12 luglio 2008

Piazza Navona un esempio di libertà

La manifestazione dell'otto luglio ha smascherato l'infiltrazione culturale dei dogmi dell'autoritarismo nel recinto intellettualoide di una parte del centro-sinistra italiano. Da questo blog rivendico il diritto di critica nei confronti di qualsiasi soggetto svolga funzioni pubbliche nel nome del popolo italiano. Il Presidente della Repubblica non è un Faraone. Se firma leggi incostituzionali o razziste merita di essere duramente criticato. Il Papa non è Dio. La stessa religione cattolica riconosce l'infallibilità papale soltanto nel caso di proclamazione di un nuovo dogma o di rivelazione definitiva di una dottrina. Sconvolge sapere che gli esponenti di un partito progressista italiano siano così ottusi e destri da ritenere volgare il diritto di critica. E poi le attuali improcessabili alte cariche dello Stato sono un pò meno alte delle precedenti: sono state elette da un Parlamento nominato dai segretari di partito ed hanno collaborato attivamente alla loro autoimmunizzazione penale. Piena solidarietà alla invettiva satirica della Guzzanti ed alle motivate critiche di Grillo. In Piazza Navona abbiamo respirato profumo di libertà. Un passo alla volta verso la liberazione.


08 luglio 2008

L'otto luglio tutti a Roma per difendere la democrazia dall'improcessabile di Arcore

Siamo sull'orlo del regime. Il governo ha in cantiere provvedimenti legislativi che renderanno il paese una enclave non democratica all'interno dell'Occidente. E' arrivato il momento di dire fermamente basta. Con tutta la forza della piazza. Abbiamo il dovere di proteggere la libertà democratica conquistata con il sangue partigiano. Il popolo di Piazza Navona farà tremare i Palazzi del potere. Un paese dilaniato dalla crisi economica ed assediato da mafie e corruzione non può farfugliare leggi per l'immunità divina del duce di Arcore. Veltroni dovrà rendere conto della sua indifferenza e dei suoi accordi. Sarà travolto dal suo stesso popolo. Tutti in piazza. Abbattiamo il regime.

03 luglio 2008

A Veltroni le leggi vergogna fanno comodo

Mentre la democrazia viene demolita dai morsi del Duce di Arcore e da quelli dei suoi sgherri, l'allegro Walter Veltroni filosofeggia sul modo di fare opposizione. Scrive lettere insieme al cuffariano Casini. Non vuole contrapposizioni. Critica e snobba Di Pietro che fa l'Opposizione. Il realtà il suo è uno snobbismo di facciata. Le vergognose leggi antidemocratiche di Berlusconi gli fanno comodo: è sempre positivo non avere magistrati e giornalisti invadenti fra i piedi. Il trattamento riservato dal Pd a Clementina Forleo ed a De Magistris è in perfetta linea con le attuali leggi vergogna. In autunno quando la democrazia sarà a pezzi il giovane Walter scenderà in piazza pacatamente e viscidamente a prendere in giro il popolo della sinistra. L'otto luglio a Roma, in piazza Navona, i cittadini manifesteranno in difesa della democrazia per fermare la deriva autoritaria di questo governo. Walter non ci sarà. Magari andrà a cena con Cuffaro e Cintola, in vista di future alleanze.

Rimangono di tragica attualità le parole scritte da Gramsci nel 1917: "Ciò che succede, il male che si abbatte su tutti, avviene perchè la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia promulgare le leggi che solo la rivolta potrà abrogare, lascia salire al potere uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare. Tra l'assenteismo e l'indifferenza poche mani, non sorvegliate da alcun controllo, tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora, perchè non sene preoccupa", "Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani", "L'indifferenza è abulìa, è parassitismo, è vigliaccherìa, non è vita".

E' tempo di una nuova resistenza. Assediati da un governo autoritario ed un capo dell'opposizione compiacente il popolo ha il dovere di farsi partigiano.


23 giugno 2008

Veltroni ha distrutto la sinistra italiana. Si dimetta immediatamente. La democrazia è a rischio.

