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28 febbraio 2007

SVEGLIA E' L'ORA DEI DIRITTI
Manifestazione nazionale per le unioni civili

10 Marzo 2007 - Roma- Piazza Farnese
Dopo l'affossamento dei DICO questo blog aderisce con forza alla manifestazione di Roma. Il riconoscimento dei diritti civili alle coppie gay rappresenta una conquista di civiltà e un punto di progresso nella lotta verso il riconoscimento dei diritti umani a tutti gli individui. www.dirittiora.it

23 commenti:

Lagos ha detto...

E' scandaloso quello che è successo,
che c'entra la libertà di coscienza?
si tratta di tutelare delle persone umane con diritti civili mininimi....

lucamallinza ha detto...

Mi domando da giorni dopo questo agguato della CEI, se i Paesi che hanno legiferato sui Pacs, o DICO o comunque li si voglia chiamare, sono caduti in quella disgregazione della famiglia o, peggio ancora, in quell’abisso di amoralità che viene pretestuosamente agitato.
Si consideri che gli Stati «con Pacs o legislazioni simili» coprono quasi tutta l’Unione Europea, con in prima linea le grandi democrazie: Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Benelux, Scandinavia; mentre, al contrario, i Paesi «senza Pacs o legislazioni simili» non brillano certo per livello civile: se si eccettua l’Austria si tratta di Albania, Bielorussia, Bulgaria, Russia, Turchia…
Non si equivochi: non sto parlando del «matrimonio gay» introdotto solo in Olanda, Spagna e Inghilterra, come sempre avanti anni luce, ma solo delle normali legislazioni che riconoscono le unioni di fatto, omosessuali o eterosessuali, di cui la proposta italiana è solo una pallida versione.
Nel grido di allarme del segretario generale della Cei da cui è scattato l'agguato politico, c’è qualcosa che politicamente non ha alcun senso.
È il governo che con i Pacs «scardinerebbe la famiglia», oppure è la presa d’atto di una realtà sociale che anche nel nostro Paese presenta una varietà di unioni tra persone non più contenibile nella forma tradizionale del matrimonio sacramentale?

Fa sorridere l’idea che sarebbero il Parlamento e il Governo a creare una realtà che viene molto prima, prescinde totalmente, e sopravvive a qualsiasi legge, permissiva o proibizionista che sia.
Tutti sanno che le coppie di fatto in Italia sono milioni, che gli omosessuali vivono la loro «diversità» senza scandalo, e che la maggioranza della popolazione, cattolica e non cattolica, giovane e vecchia, di destra e di sinistra, pratica la tolleranza nella vita personale e sociale, e rifugge da qualsiasi proibizionismo.

È di questo che si tratta con i Dico, e solo di questo: rendere più facile, soprattutto per i meno fortunati (perché i più fortunati se ne infischiano delle leggi) la vita civile, economica e sociale nella legalità.
In una città molto laica come Milano i matrimoni civili hanno "doppiato" quelli religiosi,e devo ammettere che tra le tante pecche c'è qualcosa di positivo i gay vivono tranquillamente nella società civile che si porta sempre più avanti delle leggi e della falsa morale.
Per questo mi chiedo:
Quando smetterà questo paese di recepire politicamente i veti di un istituzione medioevale quale il vaticano e dei politici ad essa annessi a destra e a sinistra?

lucamallinza ha detto...

Mi domando da giorni dopo questo agguato della CEI, se i Paesi che hanno legiferato sui Pacs, o DICO o comunque li si voglia chiamare, sono caduti in quella disgregazione della famiglia o, peggio ancora, in quell’abisso di amoralità che viene pretestuosamente agitato.
Si consideri che gli Stati «con Pacs o legislazioni simili» coprono quasi tutta l’Unione Europea, con in prima linea le grandi democrazie: Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Benelux, Scandinavia; mentre, al contrario, i Paesi «senza Pacs o legislazioni simili» non brillano certo per livello civile: se si eccettua l’Austria si tratta di Albania, Bielorussia, Bulgaria, Russia, Turchia…
Non si equivochi: non sto parlando del «matrimonio gay» introdotto solo in Olanda, Spagna e Inghilterra, come sempre avanti anni luce, ma solo delle normali legislazioni che riconoscono le unioni di fatto, omosessuali o eterosessuali, di cui la proposta italiana è solo una pallida versione.
Nel grido di allarme del segretario generale della Cei da cui è scattato l'agguato politico, c’è qualcosa che politicamente non ha alcun senso.
È il governo che con i Pacs «scardinerebbe la famiglia», oppure è la presa d’atto di una realtà sociale che anche nel nostro Paese presenta una varietà di unioni tra persone non più contenibile nella forma tradizionale del matrimonio sacramentale?

