27 febbraio 2009
Ritengo che l'intervista rilasciata da Gioacchino Genchi al blog beppegrillo.it sia sconvolgente. Spero sia solo l'inizio di una resa dei conti nei confronti dei traditori dello Stato. Genchi rappresenta un pericolo per i potenti e una speranza di verità per i cittadini onesti. Gli attacchi incrociati di questi giorni lo dimostrano. Penso che, in questo momento, la sua vita sia in serio pericolo .
"tutti i signori giornalisti che mi hanno attaccato, da Farina a Luca Fazzo a Lionello Mancini del Sole 24 ore, al giornalista della Stampa Ruotolo, sono i soggetti protagonisti delle vicende di cui mi stavo occupando".
"Gli stessi politici che mi stanno attaccando, sono gli stessi protagonisti di cui mi stavo occupando. Da Rutelli a Martelli, Martelli conosciuto ai tempi di Falcone. Parliamo di persone che comunque sono entrate nell'ottica della mia attività. Martelli nei computer di Falcone quando furono manomessi, Rutelli perché è amico di Saladino usciva dalle intercettazioni di Saladino, Mastella per le evidenze che tutti sappiamo e così via, poi dirò quelli che hanno parlato alla Camera al question time, quel giornalista che gli ha fatto il comunicato, cose da ridere!".
"Tra l'altro questi non hanno nemmeno la decenza di far apparire un'altra persona. No, compaiono loro in prima persona! Sapendo che loro entravano a pieno titolo nell'indagine. Questo è assurdo".
"E l'attacco che viene fatto nei miei confronti parte esattamente dagli stessi soggetti che io avevo identificato la sera del diciannove luglio del 1992 dopo la strage di via D'Amelio, mentre vedevo ancora il cadavere di Paolo Borsellino che bruciava e la povera Emanuela Loi che cadeva a pezzi dalle mura di via D'Amelio numero diciannove dov'è scoppiata la bomba, le stesse persone, gli stessi soggetti, la stessa vicenda che io trovai allora la trovo adesso!".
"io dimostrerò tutte queste cose. E questa è l'occasione perché ci sia una resa dei conti in Italia. A cominciare dalle stragi di via D'Amelio alla strage di Capaci. Perché queste collusioni fra apparati dello Stato servizi segreti, gente del malaffare e gente della politica, è bene che gli italiani comincino a sapere cosa è stata."
Ribera Online sostiene Gioacchino Genchi
22 febbraio 2009
A Mafiopoli: niente di nuovo!A Mafiopoli succede che la Giustizia italiana sigilli il mistero della sparizione dell’agenda rossa di Paolo Borsellino. La Cassazione ha, infatti, deciso di respingere, per inammissibilità, il ricorso della Procura di Caltanissetta contro il proscioglimento del colonnello dei carabinieri Giovanni Arcangioli, unico accusato per il furto della preziosa agenda. L’Arcangioli veniva ripreso in un video mentre si allontanava con la borsa di Paolo Borsellino subito dopo l’esplosione. Borsa che misteriosamente riapparirà sul sedile della stessa auto, qualche ora dopo, priva dell’agenda rossa. Tutto questo non è bastato per celebrare un processo. Lo Stato italiano ha preferito calare il sipario su una vicenda così oscura e sconvolgente. Sembra quasi che le borse di cuoio dei giudici fatti saltare in aria dai traditori dello Stato godano di vita autonoma e le agende abbiano la capacità di smaterializzarsi.
Può capitare a Mafiopoli che un onesto cittadino venga sottoposto a ogni tipo di vessazione e taglieggiamento fino al fallimento della propria attività. A Gela, infatti, per dodici anni, dal 1994 al 2006, gli uomini del disonore costringevano il gestore di un ristorante ad una serie di prepotenze, mangiando a sbafo in ogni occasione, con parenti e amici, e pretendendo tangenti mensili di 300 euro che diventavano 700 in occasione delle festività di Natale, Pasqua e Ferragosto, perchè dovevano “aiutare” le famiglie dei detenuti. Il “pizzo” comprese anche la cena di “addio al celibato” gratuita consumata da un mafiosetto locale e dai suoi sodali. Le imposizioni costrinsero lo sventurato a chiudere ed emigrare in Germania come cameriere.
