07 novembre 2007

In Calabria cacciano pure Monsignor Bregantini il vescovo anti - 'ndrangheta

Calabria abbandonata. La Calabria è sempre più sola. Dopo l'avocazione dell'inchiesta a De Magistris e l'azzeramento dei suoi collaboratori, è il turno del vescovo simbolo della lotta contro la 'nrdangheta. La Santa sede avrebbe deciso il suo trasferimento dalla diocesi di Locri a quella di Campobasso. E' una chiara manovra di accerchiamento rivolta contro i cittadini onesti della Calabria. Si stanno rimuovendo tutti i punti di riferimento positivi del popolo calabrese. Il tentativo è quello di far assopire e ridurre al silenzio la voglia di ribellione e di rinascita proveniente dai giovani calabresi. La Calabria deve rimanere sommersa dalla 'ndrangheta e dal malaffare. In silenzio. E così sia. I poteri occulti stanno dando prova di una grandissima pervasività e di una capacità notevolissima di "normalizzazione". RAGAZZI, SU' LA TESTA.
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05 novembre 2007

L'arresto dei Lo Piccolo è un successo delle forze dell'ordine e della magistratura, non certo dei politici.

L'operazione che ha portato alla cattura del presunto capo di Cosa Nostra siciliana, del figlio e di altri due pericolosi latitanti è la dimostrazione che la magistratura e le forze dell'ordine compiono con coraggio e dedizione il proprio dovere nella lotta alla mafia. Nonostante tutto. Nonostante la scarsità di uomini e mezzi. Nonostante le frequenti delegittimazioni provenienti dalla politica. Il vero anello debole della lotta alla mafia è il potere politico. Sordo dinanzi al grido di libertà proveniente dal popolo ed insensibile dinanzi allo strazio delle vittime e dei martiri della legalità. Grazie al loro impegno le procure in prima linea lottano con armi spuntate e senza neanche la benzina per le auto. Pochi magistrati. Procure importanti scoperte. Nessuna nuova legge veramente efficace. Si avverte un nuovo risveglio delle coscienze ma per i politici è tutto fermo, immutabile. Arroccati nelle loro poltrone si limitano ai complimenti. La questione del rapporto tra mafia e politica rimane un cancello spalancato e ci ricorda che la Sicilia è la terra del "Gattopardo".
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04 novembre 2007

Su De Magistris cala la normalizzazione istituzionale


Ogni tassello si pone al posto giusto.
Il mosaico si delinea con sempre maggiore chiarezza. Come sempre del resto accade in Italia. In silenzio e senza clamore tutto ciò che ruota intorno al magistrato De Magistris viene trasferito dalla propria sede o sollevato dall'incarico. Tutto secondo la tecnica delle "carte a posto". Tutto secondo la legge. Ma tutto così preciso e puntiglioso. Così perfetto. Così SOSPETTO. Dopo l'attività svolta da una serie di poteri che hanno stretto in una morsa il magistrato De Magistris defraudandolo, per la seconda volta, di una indagine, si è passati alla creazione del vuoto attorno a lui: è stato rimosso dal suo incarico alla procura di Catanzaro, infatti, Gioacchino Genchi, l'esperto nominato da De Magistris per l'inchiesta Why not; inoltre è stato promosso e trasferito, dalla compagnia di Policoro, il capitano dei Carabinieri Pasquale Zaccheo, colui che ha indagato per conto di De Magistris nella inchiesta "Toghe lucane". De Magistris è sempre più solo e delegittimato dalle istituzioni italiane. In balia delle belve, dei proiettili e delle bombe.

02 novembre 2007

I magistrati hanno il diritto e il dovere di parlare

La libertà di espressione del proprio pensiero è un diritto costituzionalmente garantito. Se un magistrato si accorge che forze più o meno occulte tentano di bloccare le proprie indagini o se si sente oggetto di pressioni indebite da parte di poteri forti deve denunciare pubblicamente tali tentativi. In questi casi i magistrati hanno il dovere di andare in televisione e parlare chiaro al popolo. Il silenzio rischia di precludere l'esistenza stessa dell' indagine e di mettere a rischio la vita del magistrato. Se i poteri che intervengono sono davvero forti significa che hanno le mani in ogni settore delle istituzioni. E allora come può un magistrato difendere le proprie indagini e salvare la propria vita? come può sentirsi sicuro chiuso nel silenzio del palazzo? l'unica via rimane la denuncia pubblica che obbliga i poteri pseudo-occulti a rallentare la propria azione. La continua delegittimazione nei confronti dei magistrati proveniente dai personaggi che incarnano le istituzioni aiuta questi poteri a completare il proprio sporco lavoro. Le intimidazioni subite dalla Forleo e da De Magistris sono un chiaro sintomo della probabile bontà del loro lavoro. Difendiamo i nostri magistrati. Prima che intervangano le pallottole.

28 ottobre 2007

Ecco come si paga il "pizzo"

Dal rapporto 2007 di Sos Impresa apprendiamo che il pizzo si conferma come il reato tipico della criminalità organizzata finalizzato a sostenere le famiglie, i clan, le ‘ndrine, assicurare uno stipendio ai picciotti, assistere i carcerati, pagare gli avvocati. Il pizzo garantisce la quotidianità dell’organizzazione, accresce il suo dominio, conferisce un sempre maggiore prestigio ai clan, misura il tasso di omertà di una zona, di un quartiere e di una comunità. E’ in questo senso che la mafia si fa Stato. Non solo controlla il territorio, ma risolve controversie, distribuisce lavoro e favori, elargisce raccomandazioni. Le forme estorsive classiche sono:
Il pagamento concordato: si paga una tantum all’ingresso (o subingresso) e si pattuiscono rate mensili (o settimanali), di solito, rapportate al giro d’affari dell’impresa, ovvero dei mq del negozio, a volte dal numero delle vetrine. Parliamo di pagamento concordato perché si assiste ad una sorta di trattativa di solito intessuta da un mediatore. In questo caso il pagamento del pizzo è considerato il male minore; stante la sfiducia nella denuncia. Nel settore dell’edilizia, uno dei più colpiti dal fenomeno estorsivo, si paga una quota a vano costruito. Negli appalti pubblici, invece il “pizzo” varia secondo dell’importo complessivo dell’aggiudicazione mediamente tra il 2% e il 3%. Il contributo all’organizzazione: periodicamente si presentano due o tre persone chiedendo contributi per varie ricorrenze, dalla festa del Santo Patrono al sostegno alla squadra di calcio locale. In alcuni casi in modo esplicito, si impongono dazioni per il sostentamento dei familiari dei carcerati, o per il pagamento delle loro spese legali. Le dazioni in natura: non deve essere assolutamente sottovalutata la voce dei contributi in natura. Non è solo questione di soldi, ma anche di prestigio. Una recente operazione a Palermo ha messo in luce che il titolare di un bar-ristorante doveva organizzare gratuitamente cerimonie nuziali e battesimi per i familiari dei mafiosi.

