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26 maggio 2007

Il Sistema si auto-protegge

In questi giorni la democrazia italiana ha subito una involuzione spaventosa. Si inizia con la notizia non divulgata dai media della condanna in secondo grado di Marcello Dell'Utri per una estorsione effettuata in concorso con il boss mafioso Virga. La procura di Palermo ha deciso di riaprire le indagini per associazione mafiosa esterna su Totò Cuffaro che continua a rimanere Presidente della Regione Sicilia. Un giovane ragazzo siciliano (Franceso Cipriano) chiede conto della mafia e dei 25 parlamentari condannati in via definitiva al ministro Amato che innervosito lo taccia di populista, giustizialista... Dice il ministro dell'interno che bisogna distinguere tra condanne e condanne e che ci possono essere condanne per reati minori che permettono la piena riabilitazione... Si è chiuso il cerchio: la stampa non parla, il politico condannato (o indagato) non sente ed il ministro non vede, anzi fa di più DIFENDE. Il sistema ha effettuato una manovra di auto-protezione perfetta. Complimenti.

9 commenti:

Lagos ha detto...

Non c'è discontinuità con i governi precedenti sul piano della legalità...si difendondono tra loro sono davvero una CASTA

riformista ha detto...

sono riformista, cambio opinione ogni giorno come P. leader dei riformisti dove sono, sono cattolico e anticattolico, sono per e contro, sono under 40, perchè non mi hanno messo nel gruppo dei 45 savi?

SuperK ha detto...

Mi pare di capire che c'è una sola soluzione: dovremmo farci forza e riuscire a sradicare un sistema di poteri che oramai è talmente connaturato all'Italia da essere diventato anche spudorato...sono stanca di essere presa in giro anche sulle prese in giro: precariato, crimilità organizzata, rifiuti, miliardi di caffè e cornetti versati ai parlamentari, poteri conniventi etc. etc. Le cose si sommano e lacerano, ma a questo punto dovremmo davvero farci forza e reagire. Forse fare rete e proporre oppure fare rete e distruggere...ma qualcosa dobbiamo farlo!
O rischiamo di dimostrare a noi stessi che siamo solo tanti "italiani"...

Baci
SuperK

freesud ha detto...

Cara superk...Sicuramente bisogna fare rete... costruire idee nuove e nuove forme di lotta per cambiare questo sistema... non smettere mai di sognare... un bacio

lucamallinza ha detto...

Come già ho scritto più dettagliatamente sul mio blog ormai gli stati nazionali nati con la rivoluzione francese stanno schiattando e con loro schiatta il loro prodotto più democratico : Il cittadino.

Il cittadino risulta ormai un "fastidio" per la grande finanza , per il capitale senza volto che decide i volti della politica ufficiale.

Il cittadino viene sostituito con un nuovo prodotto della società mediatica : "il suddito consumatore".

Questo stiamo diventando o siamo già diventati (il confine tra l'esserlo ed il divenirlo è molto labile) un suddito che ha da consumare ..in silenzio please.

Tutto quello che rimane a galla la intorno,partiti politici, associazioni sindacali(sempre più corporazioni inespugnabili arroccate a difedere il suo picolo privilegio) , mafie e affini sono "soggetti" o "cose" che mutano la loro morfologia per rimanere attaccati all'osso a rosicchiare il suo pezzetto di carne più o meno vicino al midollo.

Questa è una visione un po' apocalittica (d'altronde che pretendete da uno cresciuto a pane e cartoni animati giapponesi post atomici) che potrebbe essere presa in pugno da movimenti esterni alla politica ufficiale...ma anche lì ho visto succedere di tutto..per ora.

Ciao a tutti

Luca

pietroxac ha detto...

Sono perfettamente daccordo con l'analisi fatta e sulle cose dette, ma quello che mi fa impazzire è il grado di accettazzione di tutto questo da parte dei cittadini.

Insomma essere dalla perte delle legalità è da fessi.

Arricchirsi alle spalle della collettività è da "furbetti",

Essere condannati per reati che vanno dall'omicidio alla corruzione è un lasciapassare per una sfolgorante carriera politica.

Può essere credibile la lotta alla mafia, alla corruzione, alla criminalità, quando all'interno della Commissione Antimafia ci sono dei condannati come Cirino Pomicino( già democristiano, più volte ministro ha due condanne definitive: un anno e otto mesi per una tangente Enimont, e due mesi, patteggiati, per corruzione nel processo per i fonde neri dell´Eni)o Alfredo Vito ( conosciuto anche con il soprannome di «Mister Centomila preferenze» per la sua straordinaria capacità di attirare voti, è stato condannato a due anni di reclusione per 22 episodi di corruzione: restituì anche 5 miliardi di lire.)?

fatanuda ha detto...

Gli italiani vogliono e meritano primarie vere:

1) i candidati non devono essere incaricati dai partiti

2)non si possono fare leggi contro il velo e poi candidare una col cappuccio contro Prodi o altro dipendente...

3)le primarie vengono fatte ovunque, quando il popolo le vuole, in qualsiasi luogo: il risultato sarà opinione, tendenza, linertà

4) se non vi saranno libere primarie sulla scheda votate Fatanuda

freesud ha detto...

Caro Luca, ci sarà una via di uscita da questa situazione... è vero siamo accerchiati da omuncoli della politica... che per stare attaccati ad una poltrincina vicina all'osso da spolpare venderebbero l'anima al diavolo... anzi + semplicemente alla mafia... è vero che denunciare tutto questo sembra inutile... sembrano parole al vento... stiamo arrivando a livelli di anti-politica troppo elevati... prima o poi la situazione esploderà e noi saremo là a pompare benzina sul fuoco della libertà....