E' evidente che ci vuole un leader dell'opposizione che sia in grado di fermare l'instaurazione di un nuovo regime in Italia. Veltroni è completamente inadatto a questo ruolo. Il suo snobbismo politico ed il suo vomitevole buonismo dialogante hanno distrutto il centro-sinistra italiano e consegnato il paese alla dittatura. La sua legittimazione del berlusconismo è stata devastante. La scelta di abbandonare la sinistra radicale ha regalato la vittoria alla destra in ogni competizione elettorale. A qualsiasi livello. Sarebbe bastato cacciare Mastella. E' necessario invertire la rotta immediatamente. La scelta di mobilitare le piazze in autunno è un riconoscimento del suo fallimento strategico. Ed è un'altro gravissimo errore: in autunno il governo avrà già approvato le peggiori leggi liberticide e antidemocratiche della storia della Repubblica. Bisogna bloccare il paese subito. Non è il tempo per i codardi. Il Pd azzeri immediatamente i vertici e trovi un leader in grado di difendere la democrazia. Rafforzi l'asse con Di Pietro e inizi un dialogo costruttivo con la sinistra. Ogni momento di ritardo può rivelarsi fatale.

17 giugno 2008

Pronti al Referendum. Ma non basta. Il paese è in balìa delle nuove camicie nere.

Siamo pronti a sostenere il referendum annunciato da Di Pietro e da Grillo contro la legge Berlusconi che imbriglia la magistratura e imbavaglia i giornalisti. Solo questo non basta. Bisogna iniziare a concepire dure azioni non-violente ed utilizzare la disobbedienza civile. E' opportuno violare in modo consapevole e plateale norme di legge particolarmente ingiuste. E' arrivato il momento che Veltroni lasci la politica ed il Pd inizi una ferrea opposizione. Non è più tempo per gli imbelli. Il paese è in balìa delle nuove camicie nere. Il buonismo di Veltroni e la debolezza di Napolitano hanno spalancato le porte dell'inferno: leggi salva casta ed esercito per garantirsi il potere e gli affari. Il sangue dei partigiani è stato calpestato e vilipeso. Su la testa.

12 giugno 2008

Regime ed informazione deviata inventano il problema intercettazioni.

Le intercettazioni sono un falso problema inventato dalla classe politica per proteggere se stessa e le altre classi dirigenti dalle indagini della magistratura. Siamo in presenza di un classico esempio di regime: il governo inventa il problema al fine di risolverlo con una legge salva-casta, il sistema informativo deviato amplifica , le alte cariche dello Stato legittimano. L'opposizione bela (tranne Di Pietro). Il ministro Alfano parla di 100.000 persone intercettate. Falso: si confondono le utenze con gli utenti, solitamente si intercettano 10 utenze a persona perchè chi delinque per eludere gli investigatori tende a non usare l'utenza telefonica ufficiale. Dal 2003 ad oggi si è passati dalle 78.000 alle 125.000 utenze intercettate. Non è una crescita abnorme perchè la curva dei telefoni in uso è cresciuta di più della curva delle intercettazioni. Quest'ultima, inoltre, è cresciuta in perfetta proprorzione con la crescita della curva dei reati. La comparazione con i dati statistici degli altri paesi è totalmente falsa: da noi le intercettazioni possono essere disposte solo dalla magistratura e quindi sono tutte dichiarate. Negli altri paesi possono intercettare anche i servizi segreti, le polizie, i pompieri e tantissimi altri enti. Tutte intercettazioni che sfuggono al conteggio statistico. Costano troppo? falso, permettono di recuperare molti più soldi di quello che costano. La sottile linea democratica è stata superata. Abbondantemente. E' arrivata l'ora di mobilitare le piazze. Ma Veltroni dorme. Napolitano legittima. Solo Di Pietro scalpita.

07 giugno 2008

Salvatore Borsellino scrive al ministro Maroni sul caso Masciari, testimone di giustizia in forte pericolo di vita.

"Egregio Ministro,

Sono il fratello del giudice Paolo Borsellino, una persona che per lo Stato che Lei oggi rappresenta ha dato la vita, senza esitare, senza chiedersi se ne valeva la pena.