27 ottobre 2007

Presidente Miccichè l'emergenza mafiosa in Sicilia non è finita. Legga il rapporto di Sos Impresa.

Sos Sicilia. Il presidente del Parlamento Gianfranco Miccichè per rimediare alla sua dichiarazione secondo la quale è "triste" un aeroporto che si chiama "Falcone e Borsellino" dichiarò che "La Sicilia ha diritto di dichiarare finita l’emergenza mafiosa", "non sono più i tempi in cui c’era l’esercito. Noi siciliani dobbiamo cominciare a parlare delle cose positive". L'analisi del presidente è totalmente smentita dal rapporto: "Le mani della criminalità sulle imprese" elaborato da Sos Impresa. Emerge chiaramente che il fatturato dell' "Azienda Mafia" tocca i 90 miliardi di euro, il 6 % del PIL nazionale, pari a 5 manovre finanziarie; commercianti e imprenditori subiscono 1300 reati al giorno, quasi uno al minuto; la grande impresa italiana, impegnata nei grandi lavori pubblici preferisce venire a patti con la mafia piuttosto che denunciarne i ricatti; la mafia è fortissima e non conosce crisi. Allora presidente Miccichè l'emergenza mafiosa è finita? l'errore peggiore che le Istituzioni possano commettere è proprio questo: sottovalutare e ridimensionare la potenza mafiosa solo perchè in questo periodo non spara. La strategia dell'inabbissamento punta proprio a questo: ridurre il livello di attenzione sull'organizzazione. E' proprio in questi periodi che la mafia è più potente. Compie i propri affari, si infiltra nei gangli vitali delle istituzioni, corrompe, amministra e controlla il territorio. SIAMO IN PIENA EMERGENZA. Tutta l'economia del sud è pesantemente condizionata. Non esiste libertà di impresa. La mafia trae solo vantaggio da queste incaute dichiarazioni.

24 ottobre 2007

La democrazia italiana dilaniata dall'arroganza della Casta.

Il livello democratico in Italia si approssima allo zero. La cacciata di De Magistris è solo la punta dell' icesberg. Non si tratta di destra o di sinistra nè di singoli esponenti. La quasi totalità della classe politica interpreta il potere in modo prepotente e personalistico. Vanno avanti gli interessi delle cosche politiche dominanti. E' una continua spartizione. Si creano gli enti al solo fine della concessione di incarichi. Si sprecano i soldi pubblici per ingozzare i partiti e coltivare l'orticello di voti. Poi non è importante se il popolo soffre, è disoccupato, precario, non arriva alla fine del mese. La plebe non conta. Tanto il voto è condizionato dal clientelismo sfrenato. La povertà aiuta e la mafia pure. Per loro va bene un popolo che vive di stenti, controllato dalla mafia che vigila e reprime qualsiasi desiderio ribelle. I parlamentari oramai non si votano si designano. La partitocrazia ha dilaniato la democrazia. L'informazione deve essere conforme alle idee del sistema. Si imbavagliano giornalisti, la Rete, ultimo baluardo di libertà, diventa un nemico da controllare e ridurre al silenzio. Le leggi vergogna di berlusconiana fattura sono ancora in vigore legittimate, di fatto, da un centro-sinistra che avrebbe dovuto abbatterle in un secondo. Il conflitto di interessi ci guarda e sorride. Non che la Prima Repubblica fosse meglio. In quei tempi era bello governare, tutto era possibile bastava emettere debiti fino ad accumularne uno mostruoso che non ha eguali nel mondo democratico. I politici della Prima Repubblica ci hanno tolto il futuro. Quelli della Seconda la speranza e i sogni. Ed ancora oggi il voto decisivo è sempre quello del prescritto Andreotti. SVEGLIA. ALZIAMO LA TESTA.

19 ottobre 2007

Il Ministro Di Pietro paladino della liberta' dei bloggers e della Rete.

Giu' le mani dalla rete. L'informazione libera e' costantemente in pericolo. Il governo Prodi, per mano del sottosegretario alla presidenza Riccardo Franco Levi, ha presentato in Parlamento un disegno di legge volto a distruggere la liberta' dei bloggers. Si tratta di un disegno di legge puramente liberticida. Chiunque abbia un blog dovra' registrarlo al ROC, un registro dell'autorita' delle telecomunicazioni. Dovra' pagare bolli, produrre documenti, dotarsi di una societa' editrice ed avere un direttore responsabile iscritto all'ordine dei giornalisti. Incredibile. La verita' e' soltanto una vogliono imbavagliare i bloggers, chiudere l'informazione libera, tappare la bocca a chiunque si permette di criticare la Casta. Vogliono omologarci alla informazione di sistema propinata dai mass media tradizionali. Vogliono che il popolo sappia solo la loro versione dei fatti. Vogliono condannarci al silenzio. Solo il ministro Di Pietro si e' ribellato a questo sconcio. Ha dichiarato testualmente "Io faccio parte del Governo e mi prendo le mie responsabilità per non aver intercettato il disegno di legge, ma per quanto mi riguarda questa legge non passerà mai, anche a costo di mettere in discussione l’appoggio dell’Italia dei Valori al Governo". SU LA TESTA. DIFENDIAMO LA NOSTRA LIBERTA.

17 ottobre 2007

Cuffaro, il perseguitato.

S.O.S. SICILIA. La procura di Palermo ha chiesto 8 anni di carcere per il governatore della Sicilia Toto´ Cuffaro durante la requisitoria del processo che lo vede
accusato di favoreggiamento nei confronti di Cosa Nostra. I lavori del Parlamento siciliano sono bloccati da continui rinvii per la permanente assenza dei deputati regionali. La voragine della sanita isolana, che inghiotte i soldi del popolo siciliano restituendo servizi pessimi, non accenna a diminuire. In tutto questo il nostro bravo Presidente sta cercando di sfruttare ad arte una mera questione di dialettica interna alla procura chiedendo lo spostamento del processo in altra sede. Utilizzando la legge Cirami di Berlusconiana memoria, ovviamente. Un tentativo di spacciarsi come un perseguitato dalla giustizia per ottenere l´ azzeramento del processo. Le forze che sostengono questo governo regionale dovrebbero trarre le conseguenze politiche da quanto accade. Bisogna mettere fine a questa farsa. Il risultato di questo gioco e´molto pesante e porta ad un aumento delle sofferenze del popolo siciliano. Costretto a subire l´avanzare della poverta´, a vedere sempre piu´ giovani lontani dalla propria terra in cerca di un lavoro dignitoso, ad avere servizi indecenti ed a vivere l´umiliazione della mafia.

10 ottobre 2007


Micciche' si dimetta. Ha pronunciato parole indegne.