Fa sorridere l’idea che sarebbero il Parlamento e il Governo a creare una realtà che viene molto prima, prescinde totalmente, e sopravvive a qualsiasi legge, permissiva o proibizionista che sia.
Tutti sanno che le coppie di fatto in Italia sono milioni, che gli omosessuali vivono la loro «diversità» senza scandalo, e che la maggioranza della popolazione, cattolica e non cattolica, giovane e vecchia, di destra e di sinistra, pratica la tolleranza nella vita personale e sociale, e rifugge da qualsiasi proibizionismo.

È di questo che si tratta con i Dico, e solo di questo: rendere più facile, soprattutto per i meno fortunati (perché i più fortunati se ne infischiano delle leggi) la vita civile, economica e sociale nella legalità.
In una città molto laica come Milano i matrimoni civili hanno "doppiato" quelli religiosi,e devo ammettere che tra le tante pecche c'è qualcosa di positivo i gay vivono tranquillamente nella società civile che si porta sempre più avanti delle leggi e della falsa morale.
Per questo mi chiedo:
Quando smetterà questo paese di recepire politicamente i veti di un istituzione medioevale quale il vaticano e dei politici ad essa annessi a destra e a sinistra?

freesud ha detto...

Questo paese purtroppo è governato seguendo anke iprincipi espressi dai poemi medievali e quindi il risultato non può che essere questo...

L'Italia è uno dei pochissimi paesi di cultura occidentale ad avere una tutela scarsissima degli omosessuali...non solo intesi come coppia ma anke come individui...

si tratta di un retaggio culturale razzistico che ha pervaso tutto il 900'... molti altri paesi hanno superato tali pregiudizi...in Italia invece sprofondiamo in un insopportabile strisciante razziasmo camuffato da difesa della morale cattolica....ma ripeto è solo RAZZISMO!

alba ha detto...

non dimentichiamo che anche per i diritti delle Donne è la stessa cosa ... fanno credere alle donne rampanti (DGM: donne mortificate geneticamente)... in realtà è tutto fermo all'Inquisizione ancora.

bolscevico ha detto...

Dichiarazioni mussoliniane del presidente della Repubblica
Napolitano: "La piazza non è il sale della democrazia"
Nemmeno Berlusconi era arrivato a tanto