...pietroxac ha ragione da vendere: non è possibile vedere come il popolo accetti tale situazione... considera però che la gente è condizionata dallo stato di bisogno e dalle organizzazioni criminali e dopo 60 anni di questa situazione un po ci si abitua...purtroppo.... si la stessa commissione antimafia che ha votato il codice di autoregolamentazione per impedire le candidature degli indagati alle amministrative... loro che sono condannati e stanno in parlamento bho!

...riguardo a fatanuda non c'è che dire... è l'unica da VOTARE...

senza parole... ha detto...

HARAKIRI
Vittime e colpevoli

di Marco Travaglio

In Giappone il ministro dell’Agricoltura Toshikatsu Matsuoka, coinvolto in uno scandalo finanziario, s’è impiccato in pieno Parlamento. «Sono ben cosciente ­ ha lasciato detto ­ delle mie responsabilità. È mio dovere far sì che cose simili non si ripetano». Era accusato di aver intascato fondi neri per 6.600 euro da una società edilizia che poi aveva vinto appalti pubblici e di aver presentato note spese fasulle per 180 mila euro facendosele rimborsare dallo Stato. In Italia Paolo Scaroni, quand’era manager della Techint, pagò tangenti al Psi per vincere appalti all’Enel. Una volta scoperto, fortunatamente non si suicidò. Patteggiò 1 anno e 4 mesi per corruzione e fu subito promosso dal governo Berlusconi presidente dell’Enel (in veste d’intenditore) e poi amministratore delegato dell’Eni: ora è di nuovo indagato dalla Procura di Milano per aver truffato gli italiani taroccando i contatori di gas e gonfiando le bollette di circa il 6%. Se avesse lasciato detto qualcosa, avrebbe potuto dire: «Sono ben incosciente delle mie responsabilità. Ed è mio dovere far sì che cose simili si ripetano. Ora scusatemi, ma ho molto da fare». Matsuoka riteneva di aver «perso la reputazione»: il che, spiega Paolo Salom sul Corriere, «è la tragedia più grande per un uomo dell’Estremo Oriente. Negli ultimi 25 anni, altri 4 parlamentari han fatto harakiri». Tutti gli Scaroni d’Italia della reputazione e dell’onore hanno un concetto un po’ elastico: non temono di perderli, non si sono mai posti il problema, e questo li avvantaggia parecchio rispetto agli uomini dell’Estremo Oriente. Chi ha una faccia, teme di perderla. Ma chi non ce l’ha, o più semplicemente vive in Italia, non ha nulla da perdere. Vive meglio. E soprattutto vive. Mentre i Matsuoka muoiono. Certo i Matsuoka esagerano: noi, più modestamente, ci accontenteremmo che quelli nostrani vivessero cent’anni, ma a casa loro, lontano dal denaro pubblico. Invece, se nel curriculum hanno almeno una condanna da vantare, vi si avvicinano vieppiù. E dire che, solo 15 anni fa, capitava anche in Italia che qualche personaggio coinvolto in Tangentopoli si togliesse la vita per la vergogna, o per paura delle conseguenze. Ma oggi vengono ricordati come vittime, non come colpevoli: colpevoli sono i giudici che scoprirono i loro delitti e i giornali che li raccontarono. In Giappone a nessuno salterebbe in mente di accusare giudici o giornali: se uno ruba, le conseguenze dei suoi furti ricadono su di lui, non sugli altri. Il Corriere aggiunge che «Matsuoka, facendo harakiri, ha riconquistato il suo onore di fronte ai connazionali». Ecco, i connazionali. I cittadini. La società civile. L’opinione pubblica. Nel ‘92-’93 ne avevamo una anche noi. Scendeva in piazza contro i ladri e a favore delle guardie. Poi, a reti unificate, le fu spiegato che i ladri erano le vittime e le guardie i colpevoli. Il gioco di prestigio funzionò. L’altroieri gli elettori di Asti hanno rieletto sindaco il forzista Giorgio Galvagno: lo era già nel gennaio ’94, quando era socialista e fu arrestato. Lo scandalo era quello della discarica di Vallemanina e Valleandona, dove venivano smaltiti illegalmente rifiuti tossici e nocivi in cambio di tangenti. Innocente? No, colpevole: nel 1996 Galvagno patteggiò 6 mesi e 26 giorni di carcere per inquinamento delle falde acquifere, abuso e omissione di atti ufficio, falso ideologico, delitti colposi contro la salute pubblica e omessa denuncia dei responsabili della Tangentopoli astigiana. Meritava un premio: nel 2001 Forza Italia lo preferì all’allora capogruppo, l’avvocato Alberto Pasta, che aveva un handicap: al processo sulla discarica assisteva il comitato delle vittime, parte civile contro Galvagno. Fra il condannato e la parte civile, il partito di Berlusconi non ebbe esitazioni: scelse il condannato. Galvagno divenne deputato. Ora è di nuovo sindaco, col 56,9%. A Taranto sfiora il ballottaggio il figlio di Giancarlo Cito, che non poteva ripresentarsi per via di una condanna per mafia (Sacra corona unita). A Monza vince il rappresentante della Cdl, così finalmente Paolo Berlusconi potrà costruire un milione di metri cubi alla Cascinazza. La politica è in crisi anche per questo: a volte, come diceva un celebre titolo di Cuore, «l’uomo della strada è una bella merda».