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12 marzo 2009

Le verita' nascoste 1° parte. I magistrati oscurati: Roberto Scarpinato

Il Dott. Roberto Scarpinato, magistrato antimafia della procura di Palermo, da qualche tempo, interviene ai convegni sulla mafia rilasciando dichiarazioni che, in un paese democratico, manderebbero in fibrillazione le redazioni giornalistiche e farebbero tremare i polsi alla politica. Niente di tutto ciò avviene nel nostro paese. Informazione e politica si limitano ad ignorare quel magistrato e le sue affermazioni. In altre parole lo eliminano dalla scena. Stiamo parlando di un magistrato che dal 1989 al 1992 ha fatto parte del pool antimafia con Falcone e Borsellino, diventando poi componente della Direzione distrettuale antimafia e che si è occupato dei più importanti processi di mafia. Di seguito la trascrizione di una parte del discorso tenuto dal Dott. Scarpinato, nel febbraio scorso, presso la Casa della cultura di Milano:

"Le vicende che vengono fuori dalle intercettazioni ci raccontano una trasversalità, purtroppo, nella gestione di affari poco puliti e credo che non sia un caso che le intercettazioni siano diventate un punto di attacco fondamentale del sistema politico. Perchè ormai si è costruito un sistema di omertà blindato, testimoni non se ne trovano più, le poche persone che hanno osato raccontare alla magistratura i misfatti dei potenti hanno dovuto subire una via crucis che non ha risparmiato neanche i loro affetti più personali, faccio un nome per tutti Stefania Ariosto. Collaboratori non ce ne sono più, ci sono solo collaboratori che raccontano episodi di criminalità da strada. Magistrati che hanno osato fare indagini sui potenti sono sottoposti a procedimento disciplinare e trasferiti d'ufficio con procedure sommarie. Oggi l'unico momento di visibilità del modo con cui viene esercitato il potere sono rimaste le intercettazioni: sono le macchine che ci fanno ascoltare in diretta la vera e autentica voce del potere. E quando c'è un potere che opera nell'illegalità questo è diventato l'unico tallone di Achille che consente a noi di vederlo, perchè abbiamo una opposizione inesistente, un giornalismo che purtroppo non ha più spazi nella televisione, una magistratura che viene sempre più addomesticata, l'unico momento di visibilità democratica di come funziona il potere in Italia sono appunto le intercettazioni. Ed ecco perchè la riforma delle intercettazioni deve passare, perchè da quel momento in poi noi non sapremo più quello che succede in questo paese. La magistratura sarà privata degli strumenti fondamentali. Ed il discorso sulle toghe rosse non ci sarà più perchè non ci saranno nè toghe rosse nè toghe nere nè toghe di centro, ci sarà quell'impunità del potere di cui era consapevole il dott. Azzeccagarbugli quando Renzo Tramaglini diceva - dobbiamo agire secondo legge nei confronti di Don Rodrigo - ma che stiamo scherzando? - ecco io credo che questo è una cosa di cui siamo tutti consapevoli. Io e i miei colleghi assistiamo sgomenti a quello che sta succedendo perchè ci siamo battuti in questi anni con tutte le nostre risorse per cercare di arginare l'avanzare della criminalità mafiosa e della criminalità del potere e renderci conto che stanno facendo saltare gli ultimi anticorpi, che ci stanno disarmando, che stanno consegnando il paese alla criminalità è qualcosa che ci lascia sgomenti, interdetti e ci fa interrogare sul senso del sacrificio di quelli che prima di noi si sono sacrificati con la vita per cercare di contrastare... e io vi confesso che da qualche tempo ho difficoltà a partecipare il 23 maggio e il 19 luglio alle cerimonie per l'anniversario della strage di Capaci e e di via D'Amelio perchè quando vedo in prima fila, a rappresentare lo Stato, personaggi sotto processo o condannati per mafia o corruzione, io non mi sento di poter stare in quella stessa chiesa, non mi sento di poter stare in quello stesso palazzo, e mi chiedo ma come potrannno i nostri ragazzi credere in uno Stato che ha queste facce. Allora altro che toghe rosse, io credo che la partita si stia giocando in questi giorni, e credo che se questa partita delle intercettazioni sarà perduta, non avremo soltanto una pessima riforma processuale ma avremo uno squilibrio dei poteri in Italia. E' strano che una riforma processuale abbia uno spessore di carattere costituzionale ma questo avviene perchè siamo in una situazione di patologia. Perchè in una situazione fisiologica ci sono tutta una serie di anticorpi di controbilanciare gli abusi del potere: c'è una opposizione parlamentare, c'è un giornalismo libero e indipendente, c'è una separazione dei poteri. In un paese come questo, in cui tutti questi anticorpi sono stati disinnescati e dove soltanto le macchine, le microspie svolgono la funzione di opposizione, di visibilità democratica, quando anche le macchine saranno messe a tacere io credo che questo paese sarà messo a tacere".