Le scrivo oggi per chiederLe urgentemente un incontro sul caso dell'imprenditore Giuseppe Masciari, che dopo aver fatto il proprio dovere, quello di denunciare i suoi estorsori e farli condannare, oggi si trova in un pericolosissimo limbo istituzionale. Lui assieme alla moglie, medico odontoiatra, ed ai due suoi figli.

Voglio incontrarLa presto, perché anche se sono certo che non riuscirò mai ad avere giustizia per mio fratello Paolo, sento di dovere impegnarmi con tutto me stesso affinché questo imprenditore coraggioso e la sua famiglia abbiano la speranza di un futuro certo in termini di sicurezza e possibilità di lavoro oltre che di tutela della propria vita.

Se chi si ribella al pizzo viene ripagato in questa maniera dallo Stato, come può lo stesso Stato chiedere ad altri di rifiutarsi di sottostare a queste vessazioni o risultare credibile quando parla di volontà di lotta alla criminalità organizzata?

Lo Stato italiano non può muoversi solo in occasione delle tragedie, dovrebbe evitare che accadano, dovrebbe tutelare questi cittadini di cui dovrebbe andare fiera finché sono in vita e non piangerli dopo morti.

Per questo le chiedo ufficialmente un incontro alla presenza mia e dei coniugi Masciari, per chiederLe di profondere ogni energia per risolvere questo caso, che si trascina vergognosamente e nell'indifferenza delle Istituzioni da ormai 11 lunghi anni.Confidando nella Sua sensibilità e riconoscenza nei confronti di questi cittadini coraggiosi, Le porgo i più sinceri saluti". (6 Giugno 2008 - Salvatore Borsellino)


Segnalazioni:


I° FORUM GIOVANI ITALIA DEI VALORI


Le notizie locali di Ruoppolo:



03 giugno 2008

Cronaca di un assassinio annunciato. I Casalesi massacrano il dichiarante Orsi abbandonato dallo Stato. I politici ringraziano.

Adesso non potrà più accusare nessun politico. I Casalesi gli hanno tappato la bocca crivellandolo di colpi. Molti avranno tirato un sospiro di sollievo e ringraziato. A Casal di Principe caroselli di auto hanno festeggiato l'avvenimento. L'imprenditore dei rifiuti che stava collaborando con la giustizia è stato lasciato senza protezione in balìa delle belve inferocite. Stava facendo rivelazioni importanti riguardo ai rapporti tra camorra e politica. Niente scorta. Abbandonato. I fratelli Orsi erano terrorizzati e volevano fuggire. Ma con tutti gli averi sequestrati stavano aspettando di riscuotere qualche credito. Chi tocca la politica o muore o viene disattivato con altri mezzi: avocazioni, trasferimenti, delegittimazioni. Per sorvegliare i pacifici cittadini di Chiaiano si impiegano centinaia di poliziotti. Per proteggere la monnezza si mobilita l'esercito. I testimoni di giustizia si lasciano ammazzare.

30 maggio 2008

I termovalorizzatori sono tumorifici. Politici italiani al soldo delle oligarchie economiche.


Il partito trasversale dei servi è in azione già da anni. Politici e giornalisti di regime descrivono l'incenerimento dei rifiuti come necessario e privo di rischi. Squallidi mentitori. Calpestano la salute dei cittadini per servire l'interesse delle lobbies. Da destra e da sinistra obbediscono. Esistono 435 ricerche scientifiche che rilevano danni gravissimi alla salute (tumori e nascite malformi) arrecati dalle emissioni dei termovalorizzatori. L'ultimo studio riscontra un aumento dei casi di cancro dal 6 al 20 per cento nelle popolazioni che vivono in prossimità degli impianti. Sono padri, madri, figli, nonni, zii, mariti, mogli, bambini, adolescenti che soffriranno e moriranno fra atroci sofferenze a causa di decisioni affaristiche dei nostri imbelli rappresentati politici. Stanno militarizzando i siti e reprimendo con il carcere ed il manganello il legittimo dissenso. Eseguono ordini presi fuori dal Parlamento. Stanno già mettendo mano al nucleare ed alle guerre. Il popolo ha il dovere di proteggere la salute dei propri figli. FERMIAMOLI.

