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09 maggio 2009

Peppino uno che piace al padre eterno, ed anche a noi

scritto da Rosario Crocetta

"Sono stato per la prima volta a cinisi il 9 maggio 2004 l’anno dopo la mia elezione a sindaco di gela strappata come battaglia di legalità, una grande manifestazione, c’erano Giovanni Impastato, Umberto Santino, Salvo Vitale, Gli Amici di Peppino, Beppe Lumia e tanti ragazzi e ragazze venuti da tutta Italia e da tutta la Sicilia. C’erano i rappresentanti dell’ampi di Marzabotto, amministratori sindaci e amministratori del nord ed io come unico sindaco siciliano presente, -cosa sicuramente non edificante!
La voglia di un caffè mi spinse a lasciare per qualche minuto il corteo per entrare in un bar. Entrando esclamai : “Bello questo corteo”, il barista mi chiese “quale corteo?” . Fu una sorpresa terribile, pensai tra me e me, ci sono migliaia di persone e questo tizio sfacciatamente fa finta di nulla.
Pagai il caffè è uscii, il barista mi chiese “ non beve il caffè?” ed io risposi “quale caffè?”, sono dell’avviso, infatti, che il caffè vada bevuto solo in buona compagnia.Uscendo cominciai a guardare i balconi e le finestre, tutti chiusi e serrati, non c’era infatti l’atmosfera che vi è normalmente attorno alle manifestazioni. Gente che saluta si affaccia sorride.
Incominciai a prendere coscienza che la città non partecipava al corteo. Allora mi precipitai da Giovanni, per chiedergli quanti abitanti di Cinisi fossero presenti alla manifestazione. Giovanni mi rispose, probabilmente io e mia moglie. Fu una doccia fredda e pensai MA COME, questa città ha un martire della sua libertà ed i suoi cittadini non sentono il bisogno di ricordarlo, onorarlo?
Poi Giovanni e Umberto mi chiesero di dire qualcosa in ricordo di Peppino ed io salii sul palco. Cominciai così il mio intervento, certo che adesso che è morto, per Peppino è facile essere eroe. Ma figuratevi com’era difficile quando da vivo attraversava le strade di Cinisi, magari incontrando faccia a faccia i propri aguzzini coloro che progettavano la sua morte.
La solitudine, il problema vero di coloro che combattono realmente la mafia. E dissi Peppino si meritava in piazza per l’anniversario della sua morte, lo stesso numero di persone che vi è per la festa del patrono, perché tutti i suoi concittadini dovrebbero ricordarlo e comunicare al mondo intero la gratitudine e l’amore verso questo giovane ragazzo che ha dato la propria vita per la libertà degli altri.
Sono ritornato anche lo scorso anno, a Cinisi, questa volta anche con la fascia tricolore ed il gonfalone del comune, ho visto con piacere, che c’erano alcuni abitanti di Cinisi presenti al corteo ed altri che salutavano dai balconi.
Beh, è un po’ meglio perché di strada da fare ce n’è ancora tanta e quei cento passi vorrei che diventassero centomila passi. Percorsi da tanta tanta gente di Cinisi, che non dicono magari Tano Seduto come faceva coraggiosamente Peppino, ma che almeno dicano grazie Peppino per averci resi più liberi. Piano piano magari e poi sempre più veloci. Per battere cento passi in un baleno.
ANTIMAFIA VERA, COSCIENZA CRITICA E CIVILE, GIUSTIZIA, DIRITTI, centomila passi di libertà ma anche semplicemente di buona volontà.
E poi diciamo pure Peppino per me è un “Santo Laico”, uno di quelli che magari potrebbero non piacere a qualche cattolico conservatore che non ne vuole sentire di queste cose, ma che piace sicuramente a Don Puglisi, Don Ciotti ed anche al parroco della mia parrocchia, Luigi Petralia, che fa parte dell’associazione antiracket di Gela e piacerà sicuramente anche a Dio. Averlo vicino e chissà magari il padre eterno quando dai megafoni del paradiso sentirà gridare dalla voce di Peppino l’espressione TANO SEDUTO, magari si metterà a ridere ma poi magari speriamo che anche lui si arrabbi un po’ e tragga finalmente le dovute precauzioni, mai più mafie in cielo in terra ed in ogni luogo. W Peppino.
Voglio essere chiaro, in ogni caso la si pensi come si vuole, uno che da la vita per gli altri per me è un santo. Peppino sicuramente è uno che piace al padre eterno, ed anche a noi, che in questa terra continuiamo a subirne tante".