A Mafiopoli, però, alcuni boss sono molto rispettosi dell’ambiente. Solo per questa ragione avrebbero messo le mani sulla realizzazione dei parchi eolici in Sicilia. L’operazione antimafia, denominata “Eolo”, condotta dalla Polizia di Trapani, ha svelato un intreccio di rapporti, affaristici e illegali, tra politici, imprenditori locali e del nord e mafiosi per lo sviluppo, il controllo e la spartizione del nuovo business energetico. Niente di nuovo sotto il vento.
Si scopre che a Mafiopoli chi ha qualcosa da nascondere può comunicare tramite l’operatore Skype. Non è possibile acquisirne i tabulati né intercettarne le comunicazioni. Chi non è molto pratico con le nuove tecnologie può aspettare l’approvazione della nuova legge sulle intercettazioni per continuare a parlare tranquillamente con il telefono tradizionale.
18 febbraio 2009
La borsa di Paolo Borsellino va a prendere il caffèLa Cassazione ha respinto, per inammissibilità, il ricorso della procura di Caltanissetta contro il proscioglimento del Colonnello Arcangioli, accusato per la sparizione dell'agenda rossa di Paolo Borsellino.
Vi ripropongo un post del 4 aprile 2008:
"Come vedete nella foto la borsa di cuoio del giudice Borsellino va in giro da sola tra le macerie di Via D'Amelio. Probabilmente andava a bere un caffè per riprendersi dallo spavento. Sappiamo che successivamente è ritornata, sempre da sola, al proprio posto sull'auto esplosa per i rilievi ufficiali. Secondo la giustizia italiana, infatti, le borse di cuoio dei giudici fatti saltare in aria dai traditori dello Stato godono di vita autonoma. La borsa di Borsellino, in particolare, riusciva ad aprirsi da sola ed i singoli oggetti presenti all'interno avevano la capacità di uscire fuori. Secondo alcune testimonianze attendibili, il giorno della strage una Agenda Rossa, nella quale Paolo Borsellino annotava particolari riservatissimi delle indagini, saltò fuori e preso un aereo si dileguò per il mondo. In Italia esiste gente strana che non credendo a questa verità assoluta voleva processare un tizio che si trovava accanto alla borsa. Sostenevano che fosse stato lui a prenderla e quindi a far sparire l'importantissima agenda. Come si vede chiaramente dalla foto questa è una bugia: la borsa cammina da sola. Il tizio è stato (giustamente) assolto. La sentenza sarà pubblicata dalle migliori riviste scientifiche".
13 febbraio 2009
Benvenuti al Maurizio Gasparri ShowIl teatrino della poltica italiana non delude mai. In ogni periodo concede squallidi spettacoli e gags tragiche. Le maschere umane di governanti guidati solo dal vigore ideologico e dalla tattica politica affollano le sedi della democrazia. Occupano la scena. Se non fossimo dinanzi a problemi economico-sociali drammatici e al rischio dell'instaurazione di un vero e proprio regime. Se non ci trovassimo davanti ad una tragedia umana enorme. Se non fosse che l'unica reazione doveva essere il silenzio e la compassione. Allora ci sarebbe stato da divertirsi. In questo contesto anche l' ultima ga..sparrata assume una dimensione meno farsesca e si connota di tragico: "Santoro e il presunto comico Vauro sono due volgari sciacalli che vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini. Gente così offende la verità, alimenta odio e merita solo disprezzo totale della gente perbene. L’insulto è la loro regola. Colpa di gestori della Rai che per fortuna stanno per essere cacciati come meritano". Traduzione: sono pronte le liste di proscrizione per i vertici e i giornalisti Rai.
09 febbraio 2009
Precisazioni sulla morte di Giuseppe Gatì"Giuseppe Gatì aveva 22 anni, lavorava nell’azienda del padre che produce formaggi di capra, non studiava all’Università. E' stato vittima di un incidente sul lavoro, nell’ovile di uno dei suoi fornitori nelle campagne di Naro (Ag) e non nell’azienda del padre com’è stato scritto più volte. La causa della morte è stata una scarica elettrica proveniente dalla vasca refrigerante del latte: aprendo il rubinetto per versare il latte negli appositi contenitori è rimasto folgorato. Sembra che fosse completamente solo. Solitamente quando Giuseppe andava presso quel fornitore, lo stesso si trovava al pascolo. E’ stato ritrovato da un uomo che porta il fieno in quell’ovile, il quale ha chiamato i soccorsi e il proprietario dell’ovile. All’arrivo dell’ambulanza i medici hanno provato a rianimarlo, ma ormai non c’era niente da fare. L’inchiesta è ancora in corso, ma non ci sono elementi che smentiscono l’ipotesi dell’incidente. E’ stato formulato il capo di accusa di omicidio colposo nei confronti del proprietario dell’ovile.