S.O.S. Sicilia. Le parole del presidente dell' assemblea regionale siciliana sono SCONCERTANTI. In intervento pronunciato, durante una conferenza tenuta a Bivona [Agrigento], riferendosi al problema della frequente identificazione tra la Sicilia e la mafia, ha affermato che ''Noi trasmettiamo sempre un messaggio negativo. Ad esempio, se qualcuno, in viaggio per Palermo in aereo, non ricorda che l'immagine della Sicilia e' legata alla mafia, noi la evidenziamo subito gia' con il nome dell'aeroporto''. Signori miei sapete come si chiama l'aeroporto di Palermo??? Falcone e Borsellino. Si vergogni e vada a casa. Non servono le sue scuse tardive. Le sue parole non sono ''infelici'' ma ''indegne''. Come vuole che lo chiamiamo l'aeroporto... Cuffaro e Micciche' le va bene? Vuole ripulire l'immagine della Sicilia cancellando i martiri dell'antimafia??? cancelliamo anche i nomi dalle piazze e dalle vie intestate a Impastato, Falcone, Dalla Chiesa, Borsellino, Chinnici, Livatino e alla infinita lista di eroi caduti per difendere l'onore e la dignita' della Sicilia che lei ha calpestato pronunciando queste parole??? Davvero non prova vergogna a rimanere seduto sulla poltrona di rappresentante del popolo siciliano??? Signor Micciche' l'immagine della Sicilia non si ripulisce cancellando la memoria degli Eroi ma cancellando la mafia. Azzerando una classe politica insignificante, apatica e troppo spesso collusa. Una classe politica che non ascolta le lezioni sulla lotta alla mafia suggerite da chi ha perso la vita per lottare contro questo cancro maligno. Dopo avere udito le sue parole le dico con chiarezza che lei non ci rappresenta. Si dimetta. Liberi le istituzioni dalla sua presenza. Il popolo la ringraziera'.

05 ottobre 2007

Nessuno Tocchi Santoro

La Casta non tollera l'informazione. Loro sono abituati alle domande compiacenti. Ai falsi giornalisti lacche' dei potenti. Ai maggiordomi semipiegati della pseudo-informazione. Nessuno si azzardi, questa volta, a toccare i giornalisti veri. Al sud chi decide di fare il giornalista sul serio rischia costantemente la vita e deve abbandonare la propria terra. Esemplari i casi di Lirio Abbate e Roberto Saviano. In televisione ai tempi di Berlusconi I Giornalisti furono sbattuti fuori dalla televisione. Si seguiva l'insegnamento di Craxi. Adesso Prodi critica Anno Zero sulla base dei commenti degli altri. Senza neanche aver visto la trasmissione. Il potere minaccia l'Informazione. Si preparano editti, limiti, sanzioni... Lor Signori non hanno ancora capito nulla. I tempi sono cambiati. Fatico a credere che siate cosi' stupidi da non capire che non vi consentiremo di continuare ad oltraggiare la nostra liberta'. Giu' le mani dall' Informazione. Giu' le mani dalla Magistratura. Il popolo ha capito che ha il dovere di difendere la democrazia. La piazza e' pronta a cacciarvi a calci questa volta. Qui' Controinformazione Libera.

03 ottobre 2007

Cuffaro parla piu' di quanto bacia?

A proposito di sprechi e di casta. L'ufficio stampa della presidenza della regione siciliana ha 23 addetti all'ufficio stampa. Proprio in questi giorni le due ultime assunzioni. C'e' posto per un altro addetto. Il nostro generoso parlamentino siculo, infatti, nell'era del "cuffarismo" e' intervenuto per innalzare da 8 a 24 i posti disponibili. Prima delle elezioni del 2006 Cuffaro ha esercitato il suo diritto divino ed ha assunto tutti i portavoce degli assessori uscenti. Rigorosamente senza alcun concorso pubblico. Per chiamata diretta. Lo consente una legge regionale. Contratto a tempo indeterminato di 3800 euro mensili al netto delle tasse. 300 mila euro l'anno il costo per la regione. Facciamo qualche paragone: la Lombardia ha 13 addetti stampa, la Campania 10, la Puglia 4, Palazzo Chigi 10, il Quirinale 3. Ma che avra' da dire di cosi' importante il nostro Governatore? certo se parla piu' di quanto bacia occorreranno nuove assunzioni... Un esercito di giornalisti pagati dai cittadini per raccontarci cosa? che la mafia fa schifo? tutto questo in una regione che per recuperare soldi ha intenzione di chiudere tantissime guardie mediche lasciando molti piccoli paesi sforniti di qualsiasi presidio sanitario. VERGOGNA.

25 settembre 2007

TUTTI A CATANZARO CON DE MAGISTRIS

Giù le mani dal sostituto procuratore De Magistris. Lasciatelo lavorare. Non è ammissibile che un magistrato venga trasferito solo perchè indaga, in modo trasversale, sui politici italiani. Il popolo calabrese si mobiliti a sua difesa. I politici non hanno ancora capito nulla. Non hanno imparato la lezione. Grillo non gli è bastato? Le piazze si riempiranno ancora nei prossimi mesi. Il popolo ha il dovere di difendere la democrazia. Leggete l'articolo di M. Travaglio. Guardate l' intervista (allucinante) al magistrato.

23 settembre 2007

Marco Travaglio ci spiega la differenza tra Berlusconi e il liberismo

Lecco, 19 settembre 2007. Conferenza sulla Lista Civica nazionale. Il giornalista più "scomodo" d'Italia, Marco Travaglio, con la sua tagliente ironia dimostra come Berlusconi sia agli antipodi del liberismo: "Berlusconi non ha privatizzato nemmeno un canile", "se arriva il liberismo in Italia Berlusconi va in galera e gli levano tutto", "negli Stati Uniti chi falsifica i bilanci va in galera da un minimo di 25 anni ad un massimo di 40, mentre in Italia la pena massima per il falso in bilancio è, appunto, la presidenza del consiglio, infatti, Berlusconi è diventato presidente del consiglio". Travaglio come al solito delizia la platea, con le sue argomentazioni puntuali e ben documentate, il pubblico applaude. Le telecamere di Ribera Online erano presenti ed hanno ripreso la scena per voi.

18 settembre 2007

I politici terrorizzati da Beppe Grillo. Che spettacolo!

La classe politica italiana vive ore di angoscia. Sono nel panico più totale. Non sanno come prenderlo. Soprattutto non hanno idea di come fermarlo. Il "Grillo" nazionale li sferza tutti i giorni con l'ironia e la forza delle argomentazioni. Loro reagiscono in modo scomposto: litigano, urlano, propongono tagli ai loro sprechi. Che spettacolo vederli annaspare nel loro brodo. Un brodo fatto di corruzione, ipocrisia, mafia, egoismi, prepotenze e privilegi. Vivono nel lusso sfrenato. Utilizzano i soldi dello Stato per fini ludici privati. Sono arrivati ad un delirio di potenza tale da arrogarsi il diritto di designare i parlamentari. Sorvolando sulla democrazia. Nel silenzio abberrante del sistema informativo tradizionale. Purtroppo per loro esistono Grillo, Travaglio, Ricca, Stella, Abbate, Gomez, Beha, S.Guzzanti, M. Gabanelli e tanti altri che fanno molto bene il loro mestiere. Esiste anche la Rete. Sono fregati perchè hanno capito che non possono controllare più in modo assoluto le notizie. Le informazioni, quelle vere, girano. Possiamo cercarle su internet. Alla faccia di Vespa. Rido nel vederli alle corde. Rido nel vedere il loro goffo tentativo di rimediare alle loro colpe. Rido nel vederli schiacciati da un comico. Ma torno serio nel vedere ancora 24 condannati seduti in Parlamento. Andate a casa. Togliete il disturbo. Così posso tornare a ridere.

