantenere una famiglia.
Il ministro Gelmini ha affermato «preferisco essere impopolare che antipopolare». Quest'affermazione è molto grave.
I provvedimenti del ministro sono antipopolari: ledono il diritto all'istruzione, il diritto all'occupazione, smantellano la scuola, condannano le generazioni future e l'intero paese all'ignoranza e alla mancanza di competitività sul mercato.

Chiediamo a tutte le forze politiche, sindacali ed associative di aiutarci a fermare questo scellerato disegno.

FORUM PRECARISCUOLA ( http://precariscuola.135.it )

Francesca ha detto...

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