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28 aprile 2009

Vergogne siciliane: l'Ordine dei giornalisti contro Pino Maniaci

In Sicilia capita anche questo. E' la sconfortante normalità di un'isola oppressa dalla mafia. Sintomo di una costante decadenza morale. Di una società civile che arretra e cerca cavilli giuridici per non dispiacere il potere. Pino Maniaci è il Giornalista. Racconta il territorio. Descrive i fatti e fa nomi e cognomi. Siccome lavora in una zona ad altissima densità mafiosa ed a bassa qualità amministrativa si scontra inesorabilmente con i gruppi di potere politico-economico e con le organizzazioni criminali. Minacce, pestaggi, danneggiamenti, piani di attentato, centinaia di querele. Lui va avanti, a testa alta. Anche quando la paura e il realismo dovrebbero imporgli di fermarsi. Ti aspetti che lo Stato lo consideri un avamposto. Una risorsa da preservare e incoraggiare. Non è così. Qualche mese fa arrivò il rinvio a giudizio per esercizio abusivo della professione. Oggi la sezione siciliana dell'Ordine dei giornalisti rifuta la sua iscrizione e decide di costituirsi parte civile contro Pino. Mi vergogno per loro. E' lo stesso ordine che non ha battuto ciglio quando dalle colonne del giornale "La Sicilia" veniva pubblicata la lettera di un mafioso detenuto al 41bis. E' lo stesso ordine fondato da Mussolini. E' lo stesso inutile ordine.

24 aprile 2009

Stavano per uccidere Rosario Crocetta e gli imprenditori antiracket di gela

La mafia ha definitivamente varcato i propri confini. In Lombardia, ad esempio, ci sono basi, uomini e disponibilità di armi. Dal profondo nord si pianificano attentati. Si impone il pizzo. I boss erano pronti ad alzare il tiro e assassinare il sidaco Crocetta e gli imprenditori di Gela che avevano osato denunciare il racket. Il piano era operativo e di imminente attuazione. Le forze dell'ordine hanno interrotto il progetto effettuando alcuni arresti nei confronti di appartenenti al clan Emmanuello. Non è la prima volta che Rosario Crocetta finisce nel mirino delle cosche. E' la riprova che il suo metodo antimafioso funziona. Che la sua concreta azione amministrativa danneggia le cosche. Il laboratorio gelese ha dimostrato che quando magistratura e forze dell'ordine, imprenditori e amministratori politici operano in sinergia la mafia può essere messa all'angolo. Rosario Crocetta ha reso evidente come sia possibile disinfettare i territori dalla feccia mafiosa e ridare dignità alle popolazioni. Che ribellarsi è possibile. Il metodo Crocetta, però, non viene imitato dagli altri amministratori del sud. Questo isola la sua azione e lo fa diventare un obiettivo. Lo espone alle vendette dei boss. E poi come non stigmatizzare i recenti attacchi portati avanti da vergognose campagne di disinformazione tendenti a insinuare accuse di professionismo dell'antimafia. Il solito rifugio di chi vuole delegittimare l'avversario per trarne immeritati frutti politici. Bisogna stringersi attorno a Rosario. La Sicilia può ripartire solo valorizzando le sue risorse migliori e marginalizzando i soliti politici del compromesso e di sistema.
Caro Salvatore, proteggeremo via D'amelio

Il 19 luglio non ci saranno passerelle in Via D'Amelio. Proteggeremo quel luogo con i nostri corpi. Impediremo che si consumi il solito rituale di profanazione. Questa volta non permetteremo che lupi incravattati con una finta lacrima si prendano gioco dei nostri morti. Troppe amnesie. Indagini troncate. Dove andava quel carabiniere con la borsa di Paolo? Troppi colletti bianchi sono inzuppati di sangue. A chi è stata consegnata l'agenda rossa? Le corone di fiori comprate per l'eroe Mangano non entreranno in quella via. Chi c'era all'interno del Castello Utveggio? Saremo accanto a Salvatore. Con una agenda rossa in mano. Sovrastati da quel castello. Quel giorno nascerà una nuova Resistenza. Fino alla verità. Fin quando non ci diranno chi sono i veri mandanti della strage di stato.

info sulla manifestazione quì

22 aprile 2009

Una buona notizia: Rosario Crocetta è in corsa per le europee

Alla fine ha prevalso il buon senso. Il Partito Democratico ha deciso di schierare, tra le proprie fila, uno dei propri uomini migliori. Una candidatura proposta dal basso. La forte pressione popolare, l'affetto della gente e la petizione online hanno fatto il miracolo. Il Pd concede l'unica deroga nazionale in favore di un amministratore in carica. Un grande riconoscimento. La candidatura di Rosario Crocetta regala un ruolo di primo piano alla cultura della legalità e all'antimafia vera. Una scelta, quella del Pd, che onora le capacità amministrative, il coraggio, la sensibilità sociale e la grande concretezza nell'azione antimafiosa di un sindaco che non si è mai tirato indietro neanche davanti ai gravi rischi per la propria vita. C'è la possibilità di infiltrare un galantuomo in Europa.

