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17 luglio 2008

Il sangue di via D'Amelio reclama giustizia

Dopo 16 anni dalla strage i mandanti occulti rimangono scandalosamente a volto coperto. L'agenda rossa resta un' arma di ricatto a disposizione delle raffinate menti criminali che l'hanno trafugata tra le fiamme di via D'Amelio. L'incestuosa convergenza di interessi, tra mafiosi ed entità esterne, che portò alle decisioni stragiste, rappresenta il ventre oscuro sul quale è costruita la seconda repubblica. I risultati sono evidenti a tutti: l'inestricabile e continuo rapporto amoroso tra mafie ed istituzioni con il conseguente collasso morale del paese. Uno Stato che non è in grado di fare luce sui propri buchi neri ed espellere dal potere i fiancheggiatori politici della mafia non è degno di dirsi democratico.

16 commenti:

Marzia ha detto...

Quel filo di democrazia rimasta la stanno cancellando piano piano ... la Mafia non si può combattere in un paese semi-libero come l'Italia ... fin quando ci saranno politici mafiosi non si potrà cambiare volto ad un paese ridotto all'osso, e non si potrà rendere giustizia a due grandi della storia come Borsellino e Falcone!!!

indiano ha detto...

sera

non so se sia pugliese o meno, ma grazie per aver postato sul blog pugliese di e adesso ammazzateci tutti, ma è ovvio che ricordare borsellino e le sue testimonianze non possa che fare bene a chi giovane come noi vuole crescere sotto i giusti auspici e valori.

saluti

indiano

Federico ha detto...

Hai perfettamente ragione. Purtroppo in parlamento risiedono persone condannate per conscorso esterno in associazipone mafiosa (dell'utri) o favoreggiamento (cuffaro). Come premier abbiamo un personaghgio che per anni ha finanziato la mafia siciliana (il boss Bontate con cui si è incontrato più volte a Milano) per ottenere protezione nei suoi affari.

Adduso ha detto...

Veramente, per quanto mi risulta dai fatti e dagli atti, è la stessa Magistratura che ha "archiviato" la questione importantissima e irrisolta della "agenda" e quindi sostanzialmente ha "seppellito" la verità.

Poi, se come sempre e come al solito si deve divagare o trovare misteri e misteriosi per opportuna propaganda politica o per fare i fantini dell'antimafia a buon mercato, si apra allora pure il "teatro dei pupetti", che in questo siamo degli attori nati in Italia.

freesud ha detto...

@ adduso

Il fatto che la magistratura non sia, ancora, riuscita a fare luce sulla sparizione dell'agenda rossa non significa che abbia seppellito la verità. Inoltre la questione è ancora aperta. infatti, in Cassazione pende il ricorso della procura di Caltanissetta contro l'archiviazione del caso.

La tua supponenza dimostra una forte "ignoranza" dell'indagine.

Le sentenze Borsellino bis e ter ammettono che ci sono delle falle grandissime nella ricostruzione dei fatti: "la ricostruzione dei fatti ... è gravemente lacunosa, rimanendo tuttora non identificata una gran parte degli attentatori e dovendosi ancora sciogliere innumerevoli e importanti interrogativi..." (Sent. Corte d'appello caltanissetta 1999)

Il "teatro dei pupetti" lo recita chi, all'interno delle istituzioni e dei servizi, impedisce il disvelamento della verità per coprire le responsabilità di personaggi dello Stato.

L'agenda rossa è sparita dal luogo del delitto. Questo è un fatto e non significa divagare a fare propaganda politica.

Quando si parla di martiri è necessario avere un minimo di informazione prima di aprire bocca. Grazie.

Adduso ha detto...

Come sempre, la "madre" della "spocchia" è sempre incinta.

Tipico ! Quando non si ha un minimo di “nozione”, la si pone sul piano personale e offensivo.

Potevi pure risparmiartele certe affermazioni. Ma se poi questo ti fa sentire più “intellettualoide”, fai pure.

Detto questo, rimane il fatto inequivocabile che il procedimento penale in ordine alla scomparsa dell’agenda, è stato archiviato. Cosa che peraltro mi ha lasciato attonito e con l’amaro in bocca.

Sul ricorso in Cassazione: Se si è svolta regolarmente la procedura dibattimentale della fase preliminare in questione, francamente, seppure sono un profano, non vedo l’ammissibilità. Caso mai, proceduralmente, si dovrebbe riaprire l’indagine con nuovi elementi, oppure, si deve puntare, se esiste, su un altro procedimento parallelo. Poi, ripeto, sono un modesto cittadino e mi posso sbagliare in diritto.

freesud ha detto...