"Altro che primo 'comunista' al Quirinale. Napolitano ha tutte le carte in regola per garantire il regime capitalista, neofascista, presidenzialista e federalista". Così Il Bolscevico commentava l'elezione a presidente della repubblica di questo rinnegato del comunismo additandolo come "un dirigente antioperaio, un europeista e un atlantista della prima ora, un presidenzialista e un federalista convinto, un nazionalista e un interventista". Il suo operato in questi 9 mesi di mandato ci ha dato ampiamente ragione fornendo molteplici prove della sua vera anima nera.
Si sa che i rinnegati ambiscono sempre a superare i loro maestri per dimostrare alla classe dominante borghese che la fiducia che gli hanno accordato è in una "botte di ferro". Così l'ennesimo tributo offerto da Napolitano per dar prova a tutti di aver ormai completamente tagliato ogni legame anche ideale col suo passato di dirigente del PCI, sia pure della sua corrente più borghese, revisionista e riformista è stato quello di delegittimare la lotta di classe e il conflitto sociale affermando che "le manifestazioni di massa e di piazza" non sono "il sale della democrazia".
"Per quanto legittimi e importanti siano anche i canali del conflitto sociale e delle manifestazioni di massa e di piazza - ha detto Napolitano il 21 febbraio in visita a Bologna - è fuorviante la tendenza a farne la forma suprema della partecipazione e, retoricamente, il sale della democrazia". E "nel modo più netto" ha aggiunto: "qualunque tema e problema sia in questione, interessi e appassioni strati più o meno larghi dei cittadini e li muova magari alla protesta, è nel riconoscimento della rappresentatività delle istituzioni elettive e delle relative sedi di decisione democratica che ogni forma di partecipazione deve trovare la sua misura".
"Questo - ha detto ancora - vale per questioni e tensioni di carattere sociale, come per controversie su temi ardui e cruciali di politica internazionale e di difesa. Solo così si rispetta d'altronde l'essenza della democrazia come governo della maggioranza".
Poche storie, insomma, le masse e la classe operaia non devono disturbare i manovratori, non devono usare i cortei e la lotta di piazza come arma antigovernativa e rivendicativa. L'unica forma di partecipazione loro ammessa è quella di firmare la delega in bianco ai partiti e alle istituzioni borghesi dove il dissenso non deve uscire dai confini del riformismo cogestionario. E anche se non la cita esplicitamente, Vicenza e la battaglia del movimento contro la base Usa, che appena quattro giorni prima ha mobilitato e portato in piazza 200 mila manifestanti, è una di queste.
Dichiarazioni gravissime che si equiparano a quelle di mussoliniana memoria "me ne frego della piazza". Nemmeno il neoduce Berlusconi era arrivato a tanto. Come può dire ciò? Di fatto significa rinnegare e delegittimare l'intera storia di lotta del movimento operaio, sindacale, democratico e antifascista, dal momento che ogni diritto è stato strappato alla borghesia al prezzo di dure lotte di piazza. Significa forse che non sono stati un'espressione di democrazia i moti del '60 dei giovani con le magliette a strisce contro il governo fascista Tambroni? E che ne pensa Napolitano delle grandi stagioni di lotte del '68 e del '77, oppure delle grandi proteste in difesa della scala mobile, dell'articolo 18 e contro la "riforma" delle pensioni? Per non parlare poi della Resistenza.
Napolitano va addirittura oltre. Arriva persino a teorizzare che la lotta di piazza potrebbe diventare la premessa, l'anticamera del terrorismo. "Se non si vede, se si nega questo ancoraggio nelle istituzioni - ha infatti aggiunto - si può allora scivolare nella suggestione della violenza come matrice delle decisioni invocate da aggregazioni e mobilitazioni minoritarie, e di lì, nell'impossibilità di prevalere per questa via, si può compiere il passo verso la degenerazione estrema del terrorismo". Non a caso il sindaco di Vicenza, il forzista Hullweck, ha subito esaltato il discorso del capo dello Stato sostenendo che "quello di Napolitano è un altolà a chi, pur di sfruttare il proprio interesse elettorale, vuol far scricchiolare l'ordinamento democratico".
La cosiddetta "sinistra radicale" non ha osato smascherare le dichiarazioni mussoliniane di Napolitano. Evidentemente in questo momento l'unica preoccupazione di questi partiti falsi comunisti è quella di rinnovare la loro affidabilità e fedeltà nel salvataggio del governo del democristiano Prodi.
da "il Bolscevico"
www.pmli.it

eka ha detto...

Sul metro, luogo di infinito assortimento umano, sento spesso qualche nostalgico che, leggendo dei DICO borbotta "non c'è più religione...chissà dove finiremo..."
Sì, mi dico io, chissà dove finiremo in uno stato dove i preti non hanno MAI fatto il loro lavoro, ma, si sono preoccupati di mettere, a chi cattolico non è, il bastone fra le ruote.
è vergognoso che in Italia si dia retta a dei dogmi di 2000 anni fa, e che, i cittadini laici siano perennemente trattati come degli eretici furiosi.

freesud ha detto...

Bentornato al Bolscevico...sulla questione delle dichiarazioni di Napolitano riguardo alla "piazza" anche io sono molto critico....anche se reputo eccessiva la durezza delle tue parole nei confronti della figura di Napolitano...

....Le parole di Eka non posso che condividerle in pieno...grazie del commento...sei la benvenuta su questo forum!

freesud ha detto...

...riguardo alla questione posta da Alba e cioè: i diritti delle donne, è sotto gli occhi di tutti la tendenza maschilista (oltre che gerontocratica) della società politica italiana...le donne sono ancora ai margini del potere...ne abbiamo avuto contezza l'anno scorso con la mancata approvazione delle "quote rosa"...

Orizzonti Nuovi ha detto...

Ciao invitiamo gli amici del forum a leggere l'articolo pubblicato sul nostro giornale Orizzonti Nuovi in merito alle coppie di fatto

http://www.orizzontinuovi.org/index.php?categoria=&idart=2127

La redazione di Orizzonti Nuovi

Lagos ha detto...

Devo dire che Di Pietro si sta muovendo in modo molto equilibrato e leggendo l'articolo del suo giornale anche sulle coppie di fatto mostra la giusta sensibilità.

bolscevico ha detto...

"Il fatto è che io sono all'antica. Le unioni le vedo solo tra uomo e donna. Invece, qui, vanno di moda altre cose. Il mondo adesso è pieno di omosessuali, ma io preferisco la tradizione, un uomo e una donna"
Giulio Andreotti

Non ci sono parole!

bolscevico ha detto...

