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16 maggio 2008

Gruppi di resistenza partigiana contestano il signor Andreotti

Giulio Andreotti senatore a vita riverito e rispettato dalla stampa di regime e dai politici di destra e di sinistra, spesso decisivo per i destini del paese è uno scandalo da repubblichetta. Il supremo organo della giustizia italiana ha, infatti, stabilito che il signor Andreotti ha commesso il reato di partecipazione all'associazione per delinquere (Cosa Nostra) fino al 1980 e che il reato si è estinto per prescrizione. Le dittature moderne usano le armi solo quando è necessario (ad esempio per fermare Borsellino). Solitamente utilizzano gli strumenti della delegittimazione, dell'imbavagliamento, della sottile intimidazione. Ti additano, ti isolano, ti rendono bersaglio, ti tappano la bocca. Nonostante l'aria pesante esistono ancora dei cittadini liberi che hanno il coraggio di alzare la testa e ricordare ai potenti i loro trascorsi inchiodandoli alla verità. Questi sono i nuovi partigiani. Lottano senza fucili ma armati di verità e affamati di libertà e giustizia. Rischiando. Vi propongo due video nei quali il potente Anfreotti viene aspramente contestato a Milano ed a Genova:

10 dicembre 2007

Impariamo da Piero Ricca. Ecco come si trattano i potenti: il turno di Bruno Vespa.

Piero Ricca si limita a fare le domande che i giornalisti dei paesi democratici normalmente fanno ai potenti. In un paese normale non ci sarebbe nulla di strano. In Italia, invece, i potenti, abituati ad un giornalismo morbido ed asservito, reagiscono con virulenza. Non sono abituati. Non possono accettare che un tizio con la barba gli sbatta la verità in faccia.I nostri potenti sono abituati ai giornalisti maggiordomi che adorano vivere in posizione semipiegata. Moderni lacchè e ruffiani di corte che per garantirsi la carriera ed evitare problemi ci propongono la di-sinformazione come normale sistema informativo. Manipolano, trasformano, depistano, insabbiano,censurano, suggestionano. Tutto questo per compiacere i padroni di turno. Le vere notizie, quelle che danneggiano il potere, le tengono nascoste. Delegittimano chi osa contestare le vergognose bugie che ci propina il sistema politico-mediatico-mafioso.Godetevi questo spettacolare video, nel quale, il giornalista Ricca mette a nudo l'insetto di Porta a Porta. VIVA IL METODO RICCA

11 luglio 2007

Ribera Online solidale con Piero Ricca

Emilio Fede fa sequestrare il blog di Piero Ricca. L'informazione è sotto assedio. Si moltiplicano i segnali di intolleranza contro chi fa vera informazione in Italia. L'editto bulgaro di Berlusconi, il disegno di legge imbavaglia-giornalisti ed adesso la chiusura di un blog che si distingue nella contestazione motivata dei potenti. In attesa che la giustizia faccia il proprio corso e Ricca possa ritornare a manifestare il proprio pensiero pubblichiamo una sua lettera inviata agli amici in rete:

CARI AMICI, NON POSSO AGGIORNARE IL BLOG.

Mi è stato chiuso con atto della procura di Roma, un 'sequestro preventivo' notificatomi alle 14,00 di oggi da due agenti della guardia di finanza del nucleo speciale contro le frodi telematiche, venuti da Roma. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentata da Emilio Fede nei miei confronti per la famosa contestazione al circolo della stampa.
Con il medesimo provedimento hanno cancellato un mio post relativo alla vicenda Fede e i commenti in calce. Non hanno potuto, per motivi tecnici, togliere il video da youtube.
Naturalmente farò immediata richiesta di disequestro.
Intanto posso solo scrivere queste righe in questa sede. Fra poco manderò un comunicato ai siti amici, e vi chiedo fin d'ora di farlo girare.
Con Fede ce la vedremo in tribunale, magari davanti a uno dei magistrati diffamati e spiati negli anni del governo del suo datore di lavoro. E continueremo a criticare lui e i suoi simili sulla pubblica piazza, in nuove manifestazioni di dissenso.
Nessuno riuscirà a sequestrare la libertà di espressione, mia e degli amici di Qui Milano Libera e del blog: questo è certo.
Grazie a tutti.
A presto, Piero