13 settembre 2007

Forgione: "La precarizzazione è il brodo di coltura delle mafie"

Vogliamo proporvi un passaggio molto interessante di un discorso pronunciato dal Presidente della Commissione Antimafia Francesco Forgione. Da un luogo simbolo, quale è la pizzeria di Giovanni Impastato, Forgione invita il Presidente del Consiglio Prodi a smetterla di lanciare appelli "ecumenici" ai giovani del sud perchè si ribellino alla mafia. Per Forgione sono necessarie politiche pubbliche che aggrediscano i problemi sociali quali la disoccupazione di massa e la precarizzazione: "brodo di coltura nel quale le mafie esercitano la loro egemonia". Non si risolve nulla soltanto con gli appelli etici. Quì c'è bisogno di una rottura "anche nella politica".

Lirio Abbate: " Io so, noi sappiamo chi sono i mafiosi e gli amici dei mafiosi o i loro protettori "

Il giornalista Lirio Abbate dice: "Io so, noi sappiamo chi sono i mafiosi e gli amici dei mafiosi o i loro protettori. Non ho, non abbiamo bisogno di attendere una sentenza o la parola della Cassazione o un'inchiesta giudiziaria perché penso che, prima della responsabilità penale, sempre eventuale, ci sia una responsabilità sociale e politica accertabile. Se il deputato, il consigliere regionale, l'assessore, il primario, il professore universitario se ne vanno in giro con il mafioso è un fatto. Si conoscono, passeggiano sottobraccio, si baciano quando s'incontrano. È soltanto accuratezza non rinviare ai tempi di una sentenza quel racconto. È il mio lavoro dirlo ora, subito. Non sono una testa calda, non sono un estremista, sono un cronista e credo che il mio impegno sia stretto in poche parole: raccontare quel che posso documentare".

Ecco la differenza tra uno come Lirio Abbate e molti segretari di partito. Abbate rischia la vita e vive blindato per scovare gli amici dei mafiosi. I nostri politici, invece, candidano gli stessi amici in posti di potere. Paolo Borsellino aveva chiesto ai politici di fare pulizia nei confronti di chi "appare" vicino alla mafia senza bisogno di aspettare i processi e le condanne (Guarda il video).
Borsellino è stato ucciso. Lirio Abbate è sotto costante minaccia. E loro si ingrassano nei privilegi di una casta indegna. Meritano il disprezzo del popolo.

11 settembre 2007

Grillo spaventa i politici

Il Vaffanculo-day è stato un evento strepitoso. Beppe Grillo ha riempito le piazze italiane con il solo aiuto di internet: la vera informazione libera. Il popolo in fila per firmare la legge di iniziativa popolare: cacciare i parlamentari condannati, via dalla poltrona dopo due legislature, ripristino della preferenza diretta.

I politici hanno visto un popolo senza bandiere di partito che si ribellava contro la casta. Un comico affrontare i problemi seri del paese.Una novità. Non sanno come fermarlo adesso.

In attesa vomitano la solita retorica neo-conservatrice difensivistica bollando tutto come: "qualunquismo", "populismo", "demagogia", "giustizialismo", "antipolitica"...


Parole vuote e inappropriate.

Il signor Casini aggiunge che "è la più grande delle mistificazioni". Un nuovo termine insignificante da aggiungere alla retorica della casta.

Ci sono 24 parlamentari condannati in via definitiva seduti in Parlamento. E' mistificatorio volerli cacciarli a pedalate?

per noi le mistificazioni sono altre, ad esempio:

"Il Presidente della Camera, Casini, ha telefonato oggi al senatore Dell'Utri a cui ha espresso i sensi più profondi di stima e amicizia".
( in piena camera di consiglio del Tribunale di Palermo nel processo a carico di Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa, dalla quale i giudici usciranno 10 giorni dopo con una condanna a 9 anni),

oppure:

"Posso sbagliare ma, nella mia responsabilità politica, ritengo che Salvatore Cuffaro sia una persona perbene e dunque lo candideremo alle elezioni".
(Pierferdinando Casini, presidente della Camera, dopo il rinvio a giudizio di Cuffaro da parte del Tribunale di Palermo per favoreggiamento alla mafia, 7 febbraio 2006).

05 settembre 2007

Confindustria mandi via i carnefici e non le vittime

Non esiste un dovere del cittadino ad essere un EROE. Chi paga il pizzo è una vittima del sistema politico-mafioso. Chi non paga e denuncia è un eroe. Le conseguenze di una tale scelta sono infatti la morte o una vita blindata vissuta all'insegna della paura di morire. Che risultato produrrebbe una simile norma? una blindatura completa del racket. Si creino incentivi e premi per gli "eroi" al massimo. Confindustria, al posto di cercare pubblicità e prendersela con i più deboli e indifesi, cominci a fare pulizia seria all'interno della propria organizzazione mandi via a calci nel culo nell'ordine: condannati per mafia, evasori del fisco, truffatori, taroccatori di bilanci... cosa ci fanno pagatori di tangenti ai vertici di grosse banche ed aziende? Il caro Prodi al posto di chiedere "l'aiuto dei giovani del mezzogiorno" nella lotta alla mafia, emani i decreti legge che i magistrati e le associazioni antimafia chiedono da tempo . Il Presidente della Repubblica Napolitano, tra una lettera di risposta e l'altra, trovi il tempo per un messaggio ufficiale alle Camere che sferzi i partiti che si ostinano a dare spazio e potere a politici corrotti ed indagati per mafia. Nel maggio del 1993 Papa Woityla, ad Agrigento, urlò contro i mafiosi... sono passati più di 14 anni... la Chiesa batta un colpo!

30 agosto 2007

Lirio Abbate contesta la pratica di nominare amministratori indagati per mafia come a Palermo...