Le notizie locali di Ruoppolo:


27 maggio 2008

La monnezza strategica

Il decisionismo del manganello e l'imposizione fascista di soluzioni vergognose. Le discariche e gli inceneritori diventano aree di interesse strategico nazionale. Chi protesta viene arrestato. A Chiaiano cittadini inermi che difendevano pacificamente il loro territorio dal delirio monnezzaro dei capi-regime sono stati selvaggiamente picchiati. Difendere la propria salute è un diritto garantito dalla Costituzione. A Chiaiano vogliono sversare pattume in una delle pochissime aree verdi, sopra una fondamentale falda acquifera, a poche centinaia di metri dagli ospedali di Napoli, in una zona collinare fortemente instabile già teatro di frane. A Chiaiano, i cittadini difendono la salute dei propri figli. Il decreto fascista impone il silenzio pena botte e galera. Bassolino dalla sua comoda poltrona regionale gongola. Questo blog solidarizza con la resistenza popolare ed invita tutte le forze civili, sociali e politiche a sostenere questa lotta. LIBERI DI PROTESTARE.

23 maggio 2008

Gli avvoltoi della politica stiano lontano da Giovanni Falcone

Capaci, 23 maggio 1992: i cani mafiosi dimostrano tutta la loro meschinità. Siano maledetti per sempre. Dopo 16 anni dalla strage certi politicanti da circo inneggiano all'eroismo dell'omertà mafiosa. Stiano lontani dalla memoria dei martiri.

Salvatore Borsellino lo afferma chiaramente:

"Prima di andare a commemorare Falcone e Borsellino i politici come Berlusconi o Schifani dichiarino chi deve essere considerato un eroe. E se continuano a sostenere che persone come Vittorio Mangano sono eroi, allora che si astengano dall'andare a sporcare la memoria delle vittime di mafia".

21 maggio 2008

La ndrangheta quasi al 3% del Pil e noi arrestiamo le badanti

I dati Eurispes sono agghiaccianti: la sola ndrangheta fattura 44 miliardi di euro. Quanto il bilancio di Estonia e Slovenia insieme. Il 2,9% di tutto il PIL italiano. In Calabria ci sono 131 cosche attive. Il 62% degli affari è ricavato dalla droga. Dagli appalti 5,7 miliardi. Poi estorsioni, usura, armi e prostituzione. Tra il 1999 ed il 2007 gli omicidi, in Calabria, sono aumentati del 667%. Tra il 1991 ed il 2007 trentotto amministrazioni locali calabrasi (1 su 10) sono state sciolte per mafia. Ma la vera emergenza sicurezza è rappresentata dalle badanti e dagli operai clandestini che portano avanti l'economia agricola del sud e le fabbriche del nord. Con l'introduzione del reato di immigrazione clandestina, infatti, 700 mila persone immigrate che lavorano onestamente saranno considerate criminali. Saranno cacciate dalle case in affitto (pena la confisca dell'immobile) ed arrestate. Su ordine dei nuovi fascisti. Tribunali, prefetture, carceri, forze di polizia saranno intasati di lavoro per assicurare alla giustizia le feroci badanti. Con buona pace di ndranghetisti e politici corrotti. E l'esercito? farà la guardia alla monnezza in Campania... !!!!RESISTENZA!!!!

20 maggio 2008

Legge vergogna tentata

Di Pietro sventa la prima vergogna del nuovo governo. Berlusconi ci ha provato subito. Voleva inserire nel pacchetto sicurezza una norma che con la sicurezza non c'entra proprio nulla. Una norma apparentemente irrazionale: permettere il patteggiamento a processo avanzato per tutti i reati commessi fino al 31 dicembre 2001. Concedendo due mesi di sospensione del procedimento per valutare la richiesta. Il patteggiamento, ad oggi, può essere richiesto dall'imputato nelle fase iniziali del processo. Serve per fare presto ed in cambio consente uno sconto di pena. Consentirlo ad un imputato in una fase avanzata del processo non serve a niente. La norma serviva, invece, a far slittare il processo per corruzione a carico di Berlusconi. Una norma "ad personam" ponte in attesa di una soluzione definitiva. Di Pietro salta dalla poltrona. Casini zitto. Veltroni zitto. Il governo ombra zitto. Schifani zitto.