@ adduso

Ti sbagli quando dici che ho posto le cose sul piano personale e offensivo. Ho soltanto parlato di "ignoranza" dell'indagine, cioè non sufficente conoscenza delle carte processuali che riguardano la strage di via D'Amelio. Se rileggi attentamente il nostro scambio epistolare potrai accorgerti che sei stato tu ad attaccarmi in maniera offensiva: parlando di propaganda politica (a chi poi dovresti spiegarmelo), ricerca di misteri (che purtroppo esistono), fantini dell'antimafia, teatro dei pupetti. Ribadisco che prima di attacare briga sarebbe meglio informarsi almeno sulle carte processuali. Non c'è nulla di "intellettualoide" in tutto ciò. C'è soltanto uno studio accurato dei fatti.

Un saluto

Adduso ha detto...

Allora,
sono stato evidentemente io che inizialmente mi sono spiegato male, inducendoti forse a pensare ad un “attacco” personale.

Invece, la seconda parte del mio commento era di carattere generale, perché sono indignato (per usare un eufemismo) quando ho la sensazione, in generale, che siamo a pochi passi dalla verità (scoprire “l’anello mancante tra mafia e stato) e poi, per procedure giuridiche o sentenze incomplete oppure archiviazioni tempestive, si viene ricatapultati indietro, facendosi da un lato molto male e dall’altro dovendo ricominciare tutto d’accapo, mentre il tempo passa e la “politica mafiosa” si consolida, facendo sempre più proseliti opportunisti.

Per mia piccola ma quindicennale esperienza sul campo, i “misteri” sono solo uomini delle Istituzioni, anche di certa magistratura, che eludono le indagini, fuorviano i fatti, insabbiano i giudizi, seppelliscono la verità e così impediscono ad altri Uomini delle Istituzioni, che sacrificano pure la loro vita, di “aprire” la verità.

Quando parlo di “propaganda politica” mi riferisco a coloro, che notoriamente, hanno costruito la loro “fortuna” elettorale sull’antimafia, per poi dimostrare di essere solo legati alle poltrone politiche. Un esempio è visibile in questi giorni, in cui rappresentanti politici regionali, passano da un lato all’altro, cancellando tutto il loro (a questo punto fallace) passato. E così altri.

Ad ogni modo, non ci si può forse trovare su alcuni “punti”, ma l’importante è essere uniti sempre e comunque contro la mafia e la mafiosità, che personalmente disprezzo tanto che non sarei capace di firmare una moratoria per la pena di morte contro i mafiosi.

Francesca ha detto...

Un saluto ai miei amici "forestieri". E' stato bello conoscervi di persona

freesud ha detto...

@ adduso

Il tuo ultimo intervento mi porta a pensare che le nostre divergenze siano dovute ad un equivoco di fondo e che in realtà le nostre riflessioni concordano su molti punti.

Sono daccordo, infatti, con la tua indignazione riguardante la cronica impossibilità di arrivare all'ultimo anello mancante... e soprattutto sul fatto che i misteri non sono altro che uomini delle istituzioni.

Sono meno daccordo sulle carriere politiche costruite sull'antimafia.
In questo modo si rischia di creare un boomerang attorno a chi sceglie di lottare dall'interno delle istituzioni il fenomeno mafioso (rischiando la propria vita). Sui singoli casi, ovviamente, sono disponibile ad un confronto ed a valutazioni diverse.

Il sicuro punto di totale sintonia è sicuramente sul disprezzo nei confronti dell'organizzazione mafiosa e della cultura che la sospinge.

Vincenzo ha detto...

Ma perchè litigare su fatti di tale entità? Il vostro comportamento non fa onore a chi ci ha rimesso la pelle per fare il proprio dovere con amore, dedizione e grande senso delle istituzioni e del dovere...smettetela, grazie.

Adduso ha detto...

@ freesus

ti segnalo quanto ben riportato in questo blog (ecco perchè poi, per umana reazione, in certi momenti, sono un po’ acido)
http://massimoraso.blogspot.com/2008/07/c-un-limite-alla-decenza.html

Ti segnalo anche questo mio vecchio post (ecco perché, a ragione o forse a torto, parlo di antimafia a mantice fatta dalla politica del centrosinistra)

@ vincenzo
Non stavamo litigando, figurarsi ... solo confrontandoci, forse con qualche iniziale incomprensione, ma poi ci siamo, ritengo, piacevolmente ritrovati su dei punti comuni importanti.

Adduso ha detto...

Mi è sfuggito il secondo link che è questo
http://www.cuntrastamu.org/wordpress/index.php/?p=244

freesud ha detto...

@ vincenzo

Nessun litigio solo confronto e franco scambio di idee.

@ adduso

Ho letto gli articoli dei link da te proposti e mi sembra che sul primo si tratti di un esempio molto comune di cambio di casacca politica per fini opportunistici. Sul secondo c'è da riflettere perchè la mafia ha mantenuto costante la propria attività e la propria forza indipendentemente da chi governasse. L'attenzione va tenuta sempre alta. Chi sta zitto solo per fini politici va criticato aspramente.

Cacio91 ha detto...

Ciao bel blog! verro a farti visita spesso posso aggiungerti fra i miei link?

freesud ha detto...

@ cascio91

Certo!