Lirio Abbate è un giornalista siciliano che vive sotto scorta a causa di minacce e intimidazioni mafiose subite dopo aver scritto il libro "I Complici, tutti gli uomini di Bernardo Provenzano da Corleone al Parlamento". Come al solito chi denuncia e sta dalla parte della legalità è costretto a nascondersi e vivere una vita blindata. I boss mafiosi, invece, vivono tranquillamente nella propria casa. In questo video girato a Cinisi, nella pizzeria di Giovanni Impastato, il giornalista si chiede come è possibile che "...in giunte comunali chiamano persone esterne che sono indagate per concorso esterno in associazione mafiosa, che sono andati a braccetto con i mafiosi... te li trovi a fare gli assessori alla sanità a Palermo. E' una cosa vergognosa.... non è stato eletto dalla gente, non è stato eletto dai palermitani però... vogliono metterlo dentro questa amministrazione per forza...". Ricordiamo un insegnamento di Paolo Borsellino: un politico, al sud, non basta che sia onesto ma deve anche apparire onesto.

GUARDA IL VIDEO

23 agosto 2007

Giovanni Impastato lancia un messaggio di speranza e di concretezza

A margine della conferenza di Cinisi, Giovanni Impastato ha parlato alle telecamere di Ribera Online, pronunciando parole importanti e piene di significato. Impastato parla di un nuovo concetto di antimafia "che parta dal basso, dai bisogni della gente". Propone la realizzazione di una grande manifestazione nazionale antimafia a Cinisi, il 9 maggio del 2008, in occassione del trentennale dell'assassinio del fratello Peppino, grande ed indimenticato eroe che contrastò e sbeffeggiò i mafiosi del tempo. Ci parla di "ristabilire un minimo di legalità" in una Sicilia la cui classe politica è "totalmente collusa con la mafia". Continua attaccando la vergogna tutta italiana di un parlamento pieno di indagati e condannati per gravi reati: "questa gente deve essere buttata fuori dal Parlamento". Ci parla degli ostacoli alla legge sulla confisca ai beni mafiosi. "Il nostro obiettivo principale è quello di sconfiggere definitivamente la mafia perchè non ne possiamo più". Un Giovanni Impastato deciso e concreto che lancia una sfida alla politica ed alle istituzioni. Un video-messaggio da ascoltare con attenzione. Onore a Peppino!

Guarda il video (Pubblicato anche da beppegrillo.it)

21 agosto 2007


Forgione "invita" Montezemolo a cacciare gli imprenditori mafiosi dalla Confindustria

Iniziamo il reportage della conferenza organizzata a Cinisi da Giovanni Impastato. Il presidente della commissione antimafia Forgione scalda la platea con un intervento molto accalorato. Invita la magistratura a distinguere fra politici e politici: "Io onestamente non mela sento di essere accomunato a tutto il fecciume che anche nella politica c'è". Ma la parte più interessante dell'intervento riguarda la stoccata riservata al presidente di Confindustria Montezemolo: "il quale non ha espulso da Confindustria uno solo degli imprenditori che sono stati condannati per mafia". Davvero? come è possibile una cosa del genere? Il Signor Luca Cordero ci faccia sapere la sua opinione... e cominci a pensare alle proprie dimissioni!!!

Guarda il video (Pubblicato anche da beppegrillo.it)

"Pizzini, Veleni e Cicoria" a Cinisi

Il 17 agosto nella pizzeria Impastato di Cinisi si è svolta la conferenza per la presentazione del libro "Pizzini, Veleni e Cicoria" scritto dal Procuratore Nazionale Antimafia Pietro Grasso in collaborazione con il giornalista Francesco La Licata. Oltre agli autori erano presenti il presidente della Commissione Parlamentare Antimafia F.Forgione, il vice-presidente B.Lumia, il giornalista L.Abbate, il presidente di Libera Don L.Ciotti. Una serata organizzata in modo eccellente da Giovanni Impastato che ha introdotto i lavori. Durante la conferenza sono emerse pesanti accuse alla politica ed all'economia ma anche concrete proposte per l'avvio di una guerra seria alla mafia. Nei post successivi analizzeremo i contenuti della conferenza con foto, filmati, interviste e commenti. Un avvertimento: non mancheranno le sorprese. Seguiteci.

02 agosto 2007

IL test antidroga di Casini è una colossale presa in giro

La sceneggiata del test antidroga organizzato dall'UDC è un insulto vergognoso all'intelligenza degli italiani. Un test volontario, annunciato con largo anticipo ed in grado di rilevare il consumo di droga avvenuto soltanto negli ultimi giorni. Bella presa per il culo. Un parlamentare drogato poteva benissimo sospendere l'assunzione di droga qualche giorno prima del test, sottoporsi all'analisi e divulgare pubblicamente la propria non-positività, subito dopo poteva ricominciare con i festini a base di puttane e coca. Con il risultato di essersi precostituito una falsa verginità dinanzi al popolo. Casini è riuscito a creare un escamotage per ripulire l'immagine della peggiore classe politica mai stata al potere. Signor Casini i test antidroga hanno senso soltanto se resi obbligatori ed effettuati a sorpresa. Potevate, quanto meno, sottoporvi all'esame tricologico del capello. In questo caso i risultati avrebbero rilevato l'uso di droga in un periodo di tempo molto più ampio. La trasmissione "Le Iene" era riuscita a dimostrare il largo uso di coca e marjiuana in parlamento. Loro sono sotto processo ed i parlamentari possono continuare ad usare droghe senza nessun problema. Andate a casa.

31 luglio 2007


IL Moralismo puttaniere del centro-destra italiano

L'onorevolissimo deputato dell'UDC, nonchè marito e padre di famiglia, Cosimo Mele, mentre i suoi colleghi deputati stavano in aula a votare la legge sull'ordinamento giudiziario se la spassava con due prostitute eccitate di cocaina. Una delle squillo finisce strafatta in ospedale ed il povero deputato è costretto a dimettersi dal partito. Non da parlamentare, però, sennò chi gliele paga le allegre donnine?. Con i soldi dei contribuenti ed in pieno orario di lavoro in un festino hard. E noi paghiamo. Ma il bello deve venire. Il segretario dell'UDC, Lorenzo Cesa, prescritto per corruzione, accetta le dimissioni ma osserva che la "vita del parlamentare è molto dura", "la solitudine è una cosa molto seria", "si fanno tante polemiche sui compensi dei parlamentari ma bisognerebbe trovare il modo di ricongiungere le famiglie". Dobbiamo pagargli pure le scopate familiari? agli emigrati chi le paga le ricongiunzioni carnali? Io penso che la soluzione migliore sia quella di cacciarvi a calci in culo, in blocco. L'Udc è un partito pieno di risorse: divorziati contrari al divorzio, conviventi more uxorio contrari ai pax, difensori delle radici cristiane dell'occidente che vanno in festini a base di sesso e coca. L'ipocrisia regna sovrana. La Casta dei politici continua la propria vergogna.

24 luglio 2007

La politica italiana è una vergogna continua. Tutti contro Clementina Forleo.