Avendo chiarito tutto questo chiediamo di correggere tutte le inesattezze riportate. Preghiamo anche, per l’ennesima volta, di porre fine a illazioni di qualsiasi genere poiché non fanno bene né a noi amici che ogni giorno le leggiamo, né alla famiglia e non sono di aiuto a nessuno.
Il blog di Giuseppe lamiaterraladifendo è direttamente gestito dalle persone più vicine a lui, sotto il controllo della famiglia. Tutte le notizie riguardanti l’accaduto che saranno pubblicate nel blog saranno le uniche ad essere attendibili. Presto pubblicheremo tutti gli articoli di Giuseppe non presenti nel blog.
Ringraziamo tutti per il sostegno e ci auguriamo che le promesse di impegno e di lotta che leggiamo ogni giorno sulle varie pagine dedicate a Giuseppe non rimangano solo parole.
Questa è la nostra terra e noi la difendiamo. E voi?"
Gli amici di Giuseppe
(Alessia Schembri e Alice Rizio)
01 febbraio 2009
Grazie Giuseppe. E' morto un uomo libero in una terra schiava."Con alcuni amici l’altro giorno mi sono recato presso la biblioteca comunale di Agrigento per contestare con volantini e videocamera Vittorio Sgarbi. Ci siamo soffermati su due punti in particolare: la condanna in via definitiva per truffa aggravata ai danni dello stato, e quella in primo e secondo grado, poi andata prescritta, per diffamazione del giudice Caselli. Dopo quasi due ore di ritardo ecco che arriva, in sala la gente rumoreggia e fischia. Subito dopo aver preso la parola, naturalmente con qualche volgarità annessa, inizia la nostra contestazione. Nel video non si vedono o sentono certe cose. Sono stato subito preso e spintonato da un vigile, mentre qualcuno tra la folla mi rifilava calci e insulti. Sgarbi, prima chiedeva che venisse sottratta la videcamera alla mia amica, e dopo cercava lui stesso di impossessarsene. Ma è importante sapere cosa succede dopo. I miei amici vanno via perchè impauriti, mentre io vengo trattenuto dai vigili. Si avvicina un uomo in borghese, che dice di appartenere alle forze dell’ordine e cerca di perquisirmi perchè vuole la videocamera (che ha portato via la mia amica). Io dico che non puo’ farlo e lui mi minaccia e mi mette le mani addosso. Arriva un altro personaggio, e minaccia di farmela pagare, ma i vigili lotengono lontano. Dopo vengo preso e portato in una sala appartata della biblioteca, dove la polizia prende i miei documenti e il telefonino. Chiedo di vedere un avvocato (ce n’era addirittura uno in sala che voleva difendermi), per conoscere i miei diritti, ma mi rispondono di no. Mi identificano piu volte e mi perquisiscono. Poi mi intimano di chiamare i miei amici, per farsi consegnare la videocamera, ma io mi rifiuto. Arriva di nuovo il presunto appartenente alle forze dell’ordine in borghese e mi dice sottovoce che lui dirà di esser stato aggredito e minacciato da me. Non mi fanno parlare, non mi posso difendere. Dopo oltre un’ora e mezza mi dicono che non ci sono elementi per essere trattenuto ulteriormente, mi fanno fermare il verbale di perquisizione e mi congedano con una frase che non posso dimenticare: “Devi capire che ti sei messo contro Sgarbi, che è stato onorevole e ministro…”. Giuseppe Gatì
E' morto il giovanissimo Gatì. Gridava "viva caselli e il pool antimafia" e veniva trattato come un delinquente. La società civile dell'agrigentino sta con il sistema. Gatì era un uomo libero. Lui urlava e difendeva la nostra terra dall'arroganza del potere. Politico e mafioso. Nell'agrigentino vige la legge del disonore. Giuseppe Gatì stava smuovendo gli acquitrini fangosi della politica isolana. Da solo urlava. Da solo è morto. Indagate. Viva Gatì. Viva Caselli. Viva il pool antimafia.