7 commenti:

copparello ha detto...

nessuno commenta, nessuno si espone. Hanno tutti paura di finire come chi non può più parlare. Gli occhi di chi sappiamo sono puntati su noi. Silenzio!!

Adduso ha detto...

L'Italia vs "messico" d'Europa

Codivido molto la generale preoccupazione dei contenuti del post e anche del 1° commento.

Qualche giorno addietro, la sera del 13-03-09, seguivo un interessante confronto su una rete privata di Reggio Calabria (RTV) tra il PM dott. Gratteri, ed un gruppo di persone, tra i quali diversi giovani. Alla domanda sulle intercettazioni, con molta semplicità e chiarezza, il dott. Gratteri faceva osservare (se ho capito bene e riassumo qui di seguito con parole mie) che per controllare un cellulare di un indagato che in quel momento ad esempio si trovasse a Roma, e quindi anche i suoi eventuali spostamenti (perché com’è noto è possibile anche questo seguendo il segnale del cellulare), il costo si aggira intorno ai 16 euro al mese. Invece se ciò non dovesse più essere effettuato mediante le modalità delle intercettazioni attuali, significherebbe dovere inviare almeno 4 volanti da Reggio a Roma, con relativi poliziotti, e anche con il timore continuo di essere scoperti, oltre che con costi quindi smisuratamente più alti. Inoltre, altro punto importante evidenziato dal dott. Gratteri , è che da qualche tempo, alcuni adottano il sistema di usare cellulari stile usa e getta, e quindi cambiano continuamente numero di telefono. Pertanto la magistratura è costretta per captare queste persone a dovere integrare la stessa indagine nei confronti della medesima persona con un’altra intercettazione che non può essere considerata come nuova, bensì semplicemente è cambiato il numero di cellulare, ma la persona di fatto rimane sempre identica, mentre quando si danno le quantità delle intercettazioni in Italia (guarda caso) si fa solo espresso riferimento ai numeri e non invece, come dovrebbe logicamente essere, alle persone indagate, le quali a volte, e forse molto spesso, non hanno certo problemi a fornirsi di parecchi numeri di cellulare.

Mi pare, da modesto cittadino quale sono, che il dott. Gratteri, ha chiaramente messo in luce un aspetto che dimostra come in realtà tutto quello che ci stanno raccontando sul numero e sul costo delle intercettazioni, non trova alcun reale fondamento, tanto più se poi in mancanza delle attuali intercettazioni lo Stato fattivamente dovrà spendere con tutta evidenza molto, ma molto di più tra mezzi e uomini. Anzi, aggiungo, che questo è pure alquanto inquietante, poiché, se la motivazione principale per la quale si vogliono abolire le intercettazioni è soprattutto di natura economica, devo dedurre che in futuro non si potranno più fare indagini, con terrorizzante per noi, ma grande gioia per mafiosi, ndranghetisti, camorristi, politici ed istituzionali corrotti e concussori, ecc., in quanto poi di nuovo si solleverà certamente il problema che le indagini costerebbero addirittura ancora di più di adesso, e come è noto, anzi come ci ripetono da anni, “non ci sono soldi”.