Chi tocca i politici muore. E' iniziata una schifosa campagna diffamatoria tesa a screditare il lavoro del magistrato Clementina Forleo rea di indagare sulle connessioni tra i furbetti del quarterino e i furboni della politica. I parlamentari di questa legislatura non meritano nessuna immunità politica perchè non sono stati eletti democraticamente dal popolo ma designati dai partiti. Designazioni spesso vergognose che hanno portato alla composizione di un parlamento intriso di condannati ed indagati per reati gravissimi. Se avete ancora un briciolo di dignità autorizzate la magistratura ad utilizzare le intercettazioni ed attendete che la giustizia faccia il proprio corso. Di che avete paura? se siete innocenti avrete modo di chiarire la vostra posizione, in caso di condanna rimarrete al vostro posto come molti vostri colleghi pregiudicati. La storia avrà un giudizio molto duro sull'attuale casta dei politici.

19 luglio 2007

15 anni fa la feccia mafiosa uccideva Borsellino e la sua scorta

L'onorata società dei cani mafiosi uccise Paolo Borsellino sotto casa della mamma. Dopo tanti anni i misteri sulla strage non sono stati svelati. Perchè in via D'Amelio non era stata disposta la zona rimozione? eppure nella stessa via era stato scoperto, da poco, un covo della mafia, c'era un oggettivo pericolo sulla vita del magistrato, lo stesso Borsellino aveva confidato ad un amico: "è arrivato in città il carico di tritolo per me". Perchè fu archiviata l'indagine relativa alla pista del castello Utveggio? da quel luogo partirono ,subito dopo la strage, delle telefonate dal telefono clonato di Borsellino verso quello del funzionario del sisde Contrada. Dov'è finita la sua agenda rossa? 48 ore prima della strage borsellino incontrò l'ex senatore Mancino? di cosa parlarono? In questi giorni è stata aperta una indagine sul presunto coinvolgimento di servizi segreti deviati. Lo stato ha il dovere di reagire e portare giustizia in Sicilia. Non c'è impegno da parte della politica. Secondo Borsellino chi, nelle regioni del sud, era sospettato di avere rapporti con la mafia avrebbe dovuto abbandonare la politica. Nessuno ha mai ascoltato il suo consiglio. Guarda il video tratto da "Lezione sulla mafia".

16 luglio 2007

Salvatore Borsellino denuncia lo scarso impegno dello stato contro la mafia.

Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, afferma che sono tante le domande senza risposta sulla strage di Via D'Amelio. In una lettera aperta chiede conto dei tanti silenzi e misteri irrisolti sulla strage ed alla fine lancia un accorato appello: " Di quante altre stragi, di quanti altri morti avremo ancora bisogno perché da parte dello Stato ci sia finalmente quella reazione decisa e soprattutto duratura, come finora non è mai stata, che porti alla sconfitta delle criminalità mafiosa e soprattutto dei poteri, sempre meno occulti, a essa legati?". "Di quante altre stragi avremo bisogno - aggiunge - perché venga finalmente rotto quel patto scellerato di non belligeranza che, come disse il giudice Di Lello il 20 Luglio del 1992, pezzi dello Stato hanno da decenni stretto con la mafia e che ha permesso e continua a permettere non solo la passata decennale latitanza di boss famosi come Riina e Provenzano ma la latitanza e l'impunità di decine di 'capi mandamento' che sono i veri padroni sia di Palermo che delle altre città della Sicilia".

14 luglio 2007


Il Parlamentare Previti ri-condannato in Cassazione

E sono due. La Cassazione conferma la condanna ad un anno e sei mesi per la vicenda "Lodo Mondadori". Pena che si aggiunge ai sei anni presi per la vicenda "Imi Sir". Il tribunale di sorveglianza ha provveduto a revocare l'affidamento ai servizi sociali ed ha disposto gli arresti domiciliari. La giunta per le elezioni della Camera, in questi giorni, ne ha finalmente
proposto la cacciata dal Parlamento. Nonostante tutto questo il centro-destra lo difende a spada tratta. Sarebbe ora che i politici imparassero a rispettare SEMPRE le sentenze della giustizia italiana, al posto di fomentare odio contro i giudici. Il decaduto pluricondannato Previti lasci il parlamento italiano al più presto, siamo stufi di questa tragica farsa sulla pelle del popolo italiano.

12 luglio 2007

Appello di Piero Ricca ai Bloggers LIBERI

Ribera Online dà voce a Piero Ricca

" Evviva!
Mentre pieroricca.org riposa, entra in gioco quimilanolibera.net .
Non poteva esserci migliore esordio per il sito che avevamo immaginato come punto di riferimento delle iniziative del gruppo Qui Milano Libera.
La libertà di parola è un vizio, una droga potentissima che crea assuefazione. Sono passate 48 ore scarse da quando il maresciallo Zorzo del nucleo speciale antifrodi telematiche della finanza mi ha notificato l’avvenuto sequestro del blog, e mi sembrano un’eternità
In questi due giorni ho messo a fuoco il tortuoso iter del provvedimento preventivo e punitivo. Ed è questo:

- Fede mi querela per diffamazione a Roma. .
- Il Pm Saieva non lascia dormire il fascicolo e, riconoscendo nella querela, gravi elementi di colpevolezza a mio carico, adempiendo alla richiesta del querelante, chiede al Gip l’oscuramento del nostro video su youtube, relativo alla piazzata con Fede, e del mio blog per impedire la perpetuazione del reato oggetto di querela. Periculum in mora, credo che si chiami in gergo.
- Il Gip dispone l’oscuramento solo degli articoli che parlano di Fede, oltre che del video di youtube
- Entra in scena il maresciallo Zorzo, che con un collaboratore da Roma si reca a Sarzana (La Spezia) e bussa alla porta della società che mi tiene on line il blog. Acquisiscono il mio indirizzo e il mio numero di telefono. Oscurano un solo articolo che parla di Fede e relativi commenti. Cambiano le mie chiavi di accesso al blog, impedendomi di pubblicare nuovi contributi
- Poi vengono a Milano. Per strada mi telefonano. La vicenda che mi raccontano mi sembra così assurda che penso allo scherzo dei soliti amici buontemponi. Tant’è vero che dopo un paio di telefonate e sms, gli rispondo: mi dispiace maresciallo, parlo solo con i generali.
- Dopo una verifica, capisco che la cosa è reale, ancorché poco seria. Ricevo il maresciallo con un suo collaboratore al bar sotto casa. Vengo identificato. Mi notificano il sequestro.
- Chiedo perché mai mi impediscano di scrivere, visto che la censura preventiva non è prevista dalle leggi. Il maresciallo Zorzo mi risponde che, data la struttura tecnica del mio blog, per impedirmi di ripubblicare o modificare quel post incriminato e oscurato, ha dovuto cambiare la password.
- E aggiunge: solo così ho evitato l’oscuramento totale del blog.
- Naturalmente il nucleo speciale non è in grado di togliere il nostro video da youtube. E non si cura del fatto che l’innocuo articoletto censurato, di presentazione del video, è reperibile agevolmente su google
- In queste ore il mio avvocato e fratello Mino Ricca (che l’ha già spuntata con il Puffone e ringrazio anche qui per la sua disponibilità) sta cercando un contatto con il pubblico ministero Saieva per vedere se, alla luce della dichiarazione del maresciallo Zorzo, e mediante un mio impegno scritto a non ripubblicare il post incriminato, è possibile sbloccare il blog, che peraltro il medesimo pubblico ministero aveva chiesto di oscurare totalmente
- In caso negativo ho già pronta una formale richiesta di dissequestro
- Domani, inoltre, querelo Emilio Fede

Questo per ora è tutto. Vi terrò informati.