28 gennaio 2009
Non turbate il sonno presidenzialeUn Presidente della Repubblica improcessabile non ha la forza morale di rappresentare la Nazione. L'aver collaborato alla propria auto-immunizzazione è una macchia indelebile che ne ridimensiona la propria autorevolezza. I silenzi sulle vergognose aggressioni istituzionali perpetrate nei confronti dei giudici De Magistris e Apicella indignano le coscienze. Il suo rimanere inerte dinanzi allo smantellamento dell'indipendenza dei magistrati e al drastico ridimensionamento dei mezzi investigativi avvilisce. Non vede i condannati seduti sui banchi parlamentari? e i politici non eletti ma nominati dagli oligarchi? e le vili aggressioni dei potenti contro i giornalisti liberi? non sente il dovere di alzarsi e cercare di arrestare la deriva autoritaria del potere? Niente lo smuove dal sonno solo le critiche lo infastidiscono. Nuovi faraoni crescono: improcessabili, incriticabili...
26 gennaio 2009
Su Genchi menzogne di StatoGioacchino Genchi è un galantuomo. Persona seria, onesta e competente. Non ha creato nessun archivio segreto. Non ha mai eseguito alcuna intercettazione. Il suo lavoro al servizio delle procure di mezza Italia è quello di incrociare i dati dei tabulati telefonici. Questo ha sempre fatto nella sua vita contribuendo ad accertare la verità, con il suo metodo e la sua intelligenza investigativa, sulle stragi di mafia, su tantissimi omicidi e casi di malaffare. Adesso è sotto attacco incrociato. I maggiordomi del Nuovo Ordine lo azzannano senza tregua. Settori interessati dell'opposizione pure. Inventano montagne di falsità. Strumentalizzano le menzogne create sul suo conto per giustificare le vergognose leggi limita-intercettazioni che stanno vomitando. Non solo. Genchi deve essere punito per aver colaborato lealmente alle indagini di De Magistris. Deve essere fermato. Genchi è arrivato troppo vicino alla verità sulle stragi del 92'. Alla luce delle nuove rivelazioni di Massimo Ciancimino è meglio toglierlo di mezzo. Bloccarlo. Troppo pericoloso. Questo scopre davvero gli assassini. Resistenza.
06 gennaio 2009
Le squallide contorsioni di Sgarbi sui professionisti dell'antimafia Sgarbi è il vero professionista dell'illusionismo dialettico. Nella polemica con la famiglia Borsellino è riuscito a compiere acrobazie illogiche enormi senza essere minimamente smascherato. Il progredire del suo ragionamento è ai limiti della fanta-dialettica. Offre la cittadinanza onoraria, in qualità di sindaco di Salemi, alla signora Borsellino (vedova di Paolo) mostrando rispetto per il lavoro del marito. Salvatore e Rita Borsellino (fratelli di Paolo) legittimamente chiedono alla cognata di rifiutare quell'invito. I giornalisti chiedono a Sgarbi perchè mai i fratelli del magistrato ce l'abbiano con lui. La risposta è allucinante: "Perchè sono dei professionisti dell'antimafia come quelli denunciati da Sciascia tanti anni fa". Come, come? Sciascia nel 1987 accusò di professionismo dell'antimafia proprio Paolo Borsellino. Signor Sgarbi se, secondo il suo pensiero, Sciascia aveva ragione e quindi Paolo Borsellino sarebbe stato un professionista dell'antimafia, perchè offre la cittadinanza onoraria alla vedova dello stesso magistrato? se aggiungiamo che il signor Sgarbi ha più volte criticato (e diffamato) il giudice Caselli e il suo pool antimafia continuiamo a non capire. Il potere della parola e la notorietà non le danno il diritto di fare teatrino e intaccare l'onore di una famiglia che ha pagato un tributo molto alto alla libertà e alla democrazia italiana. Aveva annunciato che voleva dimettersi? lo faccia per favore. Le saremo molto grati. Viva Paolo Borsellino. Viva Gian Carlo Caselli. Abbasso i professionisti dello pseudo-garantismo all'italiana.
