
30 dicembre 2006

29 dicembre 2006
Giovanni Falcone è stato ucciso dalla mafia perchè dava fastidio. Le sue idee erano troppo pericolose per la mafia. Lo stesso si può dire per Paolo Borsellino e tanti altri eroi vittime della prepotenza mafiosa. Quindi sarebbe cosa utile mettere in pratica i loro insegnamenti nella lotta alle organizzazioni mafiose. Bene in Italia questo non succede. Le idee dei nostri eroi diventano un peso ingombrante da seppellire e dimenticare. Scriveva Falcone più di 15 anni addietro: " Ma con quali strumenti affrontiamo la mafia oggi?...Ogni volta che esplode la violenza mafiosa con manifestazioni allarmanti o l'ordine pubblico appare minacciato, con precisione cronometrica viene varato un decreto-legge tampone volto a intensificare la repressione, ma non appena la situazione rientra in una apparente normalità, tutto cade nel dimenticatoio e si torna ad abbassare la guardia. Le leggi non servono se non sono sorrette da una forte e precisa volontà politica, se non sono in grado di funzionare per carenza di strutture adeguate e soprattutto se le strutture non sono dotate di uomini professionalmente qualificati". Non è cambiato nulla.
27 dicembre 2006

21 dicembre 2006

«Morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa». Dal blog di Welby
Riposa in pace, poeta, ribelle, uomo coraggioso e giusto e non ascoltare più l'abbaiare di chi ancora si rifiuta di comprendere il tuo sacrificio. Addio Comandante.
20 dicembre 2006

797-bis. Al comma 2 dell’articolo 1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20, le parole: "si è verificato il fatto dannoso" sono sostituite dalle seguenti: "è stata realizzata la condotta produttiva di danno".
Tutto quì. Semplice no? La legge n. 20 del 1994 tratta di "Disposizioni in materia di giurisdizione e controllo della Corte dei Conti" e all'art 1 si interessa delle azioni di responsabilità nei confronti dei funzionari e dipendenti pubblici. Si tratta quindi di casi di indebita appropriazione di denari pubblici e del recupero degli stessi. Vediamo adesso cosa dice il comma 2 che doveva essere modificato da tale emendamento:
"2.Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in ogni caso in cinque anni, decorrenti dalla data in cui si è verificato il fatto dannoso, ovvero, in caso di occultamento doloso del danno, dalla data della sua scoperta".
Operando le sostituzioni pretese dall'emendamento-vergogna:"2.Il diritto al risarcimento del danno si prescrive in ogni caso in cinque anni, decorrenti dalla data in cui è stata realizzata la condotta produttiva di danno, ovvero, in caso di occultamento doloso del danno, dalla data della sua scoperta".
Otto paroline magiche (comprese preposizioni, articoli) che avrebbero, in pratica ridotto i tempi di prescrizione dei reati contabili commessi dai funzionari e dipendenti dello stato, rendendo molto difficoltosa se non impossibile la restituzione del maltolto. Quali sarebbero stati i vantaggi di questo emendamento? quale la sua "ratio"?
19 dicembre 2006

16 dicembre 2006

13 dicembre 2006

Va avanti l'inchiesta della procura della Repubblica di Agrigento su alcuni concorsi truccati all'ausl 1 di Agrigento. Durante una perquisizione effettuata dai carabinieri nell'ufficio del dimissionario direttore dell'ausl di Agrigento Armando Savarino, padre di Giuseppa Savarino deputato regionale dell'UDC, è stata ritrovata una cartellina con su scritto "autisti" con all'interno un foglietto con i nomi dei vincitori di uno dei tre concorsi incriminati con i nomi dei presunti sponsor politici: Sav, Iac, Alf, Cuf. Non ci vengano a raccontare adesso questi giudici comunisti che Sav sta per Giuseppa Savarino o che Alf sta per Angelino Alfano (coordinatore regionale di Forza Italia) e assolutamente non ci dicano che Cuf sta per Totò vasavasa Cuffaro, perchè tanto noi non ci crederemo mai. Anche se in una telefonata, intercettata dai carabinieri ,
10 dicembre 2006

Forza Italia vuole ripartire dai giovani. Che bravi. La rinascita passa quindi dai circoli giovanili organizzati da Marcello Dell’Utri. Che teneri. Ma chi è questo Dell’Utri? Il moralista Casini si è affrettato a dire ad Annozero che lo stima. Meno male. Comunque per completezza diamo qualche informazione sul personaggio: è stato condannato in via definitiva a Torino, a due anni e tre mesi di reclusione (patteggiando la pena ed usufruendo dello sconto di pena pari ad un terzo) per false fatture e frode fiscale. È stato condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa (imprenditore trapanese), con la complicità del boss Vincenzo Virga (trapanese anche lui). In data 11 dicembre 2004, il tribunale di Palermo, ha condannato Marcello Dell'Utri a nove anni di reclusione con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. Il senatore è stato anche condannato a due anni di libertà vigilata, oltre all'interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni (per un totale di 70.000 euro) alle parti civili, il Comune e