Rosario Crocetta, sindaco antimafia di Gela

6 commenti:

paolo venerucci ha detto...

Sono candidato sindaco per una lista civica, fatta di votanti che simpatizzano tutto l'arco costituzionale. Non ho tessere, non ho mai fatto politica attiva, ma mi sono accorto che stiamo dando fastidio, in quanto rompiamo degli equilibri instauratisi da anni, economico-politici, di un comune di 1600 abitanti. Sabato mattina, a tre ore dal termine di presentazione delle liste, alle tre esistenti se n'è aggiunta una quarta, composta di qualche vecchio politico di Centrodestra, che si dice costretto a mettersi in gioco, su richiesta dei vertici provinciali del Pdl. Niente di strano, se non fosse per la quasi assenza di tesserati Pdl nella compagine in questione. Risultato: questa lista potrebbe determinare la conferma, a guida del comune, del Centrosinistra, al governo dal '75. Non è singolare che in pochi giorni si assembli un gruppo, che sulla carta favorirà la lista politicamente collocata dalla parte opposta? Se Impastato e colleghi evidenziavano meccanismi di consenso mafiosi, anche io, pur se in un contesto diverso e non malavitoso, sento odore di collusione politico-affaristica, intreccio che danneggia il ricambio ai vertici politici, evidentemente sgradito a qualche "vecchio".

paolo venerucci ha detto...

Continuando il discorso su un comune del Pesarese, iniziato sopra: Ieri sera la coalizione di centrosinistra, al potere da 34 anni, ha presentato il suo programma elettorale dicendo che, per amministrare un comune, ci vuole esperienza. D'accordo. Poi è stato esaltato il "largo ai giovani". Vedere, però, che i nuovi presenti in coalizione non hanno fiatato, non erano molto partecipi, quando parlava l'esperto, mi fa capire che la facciata è stata dipinta di nuovo, ma il retrobottega odora di vecchio. Non di esperienza, ma di stantìo.

freesud ha detto...

Le collusioni politico-affaristiche e quelle con la mafia sono diventate la regola in Italia. I partiti di sinistra non danno alcuna garanzia di legalità. Molto spesso conviene votare singole personalità di specchiata moralità e di consolidato impegno in favore di legalità. Non conosco la realtà del tuo paese ma essere riusciti a farli uscire allo scoperto è già un buon risultato. In bocca al lupo.

Un saluto

paolo venerucci ha detto...

Grazie della solidarietà dimostrata. Ho e abbiamo comunque un grande punto a favore, quello di non essere scesi a compromessi con chi, invece di confrontarsi apertamente, è stato alla finestra senza esporsi, facendo di tutto per ostacolarci. Vediamo se ci riuscirà fino in fondo. Siamo compatti.

Un cordiale saluto

paolo-Auditore(pu)

Anonimo ha detto...

Poalo Venerucci è diventato Sindaco di Auditore. Purtroppo si è presentato come il nuovo che voleva contrapporsi al potere dal 1975. Ma come si può credere ad una tale fesseria? Lo zio ( Lucio Venerucci )fa parte della coalizione opposta di centrosinistra( quelli al potere dal 1975 ), per due mandati è stato Sindaco di Auditore, creando non pochi disagi e danni al Comune. La cugina è responsabile della proloco. Come si fa a dire siamo il nuovo? Se lo zio o la cugina dovessero per un qualsiasi motivo accusati o denunciati per incoerenze o reati amministrativi, il Paolo Venerucci avrebbe questo coraggio? Io credo di proprio di no! Allora Signori, è il vecchio che avanza, si trasforma, ma non cambia!!!!

paolo venerucci ha detto...

Non avevo visto questo commento, con due mesi di ritardo posso dire che mi sorprende. Non è mio zio Lucio, ma procugino, Silvia è sua figlia e nella Proloco ha solo il compito di gestire il sito elettronico. Sono dalla parte opposta rispetto a Lucio, tutti sanno che sono alternativo rispetto alla sua politica e non ho maschere nè padroni, nè do continuità nascosta alla vecchia amministrazione. Non so cosa voglia dire anonimo con quest'intervento, soltanto lo invito a qualificarsi, perchè scrivere cose di questo tipo, senza dichiarare le generalità, è sinonimo di poco coraggio e una certa vigliaccheria.
Grazie

il sindaco di Auditore (PU)
Paolo Venerucci