11 dicembre 2008
Distruzione della Giustizia a tavolino.I poteri forti sono in pieno lavoro. I vili burattinai del teatrino italiano stanno preparando l'assalto finale al sistema democratico. La Costituzione vergata con il sangue partigiano è sotto l'assedio dei nuovi padroni della Nazione. Il Regime è servito. In ogni settore. Nei confronti della giustizia, ad esempio, è in atto un processo di disintegrazione guidato da menti raffinate annidate nelle Istituzioni. Si permette alle procure sotto inchiesta di indagare sugli indagatori. Per gridare allo scandalo della guerra fra procure e legittimare trasferimenti, insabbiamenti e riforme esiziali. Coprendo la cloaca del connubbio tra politica, mafia e affari. La procura di Salerno è competente su quella di Catanzaro. Quindi ha diritto di indagare. La procura di Catanzaro invece non può indagare su Salerno. Se lo fa viola la legge. Se qualcuno ha da ridire sui giudici di Salerno deve rivolgersi alla procura competente e cioè a quella di Napoli. E allora perchè il CSM con inusuale prontezza mette sullo stesso piano le due indagini e trasferisce magistrati dalle due procure? che cosa ha scoperto De magistris di così mostruoso? come mai i media e i politici (tranne l'IDV) sono tutti concordi? stanno insabbiando. PRONTI ALLA RESISTENZA CIVILE!!!
05 dicembre 2008
I Poteri in fermento per bloccare De Magistris. Accadono miracoli istituzionali.I Potenti tremano ma agiscono. Loro non si rassegnano mai. Pensavano di averla fatta franca togliendo le indagini a De Magistris e trasferendolo. La Procura di Salerno, però, vuole vederci chiaro. Ed ecco che accadono i miracoli. Il Presidente "Morfeo" Napolitano si sveglia dal sonno quirinalizio e richiede gli "atti" dell'inchiesta. Con un atto senza precedenti. Arrogandosi un potere che non ha. Delegittimando, di fatto, l'inchiesta. Il vice-presidente del CSM Nicola Mancino riacquista la memoria. Sono lontani i tempi nei quali non riusciva a ricordare se avesse incontrato Paolo Borsellino prima della stage di via D'Amelio. Adesso ricorda immediatamente che la telefonata partita dal suo studio di Avellino verso l'imprenditore (indagato da De Magistris) Antonio Saladino non fu fatta da lui ma da un suo collaboratore. Misteri della memoria di Stato. Il fermento istituzionale contro l'inchiesta di Salerno è la prova della compattezza della Casta. La legge non è uguale per tutti: esistono gli intoccabili. Noi vigileremo e urleremo fino allo sfinimento la nostra sete di giustizia.
02 dicembre 2008
Giulio Cavalli sfotte i senza onore mafiosiIl dileggio dei mafiosi è un genere artistico caduto in disuso immediatamente dopo l'assasinio del suo inventore. Peppino Impastato, quando nessuno ancora pronunciava la parola mafia, ridicolizzava i boss e denunciava il malaffare politico-mafioso. Da Radio Aut spogliava i mafiosi dalla loro spocchia e li metteva a nudo dinanzi al popolo. La sua satira riusciva a penetrare il tessuto sociale. Onda Pazza innervosiva il potere. Era troppo fastidioso Peppino. I topi di fogna uscirono dalla cloaca e lo fecero esplodere. Impuniti pezzi dello Stato depistarono. Dopo 30 anni Giulio Cavalli da Lodi segue la via tracciata da Peppino. Dai teatri e da Radio Mafiopoli racconta riti e conviti mafiosi, parla ai boss e li riduce alla loro miserevole essenza. I mafiosi ci appaiono per quello che sono: uomini senza onore. Parassiti. Miserabili. Assassini. Giulio comincia a dare fastidio. I topi, infatti, sono già usciti dalle fogne per intimidirlo. Disegnano bare e minacciano il giullare.
14 novembre 2008
Vogliono tapparci la boccaPer chiudere il cerchio devono zittire la Rete. La voce dei bloggers liberi li spaventa. Le vergogne del regime e i silenzi dell'opposizione vengono giornalmente sputtanati dai blogs. Gli scagnozzi del condottiero di Arcore stanno riproponendo la norma imbavaglia-bloggers che il precedente governo non potè approvare a causa dell'opposizione ferma di Antonio Di Pietro. Siamo governati da gente medievale che vuole annientare le zone franche. Temono la libertà di pensiero. Siamo oppressi da una classe dirigente che è il tumore della Nazione. Il regime è in piena attività antidemocratica. Questo blog disobbedirà a qualsiasi legge vigliacca e liberticida che dovesse riguardarlo.