«Sono all'antica, le unioni le vedo solo tra un uomo e una donna» dice il senatore sui Dico. Poi evoca il rischio che l'omosessualità porti alla pedofilia: «Ora capisco perché mia madre da ragazzino non voleva mandarmi al cinema. Temeva facessi brutti incontri»
sempre Andreotti

freesud ha detto...

Sono concetti paleolitici e razzisti Ma il vero scandalo è che Brontosuri del genere, per di + con una prescrizione x aiuti alla mafia sulle spalle, dettino legge nella politica italiana e creino
correnti culturali (di un conservatorismo nauseabondo) che vengono seguite da politici + giovani
quali il Ceppalonico-Mastella, I teodem margheritini e il bel Casini (divorziato-convivente). Una situazione SCONCERTANTE!!!

Corinne ha detto...

Non commento la frase dell'Andreotto perchè mi fa letteralmente schifo!!!
Non ci demotiviamo, andiamo avanti...è vero che ogni giorno è una battaglia...ma se si demorde è la fine

Un bacio grandissimo
Corinne

freesud ha detto...

Sono daccordo Corinne...non bisogna mollare mai...e lottare sempre con immutato entusiasmo....un bacio!

Sciavè ha detto...

eccomi qui, ho già linkato il tuo blog...e adesso lo leggerò spesso...ciao

freesud ha detto...

Benvenuto sul forum sciavè....facciamo rete!

doncarlos ha detto...

SI AI DICO. Non se ne puo più sta chiesa sta esagerando.. Io non caipsco sti vescovi, fate fare i DICO poi sei voi fate bene il vostro lavoro la gente di fede si sposera lo stesso, non facciamo che non volete i DICO cosi non si sposa nessuno e voi avete qualche entrata in meno....... No non penso voi non ci pensate a ste cose materiali. I vescovi si devono ricordare che uno dei insegniamenti della fede cristiana e l'uguagliaza e la libertà. Senza i Dico questi due principi sono molto ma molto limitati. Quindi cari Vescovi voi pregate e divulgate la parola di dio le questioni materiali lasciatele risolvere a chi di competenza..
P.S. Io sono un cattolico anche se non ho i paraocchi sono un cattolico e quando qualcuno sbaglia bisgna dirlo e secondo me la chiesa su questa questione sta sbagliando di grosso. ciaaaaoooooooooo

freesud ha detto...

...infatti queste posizioni oscurantistiche assunte dalla chiesa mettono in difficoltà quella parte di cattolici che crede in Dio ma non vuole discriminare nessun individuo e si trova stretto tra i dictat della chiesa e la propria coscienza e sensibilità....il rischio è che tanti giovani si allontanino dalla chiesa...

Anonimo ha detto...

Io non capisco una cosa. (in realtà sono più di una9 Dei DICO si parla come se fossero stati scritti solo per le coppie omosessuali. Ma ci stanno dentro, in numero maggiore, tutte quelle coppie etero che convivono perchè non possono sposarsi a causa delle lungaggini delle cause di divorzio. In italia per ottenere il divorzio, nella migliore delle situazioni, passano circa 5 anni! Per non parlare delle cause infinite dove non si raggiunge mai la consensuale. Ma perchè in italia non ci si può divorziare in tempi più brevi e non si può nemmeno beneficiare dei DICO?? E perchè delle migliaia di coppie etero conviventi non per scelta, non se ne parla mai? risposta: perchè per la CHIESA, è il primo matrimonio l'unico riconoscibile, quyindi pegio per te che ti sei separato/a. Saluti da una riberese

freesud ha detto...

La cosa più scandalosa è che i parlamentari godono già di tutela riguardo alle unioni civili e tanti rappresentanti politici che si dicono contrari ai pacs o ai Dico ne usufruiscono già....negano al popolo ciò di cui godono...CINICI!

un saluto alla riberese anonima!

Anonimo ha detto...

Una volta,c'era il diritto alla pensione,il diritto ad avere giustizia.Oggi,questa parola è del tutto aleatoria,per me come genitore e tanto di piu' per i giovani.Stiamo pagando e sempre piu' gli errori voluti da politici faciloni e sindacati del"cavolo" invece bisognava rimboccarsi le maniche 35 anni fà.Dove erno gli strateghi di allora?Complimenti,e pure alla giustizia,che è sempre piu' generosa con chi il processo non lo vuole!!!!www.diariodiunesattore.blogspot.com