16 maggio 2008

Gruppi di resistenza partigiana contestano il signor Andreotti

Giulio Andreotti senatore a vita riverito e rispettato dalla stampa di regime e dai politici di destra e di sinistra, spesso decisivo per i destini del paese è uno scandalo da repubblichetta. Il supremo organo della giustizia italiana ha, infatti, stabilito che il signor Andreotti ha commesso il reato di partecipazione all'associazione per delinquere (Cosa Nostra) fino al 1980 e che il reato si è estinto per prescrizione. Le dittature moderne usano le armi solo quando è necessario (ad esempio per fermare Borsellino). Solitamente utilizzano gli strumenti della delegittimazione, dell'imbavagliamento, della sottile intimidazione. Ti additano, ti isolano, ti rendono bersaglio, ti tappano la bocca. Nonostante l'aria pesante esistono ancora dei cittadini liberi che hanno il coraggio di alzare la testa e ricordare ai potenti i loro trascorsi inchiodandoli alla verità. Questi sono i nuovi partigiani. Lottano senza fucili ma armati di verità e affamati di libertà e giustizia. Rischiando. Vi propongo due video nei quali il potente Anfreotti viene aspramente contestato a Milano ed a Genova:

14 maggio 2008

L'Italia dei Valori unica forza di resistenza parlamentare alla dittatura incombente

L'intimidazione di Stato condotta contro i giornalisti si estende al Parlamento. Non appena Antonio Di Pietro inizia il suo discorso sulla legalità ed il conflitto di interessi viene fischiato e deriso dai soldati del popolo della libertà. Il post-fascista Presidente della Camera tenta di sindacare il suo intervento. Veltroni ed il Pd applaudono Berlusconi e non Di Pietro. Il Pd ed i loro leader hanno buttato la maschera e calato le braghe dinanzi al capo. Hanno formalizzato ciò che era palese: Pd e Pdl rappresentano poteri economici forti che hanno interessi comuni. Sono gli esecutori di ordini presi altrove. La normalizzazione parlamentare è avvenuta. Esiste un solo ostacolo: Antonio Di Pietro ed un drappello di suoi sodali. Casini cerca l'occasione propizia per gettarsi fra le braccia di Silvio. Veltroni dopo aver distrutto il centro-sinistra italiano, consegnato Roma e regalato la Sicilia senza combattere, ha chiuso il cerchio scaricando Di Pietro e legittimando il Berlusconismo con tutto il carico di leggi vergogna, conflitti di interesse, attacchi ai giudici ed ai giornalisti. L'unica opposizione è l'Italia dei Valori.

13 maggio 2008

Il caso Schifani dimostra che i politici vogliono il controllo assoluto del mezzo televisivo. I libri non importano.

Italiani popolo di ignoranti. La vicenda è assurda: le dichiarazioni di Travaglio, durante la trasmissione televisiva di Fazio, sono tratte da due libri: "I Complici" (Abbate - Gomez, febbraio 2007) e "Se li conosci li eviti" (Travaglio - Gomez, marzo 2008). Prima delle dichiarazioni televisive nessuna indignazione, nessuna querela, nessuna richiesta di ritiro dei libri. Meglio tenere la cosa nascosta. Tanto gli italiani non leggono libri. Adesso querele ed indignazioni bipartisan. La "compagna" Finocchiaro accorre in difesa dello Schifani attaccando Travaglio. I vertici rai in subbuglio. Il pd-pdl furioso. Tutti contro colui che si è permesso di raccontare fatti (fino ad ora mai contestati) in televisione. Questo è il riconoscimento concreto dell'importanza decisiva che i politici attribuiscono al mezzo televisivo nella formazione dell'opinione politica della gente. Della gravità del conflitto d'interessi berlusconiano. Della volontà di controllo assoluto sul mezzo televisivo. La tv deve trasmettere soltanto l'informazione di regime e le tette e i culi delle soubrette. Le notizie sicuramente no. Qualcuno, però, i libri li legge. Purtroppo. Lirio Abbate, infatti, da quando ha pubblicato "I Complici" è costretto a vivere da fuggiasco braccato dagli uomini dei clan. Che in Italia leggano solo i mafiosi?