28 ottobre 2008
Qualcuno spieghi a Cossiga che infiltrare agenti provocatori è un atto criminale. Trovo sconcertante il silenzio di Napolitano. Le dichiarazioni eversive di Cossiga meritano la censura immediata da parte del garante della Costituzione. Quando il non-emerito era al Viminale scoppiarono scontri durissimi tra universitari e Forze dell'Ordine. Furono uccisi lo studente Francesco Lorusso e la diciottenne Giorgiana Masi. Vicino alle università furono inviati perfino i carri armati. La repressione fu dovuta alle provocazioni di agenti infiltrati su ordine del capo del viminale? Il signor Cossiga parli chiaro. Sul momento negò che il proiettile vagante che colpì a morte Giorgiana fosse stato esploso dalla Polizia. Successivamente, però, foto e testimonianze portarono all'identificazione di un poliziotto che in borghese si era infiltrato per fomentare disordini. Nel 2007 lo stesso ex presidente affermò di essere una delle cinque persone a conoscenza del nome dell'assassino. Sia chiaro: infiltrare i movimenti al fine di precostituirsi l'alibi per intervenire duramente picchiando e reprimendo con violenza i contestatori è un atto vile e antidemocratico. Indegno di un paese democratico. Ritengo necessario che la Procura apra un fascicolo e la Politica espella rapidamente il cattivo maestro dal Parlamento. Cossiga lasci le Istituzioni della Repubblica. Non abbiamo nostalgia delle terrorostiche strategie della tensione. Spero che gli studenti blocchino il paese e difendano la nostra libertà.
23 ottobre 2008
Il Duce di Arcore minaccia gli studenti. E' ora di dargli una lezione. Occupare tutto. Il Pinochet in salsa padana minaccia di inviare le forze di polizia per picchiare i giovani nei licei e nelle università. Ha deciso di reprimere il dissenso con la forza. Usa la violenza contro le idee. Spero che si fermi all'intimidazione e non violenti i nostri ragazzi. E' giunto il momento di formare un muro compatto contro la distruzione sistematica di ogni principio democratico. Il nano di ferro ha varcato il limite di sopportazione democratica. Bisogna reagire. Occupare tutto e subito a difesa della nostra libertà. Veltroni la smetta di dividere la sinistra. La responsabilità della deriva totalitaria è principalmente di chi non si oppone. Di chi permette lo scempio della Costituzione in silenzio. I parlamentari del centro-sinistra vadano a proteggere gli studenti con il proprio corpo. In attesa che Napolitano si desti e batta un colpo!
14 ottobre 2008
Adesso è ufficiale i cattivi erano Falcone e BorsellinoI comportamenti del governo di centro-destra e di parte delle Istituzioni sono univoci. Fino a qualche tempo fa ero dubbioso. Adesso è certo: Falcone e Borsellino erano il male. Il bene è rappresentato da Corrado Carnevale, giudice di Cassazione. Un giudice che voleva le carte a posto. Per un cavillo annullava le sentenze dei mafiosi. Ammazzava le sentenze. Processato per aver favorito la mafia. Condannato in appello. La Cassazione, però, annullava senza rinvio. Non si possono utilizzare per il giudizio le accuse riferite dai colleghi del trucidatore di sentenze perchè avvenute nel segreto della camera di consiglio. Per rispettare tale segreto, quindi, in camera di consiglio possono consumarsi impunemente anche degli omicidi? misteri della Cassazione... Il centro-destra ha varato ben due leggi ad-personam in suo favore: la prima nel 2004 per reintegrarlo in Cassazione e la seconda, in questi giorni, creando le condizioni perchè possa diventare nel 2010 Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione. Il signor Carnevale in alcune conversazioni intercettate affermava che Falcone e Borsellino fossero "i Dioscuri", "due incapaci, con un livello di professionalità prossimo allo zero". Riferito a Falcone "quel cretino", "faccia da caciocavallo", e poi "io i morti li rispetto ma certi morti no", "a me Falcone non è mai piaciuto", lo accusava di aggiustare i processi "per fregare qualche mafioso". Ai giudici confermò "io contro di loro ho una avversione che non è venuta meno nemmeno dopo che la mafia li ha ammazzati". Una vera e propria garanzia per la giustizia italiana. I signori del governo, gli onorevoli, gli eletti stanno operando attivamente affichè questo signore possa diventare il primo giudice d'Italia. Non ci sono parole. Solo emesi. Ma resistiamo.