Mi viene oggettivamente da domandarmi: con l’abolizione delle intercettazioni, l’Italia si avvia ad essere quindi il nuovo e purtroppo, “messico” d’Europa ?

Adduso ha detto...

Segnalo questa discussione in questo blog del messinese (un rarissimo caso, insieme a qualche altro sparuto blog, in quella zona)
http://furciblog.blogspot.com/2009/03/nessuno-vuol-fare-il-pm-in-sicilia-dal.html

BonarRIGO ha detto...

Mi sono dedicato al tema "BELLA ITALIA", anche sul mio Blog "Il Grido"

http://ilgrido.blogspot.com/2009/03/ddl-sulle-intercettazioni-telefoniche.html

Vi invito a leggerlo ed a commentarlo. Capparello... non tuti hanno paura, almeno non tutti rimangono zitti.

freesud ha detto...

Aggiungo alle considerazioni di Adduso (che condivido pienamente) un ulteriore spunto di analisi. Attraverso le intercettazioni si scoprono tantissimi reati i cui processi si concludono con cospicui recuperi di danaro per le casse pubbliche. In realtà le intercettazioni si ripagano da se ed anzi producono guadagno per lo Stato. La scusa del costo elevato delle intercettazioni è scandalosamente inconsistente. Dove sono gli intellettuali? i media sono divenuti servi del potere. Penso sia meglio il Messico. In questo periodo storico l'unico modo per cercare di fare uscire la verità è quella della denuncia nelle sedi europee.

Non tutti hanno paura. L'indifferenza di molti però devasta.

Adduso ha detto...

E' vero, "l'indifferenza".

Però, c'è pure ed in generale, un'evidente caduta della fiducia nelle istituzioni, mista al timore che possano o forse lo sono già, diventare "prepotenti" senza se e senza ma, e particolarmente ciò nei riguardi della magistratura, la quale, poi per un altro verso, sembra non volere guardarsi anche dentro, ma anzi, addirittura emarginare chi ci prova, almeno questo, mi pare a mero vedere, il messaggio generale percepito dalla nota vicenda De Magistris e Forleo, e quella tra le procure di Salerno e Catanzaro e relativi provvedimenti del CSM.

Ma più di recente e più locale, evidenzio questi eloquenti quanto inquietanti (per i fatti in esso riportati) due link a cura dello stesso giornalista:

http://www.enricodigiacomo.org/2009/03/la-lettera-la-lectio-magistralis-della-camera-penale-di-messina-allavvocato-repici-la-solidarieta-dei-sostituti-al-procuratore-cassata/

http://www.enricodigiacomo.org/2009/03/dopo-lattacco-ad-unisono-di-avvocati-e-giudici-del-rito-peloritano-la-replica-dellavvocato-repici-la-nomina-del-procuratore-cassata-e-lesiva-dellimmagine-della-magistratura-messinese/

A questa situazione, si aggiunga quanto ho letto da un commento su un forum, che qui riporto e che trovo piuttosto realista e preoccupante:

"... in questa imbelle Italia si può fare di tutto quando si è proprietari delle TV e arcisupermiliardari perchè la massa ignorante vede solo i bellimbusti in TV mentre l'opposizione è sempre impegnata in guerre fraticide. Se si governa, si è nelle istituzioni e si sta negli affari, ci si arricchisce sempre di più e si sta al riparo da sconvolgimenti sociali. Solo una crisi economica grave può rimescolare tutto e solo quella temono, il resto sembra non esistere perchè o ci è dentro oppure non ha più voce”.

freesud ha detto...

condivido la tua analisi