12 maggio 2008

Controllo totale dell'informazione. Marco Travaglio sotto tiro.

Siamo già in dittatura. Il regime politico controlla l'informazione. Gli ultimi focolai di resistenza sono sotto attacco incrociato. Chi racconta fatti veri è un delinquente. Grillo non può criticare Napolitano o Veronesi. Santoro non può trasmettere messaggi di Grillo in Rai. Travaglio non può raccontare FATTI VERI riguardanti il signor Schifani. Gli zerbini del potere insorgono. Falsi giornalisti e pseudo-intellettuali di regime si prostrano ai piedi dei potenti attaccando i valorosi colleghi. Il partito unico al potere Pd-Pdl sputa sul cadavere della libera informazione. Il dovere dei giornalisti è quello di raccontare la realtà. Marco Travaglio svolge perfettamente il suo lavoro. Lirio Abbate ha scritto cose simili su Schifani ("I Complici"). Vive scortato minacciato dalla mafia. Non si possono criticare i capetti del regime pena l'isolamento, la delegittimazione, le minaccie di morte, l'omicidio. Potere legale e potere mafioso hanno lo stesso nemico: la libera informazione. Nella storia recente molti giornalisti veri hanno pagato con la morte il loro lavoro: Peppino Impastato, Mauro Rostagno, Pippo Fava, Beppe Alfano... Coincidenza: le indagini sulla maggior parte degli omicidi di giornalisti liberi non hanno portato a nulla dopo anni ed anni dai delitti o sono state ostacolate da depistaggi di Stato.

08 maggio 2008


Forum Sociale Antimafia "Felicia e Peppino Impastato"

Sono passati 30 anni dall'assassinio di Peppino Impastato. La notte tra l'8 e il 9 maggio del 1978 Peppino veniva orrendamente trucidato dalla violenza miserabile della mafia siciliana. In questo modo si metteva a tacere una voce libera ed un rivoluzionario puro. Peppino era un personaggio scomodo per il sistema. Le sue denunce mettevano in grave imbarazzo politici e mafiosi. Per questo dopo l'omicidio pezzi importanti dello Stato si impegnarono per depistare le indagini cercando di far passare Peppino per un terrorista e la sua morte per suicidio. A questa indegnità di Stato si opposero fieramente la mamma Felicia, il fratello Giovanni ed i compagni di militanza politica di Peppino. A distanza di anni riuscirono a far emergere la verità sull'omicidio. Dopo trenta anni, però, sarebbe giusto sapere chi ordì il depistaggio e per quali concreti motivi personaggi istituzionali coprirono gli autori mafiosi del delitto. I colletti bianchi, in questo paese, non pagano mai.

A Cinisi, nei giorni 8-9-10-11 maggio, in occasione del trentennale, si svolgerà il Forum Sociale Antimafia: il programma è pieno di conferenze che vedono la partecipazione di giornalisti del calibro di Lirio Abbate e politici come Rosario Crocetta, cortei ed esibizioni musicali in piazza. Ci sarà anche Carmen Consoli. Il programma completo del Forum sul sito dell'Onlus Centro Siciliano di Documentazione "Giuseppe Impastato" (KLIKKA QUI')

04 maggio 2008

Prove tecniche di regime. Destra e sinistra vogliono zittire Travaglio, Santoro e Grillo.