02 ottobre 2008
Contrada torna a Palermo. Ogni tassello al proprio posto.Bruno Contrada è stato condannato, in via definitiva, a 10 anni di carcere per concorso esterno in associazione di tipo mafioso. Un reato particolarmente odioso se compiuto da un membro della Polizia di Stato e agente dei servizi segreti. Il suo nome evoca misteri insoluti. Adesso è un uomo malato e può tornare a Palermo. Agli arresti domiciliari. La mafia che favorì tradendo lo Stato ha compiuto stragi e annichilito un popolo. Si odono ancora le urla di dolore degli eroi trafitti dalle bestie mafiose. Si sente la puzza della complicità di molti pezzi delle Istituzioni alle mattanze. La sottrazione delle prove. Le mancate perquisizioni. I depistaggi. Le trattative. L'agenda rossa di Paolo. Il corpo polverizzato di Peppino e le pietre macchiate del suo sangue ignorate da chi indagava. Tradimenti miserabili. E poi il buio che avvolge la vergogna. Il silenzio e la finta indifferenza per favorire la dimenticanza. I fari che accecano.
Manifestazione Antimafia: "Santa Margherita di Belice, città contro la mafia. Quì i mafiosi non hanno cittadinanza" (3, 4 e 5 ottobre 2008 a Santa Margherita Belice - Ag)
24 settembre 2008
Pino Masciari deve stare zittoIl signor Mantovano, sottosegretario agli interni e presidente della commissione centrale di protezione, ha deciso di non proteggere più con una scorta armata il testimone di giustizia Pino Masciari durante i suoi spostamenti dovuti alla volontà di recarsi ad incontri pubblici organizzati da istituzioni, scuole, associazioni e gruppi sociali. Il governo italiano, in pratica, ha invitato Pino Masciari a stare in silenzio e a desistere dall'andare in giro per il mondo a raccontare la sua esperienza di imprenditore che ha denunciato i propri estorsori. Lo Stato intimidisce la sua opera di sensibilizzazione verso la legalità. Suonerebbe comica se non si trattasse di cosa tragica l' autorizzazione concessa allo stesso Masciari di potersi recare nelle diverse località con mezzi propri e senza scorta. Masciari va dove vuole. Non ha bisogno di chiedere il permesso. Ha solo bisogno di essere protetto dalla vendetta delle cosche. Masciari ha deciso di continuare la sua lotta. Adesso va in giro scortato volontariamente da ragazzi civili disarmati disposti a diventare scudi umani per proteggere un simbolo della legalità e della riscossa civile degli onesti contro l'arroganze della Ndrangheta e dei loro sodali politici. L'imprenditore calabrese ha permesso l'arresto di decine di appartenenti alle 'Ndrine. Loro non dimenticano. Adesso possono colpire Pino quando vogliono. Se questo dovesse accadere Mantovano sarà uno dei responsabili morali dell'omicidio.
20 settembre 2008
Notizie da mafiopoli(2° Parte)
...a mafiopoli succede anche che il sindaco di Comiso cancelli l'intitolazione a Pio La Torre dell'aeroporto cittadino che tornerà a portare il nome di Vincenzo Magliocco, generale dell'aeronautica morto in Spagna nel 1936. Secondo Giuseppe Alfano, sindaco di centro-destra della città, è "più giusto conservare una denominazione che fa parte da più di mezzo secolo della memoria collettiva della città"... Un anno fa Gianfranco Miccichè (Forza Italia), da presidente dell'Assemblea regionale Siciliana, si lagnava del fatto che aver chiamato l'aeroporto di Palermo "Falcone e Borsellino" trasmetteva una immagine negativa della Sicilia... Che classe dirigente, che politici, che idee... siamo commossi da tanto impegno contro la mafia...!?!