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05 marzo 2007

Il festival dell'ignoranza

Secondo la senatrice Binetti (teodem della margherita) l'omosessualità è una "devianza della personalità", "un comportamento molto diverso dalla norma iscritta in un codice morfologico, genetico, endocrinologico e caratteriologico". Qualcuno ricordi alla senatrice che questa è una posizione ottocentesca oramai superata perchè falsa. La scienza moderna la considera un "orientamento sessuale" e questa è la posizione dell Organizzazione Mondiale della Sanità. Lo striasciante razzismo nei confronti dei gay continua... E' tollerabile che un paese democratico e moderno sia rappresentato da politici che legiferano avendo come punto di riferimento nozioni scientifiche risalenti all'ottecento riconosciute false dalla scienza moderna??? e in nome di tali superate concezioni continuino a discriminare tanti cittadini??

10 commenti:

Lagos ha detto...

Omini e donnine preistorici...la civiltà di un popolo si misura anche dal grado medio di discriminazione...ed in Italia il livello discriminatorio è molto alto!!!

alba ha detto...

avrà subìto uno shock ... sarà caduta dal seggiolone ... sarà una che non conosce il tao dell'amore ... sarà stata la supplente di educazione artistica in un liceo classico negli anni 70 ... avrà incontrato qualcuno che le ha detto "vattene" ... sarà ... avrà ... ma mi chiedo perchè non curarsi? invece di rompere i quaglioni ...

freesud ha detto...

siamo in mano a gente che erige a verità false credenze medievali....il tao dell'amore sicuramente non lo conosce cara Alba...tu pretendi troppo!!!

alba ha detto...

eh sì ... ma vedi quanti danni ci sono con "il non conoscere"!
:)

lucamallinza ha detto...

Ci sarebbe da chiedere alla senatrice Binetti e a tutto il coacervo reazionario e bacchettone rimasto ai tempi di Don Camillo che sta alle spalle del pluriconvertito Rutelli se l'Atene di Pericle , culla della cultura da cui proveniamo , era un arena di devianza psichica....
No giusto per capire se oltre che ottocentesca la cultura di questo partito di governo sia anche partita dall'anno mille in poi...

Corinne ha detto...

Mi credi che non ne posso più?
NON NE POSSO PIU'!!!!
Nel frattempo a questa crisi di intolleranza, lascio un bacio al mio siciliano preferito...

smack
Corinne

alba ha detto...

chissà cosa potrebbe sostituire l'antico rogo ... chessò magari l'isolamento, l'impazzimento, il "degradamento", la povertà improvvisa ... o semplicemente l'istigazione a delinquere ... occhio ... ci vuole occhio e anche orecchio
p.s. bastardoni/e patologici farabutti/e

freesud ha detto...

Veramente non si capisce se ci sono o ci fanno...in molti casi sicuramente ci sono...la cultura greca x la Binetti probabilmente è una sub-cultura di perversi e deviati...x Andreotti magari la patria dei sodomiti...

...il rogo medievale è stato sostituito, in tempi di democrazia, dal rogo mediatico-razzistico incarnato da politicanti che abbaiano false meschinità al solo fine di ingraziarsi un certo numero di elettori conservatori-bacchettoni...

...x mitigare la crisi di intolleranza di Corinne non posso che ri-cambiare il suo bacio...

ciao

alba ha detto...

ok allora per il nero d'avola!
:)

MaxTux ha detto...

Nel codice genetico non ci sono "norme" bensì schemi attraverso cui la cellula traduce una sequenza di triplette di basi di RNA in una sequenza di amminoacidi durante la sintesi proteica.

L'utilizzo della parola "norma" implica un'accezione di "giusto" e "sbagliato" cosa che in un codice genetico non ha alcun senso.

Il codice morfologico semplicemente non esiste, è una parola inventata, perché La morfologia è una branca della biologia che studia l'aspetto esteriore di un organismo vivente, mentre "codice morfologico" non significa nulla.

Per quanto riguarda l'aspetto endocrinologico, al massimo possiamo citare l'ermafroditismo che di certo non è una devianza della personalità.

In ultima istanza, ciò che riguarda la caratterologia (non si scrive caratteriologia attenzione!) secondo Hubert Rohracher (l'ideatore di questa scienza), nessuno è migliore dell’altro, dato che una categoria "di persone" ha alcune caratteristiche che non possiedono le altre e viceversa, ed è per questo che non possono essere messi a confronto e dunque sono da considerarsi alla pari.