Questa sera tutto confermato: si festeggia Qui Milano Libera e la querela al parco Solari di Milano, dalle ore 19 in avanti, vicino alla fontana. Chiunque venga in pace sarà gradito ospite. Meglio se porta da bere". (Piero Ricca)

11 luglio 2007

Ribera Online solidale con Piero Ricca

Emilio Fede fa sequestrare il blog di Piero Ricca. L'informazione è sotto assedio. Si moltiplicano i segnali di intolleranza contro chi fa vera informazione in Italia. L'editto bulgaro di Berlusconi, il disegno di legge imbavaglia-giornalisti ed adesso la chiusura di un blog che si distingue nella contestazione motivata dei potenti. In attesa che la giustizia faccia il proprio corso e Ricca possa ritornare a manifestare il proprio pensiero pubblichiamo una sua lettera inviata agli amici in rete:

CARI AMICI, NON POSSO AGGIORNARE IL BLOG.

Mi è stato chiuso con atto della procura di Roma, un 'sequestro preventivo' notificatomi alle 14,00 di oggi da due agenti della guardia di finanza del nucleo speciale contro le frodi telematiche, venuti da Roma. Il sequestro proviene da una querela per diffamazione presentata da Emilio Fede nei miei confronti per la famosa contestazione al circolo della stampa.
Con il medesimo provedimento hanno cancellato un mio post relativo alla vicenda Fede e i commenti in calce. Non hanno potuto, per motivi tecnici, togliere il video da youtube.
Naturalmente farò immediata richiesta di disequestro.
Intanto posso solo scrivere queste righe in questa sede. Fra poco manderò un comunicato ai siti amici, e vi chiedo fin d'ora di farlo girare.
Con Fede ce la vedremo in tribunale, magari davanti a uno dei magistrati diffamati e spiati negli anni del governo del suo datore di lavoro. E continueremo a criticare lui e i suoi simili sulla pubblica piazza, in nuove manifestazioni di dissenso.
Nessuno riuscirà a sequestrare la libertà di espressione, mia e degli amici di Qui Milano Libera e del blog: questo è certo.
Grazie a tutti.
A presto, Piero

03 luglio 2007

La Corte dei Conti boccia pesantemente il governo Cuffaro

Lo "stipendificio" della Regione è cresciuto enormemente tanto da raggiungere un "sovradimensionamento persistente dell'organico". Le strategie seguite riguardo l' assunzione dei precari hanno finito " per tradursi in una perdita di professionalità, dal momento che si tratta di personale assunto senza il filtro del concorso pubblico". La Corte sottilinea una scandalosa anomalia: l'altissimo numero dei dirigenti: un "graduato" ogni 5 dipendenti. La sanità? Fuori controllo. Nonostante il blocco delle assunzioni registra 2069 dipendenti in più rispetto al 2005. "Imbarazzante" viene definito il ricorso alle consulenze esterne da parte delle Ausl: una spesa di 4,3 milioni di euro. I fondi europei di Agenda 2000? "Impegnata appena la metà" ed "all'occasione perduta" la relazione della Corte collega lo spaventoso dato Istat della povertà relativa in Sicilia: salita al 30,8 % nel 2005. Tutto questo merita una riflessione profonda sulle condizioni della pseudo-democrazia in Sicilia. Una politica del genere condiziona tutte le competizioni elettorali dell'Isola.

25 giugno 2007

La mafia voleva "scippare la testa" ai "cani sciolti"

L'indulto ha provocato l'uscita dal carcere di troppi "scappati di casa" che non rispettano le regole di Cosa Nostra e infastidiscono con furti continui gli imprenditori che pagano regolarmente il "pizzo". Per questo motivo alcuni boss del palermitano avevano deciso di dare una lezione a questi "cani sciolti". La lezione consisteva nella loro eliminazione fisica. A questo punto sono intervenuti i Carabinieri che hanno arrestato i boss. La testa dei "cani sciolti" è salva. Quella dei siciliani un po meno. In Sicilia, infatti, si conferma l'assoluto predominio della mafia che impone tributi, li riscuote e assicura la sicurezza delle aziende che pagano. Chi non rispetta le regole viene ucciso. Un vero e proprio potere statuale dotato di effettività. La magistratura e le forze dell'ordine operano con impegno e pochi mezzi, rischiando costantemente la propria vita. E i nostri politici che fanno per riprendere il controllo della Sicilia? ignorano il problema, imbavagliano i giornalisti, varano leggi a difesa della loro casta. Continuano a tollerare in silenzio usufruendo dei voti dei mafiosi all'occorrenza.

20 giugno 2007

Al posto di piangere e urlare contro magistrati e giornalisti occupatevi dei veri problemi del paese.

Il Parlamento italiano è troppo occupato a varare leggi di tutela per i moderni perseguitati: I POLITICI. Il vero problema nazionale è diventato: la pubblicazione delle intercettazioni nelle quali sono coinvolti politici. Bisogna impedirle a tutti i costi. Ci vuole un bell'accordo bipartizan come con l'indulto. Quando si tratta di auto-proteggersi sono tutti daccordo ( o quasi eccetto il buon Di Pietro). Sulla lotta alla mafia invece questi accordi così ampi non si trovano. Leggete cosa dichiara il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso: "Le norme attuali non permettono di sconfiggere la criminalità organizzata e non permettono nemmeno di avere nuove collaborazioni", " Non ci si può lamentare se non ci sono più nuovi collaboratori di giustizia quando le norme ordinarie consentono sconti di pena tali che non conviene più collaborare", "se questa è la volontà politica", "i punti di riferimento delle organizzazioni criminali sono molto più forti di quelli dello Stato: purtroppo la realtà è questa". E loro i politici che dicono? silenzio. Forse questo Grasso è un populista.... Il rapporto sicurezza 2006 del Viminale però afferma che le associazioni mafiose oltre a persistere nell'azione di controllo del territorio di origine condizionano segmenti dell'economia imprenditoriale nazionale con ingerenze negli appalti pubblici. Populisti pure loro?