09 aprile 2009

Lettera aperta ad Antonio Di Pietro: Crocetta in Europa

scritto da freesud

Gent.mo Presidente,

pochi giorni fa la direzione nazionale del Partito Democratico ha deciso di non candidare tra le proprie fila chi ricopre la carica di sindaco o di governatore. Una scelta che, di fatto, sbarra la strada, per la prossima competizione elettorale, al sindaco anti-mafia di Gela Rosario Crocetta. Eppure sono passati solo pochi mesi, dal settembre scorso, quando l’allora segretario del Pd Walter Veltroni gli propose la candidatura alle europee e la annunciò ai media. Rosario Crocetta apprezzò e aderì, con entusiasmo, al Pd al fine di determinare una svolta di legalità in quel partito e portare il proprio metodo e la propria esperienza in un contesto europeo.

Oggi il tradimento e il voltafaccia. Una posizione, quella del Pd, che rischia di isolare gravemente e delegittimare un uomo onesto impegnato in una guerra quotidiana contro le cosche. Di sicuro è un messaggio di abbandono.

Rosario Crocetta è stato ed è un sindaco di trincea. La sua è una antimafia concreta ed efficace. E’ riuscito a riportare legalità e libertà in un territorio ad altissima concentrazione mafiosa. Ha portato una città alla ribellione. Il suo nome è nella lista delle persone che Cosa Nostra vuole eliminare.

Di questi tempi è meglio non fidarsi del Partito Democratico. Un partito che non mantiene gli impegni assunti e la parola data.

Un comitato spontaneo di cittadini si è stretto attorno al sindaco Crocetta promuovendo una petizione online (http://www.firmiamo.it/sosteniamocrocetta) a sostegno della sua candidatura. Nonostante il silenzio mediatico, in pochi giorni, sul web sono fioccate le adesioni. Tante le firme autorevoli. Cito solo quelle di Don Luigi Ciotti ed Elisabbetta Caponnetto.

Le chiedo di proporre a Rosario Crocetta una candidatura da indipendente nelle liste dell’Italia dei Valori. La politica deve proteggere e premiare i galantuomini. Crocetta può essere molto utile in Europa.

03 aprile 2009

Su Crocetta alle europee: il Pd tace e i media oscurano. Ma le adesioni fioccano.

scritto da freesud

Strani silenzi accompagnano la richiesta di candidatura di Rosario Crocetta. I media oscurano la notizia. Franceschini e il Pd tacciono. Strane reticenze. Quando un galantuomo si fa avanti la potente nomenclatura interna al Pd si mette di traverso. Qualsiasi movimento politico spalancherebbe le porte ad un candidato di tale qualità. Il Pd no. Resiste. I capetti del partito vogliono tenere saldamente il potere nelle proprie mani e non hanno alcuna remora nell'isolare le proprie energie migliori e perdere gli ultimi consensi della base. Il Pd ha paura di crescere. Al posto delle truppe di elitè proverà a schierare i soliti dinosauri. I media abilmente oscurano. Nonostante il blocco mediatico le adesioni fioccano. Sono circa 600 in pochi giorni. Molte le firme autorevoli: Don Luigi Ciotti (Presidente di Libera), Sandra Amurri (giornalista de L'Espresso), l'On. Beppe Lumia, Pietro Orsatti (giornalista di Left-Avvenimenti), Lorenzo Baldo (giornalista di Antimafia Duemila), Lello Analfino (leader dei Tinturia), Placido Rizzotto (nipote del sindacalista omonimo ucciso dalla mafia), Elisabbetta Caponnetto (vedova di Antonino Caponnetto, padre del pool antimafia), l'ex ministro della giustizia di San Marino e poi varie associazioni e movimenti antiraket. Il fuoco del rinnovamento comincia a montare. Il Pd prenda in mano la miccia o sarà divorato dalle fiamme.

FIRMATE PER ROSARIO CROCETTA ALLE EUROPEE E DIVULGATE L'APPELLO

IO FIRMO

01 aprile 2009

Il metodo Crocetta in Europa

Scritto dal Comitato "Rosario Crocetta al Parlamento Europeo"

La decisione della direzionale nazionale del Pd di vietare la candidatura alle europee a coloro che ricoprono la carica di sindaco ha, di fatto, tagliato fuori dalla competizione elettorale Rosario Crocetta. Si tratta di un risultato gravissimo. Il sindaco di Gela Rosario Crocetta rappresenta un simbolo della lotta alla mafia. Un’antimafia concreta ed efficace. Pur amministrando un comune ad altissima densità mafiosa è riuscito a liberare le imprese e gli appalti pubblici dalle infiltrazioni mafiose e portare una città alla ribellione. Ha modernizzato Gela facendone il centro con il minor numero di emigrati e il più alto tasso di crescita. Perfetto esempio di sintesi tra legalità e sviluppo. E’ la dimostrazione che in una terra massacrata dalla mafia e dall’illegalità ci sono persone che vogliono e sanno fare sul serio. La politica deve ripartire da persone come lui. Vogliamo Crocetta in Europa. A sostegno della sua richiesta di candidatura è nato un comitato spontaneo “Rosario Crocetta al Parlamento europeo” (www.sosteniamocrocetta.bl
ogspot.com) e una raccolta di firme online (www.firmiamo.it/sosteniamocrocetta) che ha visto l’adesione di tantissimi cittadini e di svariate personalità.

Il Blog Ribera Online aderisce e invita tutti a firmare. Infiltriamo un galantuomo in Europa.