16 giugno 2007

Cuffaro autorizzato a costruire i quattro inceneritori della morte in Sicilia

Ho avuto un attacco violento di colite (vedi foto) alla notizia che il governo Prodi si era accordato con Cuffaro permettendogli di costruire queste moderne fabbriche di tumori sulla Sicilia. Ma la colite è niente al pensiero delle malattie gravi quali leucemie e tumori
alle quali ci vogliono condannare per il futuro. Prodi, Pecoraro Scanio e Livia Turco hanno tradito la salute dei siciliani. Ha vinto Cuffaro che gongola, ha perso la credibilità del governo di centro sinistra, ha straperso il popolo siciliano condannato ad un futuro di morte e povertà. Questo blog esorta le popolazioni, dei luoghi dove dovrebbero essere costruiti i termovalorizzatori (Bellolampo, Casteltermini, Paternò ed Augusta) a ribellarsi ed impedire i lavori di costruzione delle fabbriche di morte. BLOCCHIAMOLI E' LA NOSTRA TERRA.

12 giugno 2007

Doppio attacco alla casa di Peppino Impastato

Per la seconda volta in 24 ore la "casa memoria Peppino Impastato" è stata oggetto di attentati perpretati con il lancio di bottiglie di acido contro la porta e la lapide in ricordo del giovane che osò sfidare la mafia. Gli atti vili e meschini consumati nel buio della notte hanno il chiaro intento di sfregiare la memoria di Peppino e di intimidire l'attività antimafiosa portata avanti dal fratello Giovanni e dal Centro di Documentazione Peppino Impastato. L'atmosfera di tensione tra la città di Cinisi e la famiglia Impastato continua. Non posso non dimenticare le finestre di Cinisi chiuse nei giorni del forum in onore di Peppino. La gente chiusa in casa dietro le tendine indifferente e infastidita da chi si muoveva intorno a quella casa. Chi passava davanti la casa memoria aperta a tutti non rivolgeva neanche lo sguardo. Il consiglio comunale di Cinisi che non si riunisce per commemorare Peppino Impastato. Un substrato sotto-culturale di ostilità nei confronti di Peppino e della legalità che si perpetua ancora oggi. Bisogna lavorare molto sulla cultura della legalità. Le istituzioni abbandonano chi lotta per la libertà in Sicilia.

08 giugno 2007

Anche Vigna è un pericoloso capo populista?

L'ex procuratore nazionale antimafia Pier Luigi Vigna, incontrando un gruppo di studenti, ha affermato: "Il concetto di legalità si collega strettamente al rispetto delle istituzioni. In parlamento siedono 49 condannati in via definitiva" ed ha continuato dicendo che: "Il fatto più grave, quando si parla di mafia, è che le organizzazioni criminali non solo violano le leggi, ma impongono le loro leggi". Molto più estremista del giovane di Palermo, Francesco Cipriano, che aveva ricordato al ministro Amato che ci sono 25 condannati in parlamento. In quell'occasione il giovane fu tacciato di populismo, giustizialismo.... A rigor di logica e per la proprietà transitiva Vigna dovrebbe essere considerato un pericolosissimo capo populista che agita le masse. La verità è che è scandaloso continuare a tollerare un parlamento infarcito di pregiudicati. E' vergognoso che questi parlamentari siano stati designati dai partiti. Ma la cosa che deve far riflettere più di tutte è che quando qualcuno denuncia queste oscenità è guardato con diffidenza quasi fosse un sovversivo. Come si fa a invocare la sicurezza nelle strade se il luogo con maggiore concentrazione di condannati, dopo le carceri, è diventato il parlamento? i giovani hanno bisogno di modelli positivi e non di rappresentanti politici condannati, prescritti, assuntori di droghe...

05 giugno 2007

CONTESTIAMOLO

Questo blog è amico del popolo americano ma contesta aspramente la politica espressa dalla amministrazione Bush. L'Italia non deve accettare ordini dal Presidente americano. Le politiche di Bush hanno portato alle devastazioni di guerre inutili e basate su accuse false. La guerra al terrorismo si è trasformata in catastrofe per interi popoli. La proposta di scudo spaziale sta facendo diventare l'Europa un nuovo teatro di guerra. Insensibile alle politiche di tutela ambientale. Anche gli americani lo contestano. Accogliamolo con uno sventolio di bandiere della pace. Gli esponenti di governo italiano hanno il diritto legittimo di contestarlo. Facciamogli capire che gli italiani ripudiano la guerra e obbediscono soltanto alla propria Costituzione. Gli americani meritano un leader che abbia più rispetto del proprio popolo.

02 giugno 2007

I Carabinieri prima mandateveli in Parlamento

Nella discussione sul dilagare della droga nella società si inserisce la proposta del ministro Livia Turco di inviare i NAS nelle scuole. La via più facile di affrontare i problemi si conferma sempre la stessa: criminalizzare i giovani. Pratica comune da sempre è quella di addossare tutte le colpe agli adolescenti. Prima di trattare i nostri ragazzi come dei criminali sarebbe meglio affrontare il problema della droga tra chi dovrebbe dare l'esempio e perseguire i traffici degli stupefacenti. Ricordate il programma delle "Iene", censurato e mai andato in onda, nel quale si scoprì il massiccio uso di droga tra i parlamentari? su un campione di 50 parlamentari analizzati il 32 % risultava positivo al drug-wipe (metodo infallibile). Da ricordare che tale metodo scopre l'assunzione di droga solo se effettuata nelle ultime 36 ore. Quindi appare molto probabile che la percentuale di utilizzo di droghe tra i nostri cari politici sia molto superiore. E' passato quasi un anno da quel giorno e tutto è stato insabbiato e messo nel dimenticatoio. Perchè i parlamentari con i nostri soldi possono LIBERAMENTE acquistare droghe dalle organizzazioni criminali ed utilizzarle contribuendo ad invadere l'aria di Roma di cocaina e cosa più grave incrementando gli affari delle mafie? la "CASTA" dei politici è al di sopra delle legge? perchè loro possono drogarsi ed i nostri ragazzi no? con quale credibilità il parlamento può legiferare in tema di droga? che messaggio arriva ai giovani dai nostri parlamentari? Allora i Carabinieri si facciano un giro in Parlamento e lo ripuliscano da utilizzatori di droga, pregiudicati e decaduti...

01 giugno 2007

Mi perdoni Pulcinella

In Italia si strumentalizza tutto. I nostri politici sono i migliori in assoluto. Ecco un esempio da collezione: gli esponenti del centro-destra, in questi giorni, chiedono veemente le dimissioni del vice-ministro Visco, a causa delle presunte pressioni esercitate dallo stesso nel trasferimento di alcuni finanzieri. Giusto. Visco chiarisca o si dimetta e se non vuole mollare la poltrona Prodi gli ritiri le deleghe. Fin quì tutto regolare se non fosse per il fatto che, nello stesso tempo, questi moderni PULCINELLA della politica italiana stanno difendendo la permanenza di Previti come parlamentare votando contro la sua decadenza da deputato. Visco soltanto sospettato deve dimettersi e Previti, condannato in via definitiva a 6 anni di carcere ed alla interdizione perpetua dai pubblici uffici può continuare a fare le leggi e percepire lo stipendio da parlamentare. Complimenti. La vostra imparzialità fa vomitare.