Stanno uscendo allo scoperto. Il Presidente del Rai Petruccioli, da sinistra, censura Santoro. Il signor Sgarbi, da destra, guasta Anno Zero insultando il conduttore e Travaglio. L'omino barbuto della Rai decide che non è possibile criticare Veronesi e Napolitano e che non si può dare spazio a Grillo in televisione. Sgarbi si prende la libertà di dare del "pezzo di merda" e del "bugiardo" al giornalista Travaglio e di creare disturbo alla trasmissione Anno Zero. Tutto intorno una selva di meschine dichiarazioni di polticanti di ogni genere e colore. Sono pronti. Vogliono spegnere gli ultimi partigiani che hanno il coraggio di alzare la testa e raccontare la verità. Li stanno già delegittimando, isolando, additando. Tra i politici solo Antonio Di Pietro difende la libertà dell'informazione. L'unica opposizione seria. Gli altri sono complici del disegno criminale di asservimento dell'informazione al sistema poltico-economico. Santoro e Grillo la pagheranno per aver difeso De Magistris e Clementina Forleo, per aver raccontato di Cuffaro e Dell'Utri, per aver trasmesso il messaggio di Beppe Grillo. Attenti. Noi staremo sempre accanto al soldato Travaglio. Bloggers difendiamo i giornalisti liberi. Necessità una forte resistenza partigiana contro una nuova forma di regime. Nessuno tocchi Santoro.

01 maggio 2008

Il Corriere della Sera parla di un libro mastro di Lombardo. Lui querela.

Dopo l'indagine condotta dalla trasmissione Exit nella quale si parlava di strani pacchi di pasta con la faccia di Lombardo adesso la rivista Centonove, ripresa dal Corriere della Sera, parla del presunto ritrovamento su internet di una "enciclopedia delle clientele". Secondo il giornalista del Corriere, Alfio Sciacca, saremmo di fronte ad "Un esercito sconfinato di questuanti che provvede direttamente inviando un «pizzino» dove indica nome, cognome e richiesta oppure per il tramite di «un amico» che in genere è un deputato, un uomo dell’apparato, un semplice portaborse. Il risultato è una miniera di nomi, indirizzi, numeri di telefono e soprattutto favori accordati o in via di soddisfacimento". Insomma secondo i giornalisti sarebbe un vero e proprio data-base del sistema Lombardo. La reazione di Lombardo, nei due casi, è stata chiara: netta smentita e promessa di querela. Il fatto è gravissimo sia che si tratti di una bufala sia che si tratti di verità. Nel primo caso saremmo di fronte ad attacchi diffamatori di bassa lega nei confronti di un governatore eletto dal popolo. Nel secondo caso ci troveremmo dinanzi al più schifoso e criminale sistema di potere. Seguiremo la vicenda...

28 aprile 2008

I soliti bastardi spioni di Stato. Cimice nell'ufficio del magistrato Gratteri.

Il magistrato Gratteri era spiato e le sue conversazioni investigative ascoltate da qualcuno. Una microspia che poteva essere ricevuta solo nel raggio di pochi metri. Questo significa che, come al solito, i traditori vengono dall'interno delle istituzioni. Dall'interno dello stesso palazzo di giustizia. Gratteri stava svolgendo delicatissime indagini sulle cosche calabresi e sugli intrecci politico-mafiosi. Guarda caso. E' evidente che in molti temevano le sue indagini e preferivano sapere in anticipo le sue mosse. I traditori si sono messi in azione presto vanificando il suo lavoro. Reggio Calabria come Palermo. I traditori dello stato si muovono nell'ombra e nel silenzio godendo di protezioni. Gente infame pagata per difendere lo Stato che tradisce. E' oramai evidente: un potere massonico occulto comprendente politici, imprenditori, servizi segreti e mafiosi gestisce la spartizione di denaro e potere. Nel silenzio dei media di regime. Chiunque provi a scalfirne la virulenza viene inattivato: ucciso, avocato, trasferito, processato, spiato, delegittimato. Le talpe sono sempre in agguato. Il sud è un verminaio schifoso. Pochissimi magistrati, investigatori e giornalisti coraggiosi, da sempre, provano a combattere una guerra durissima contro un nemico che si nascondo dentro i poteri dello Stato. Gente grigia, invisibile, insospettabile. Il garantismo li protegge. Cani da guardia di un sistema criminale. Bastardi.

20 aprile 2008

I vertici del Partito Democratico siciliano si dimettano immediatamente

Il centro sinistra in Sicilia ha ottenuto il peggior risultato della storia. Anna Finocchiaro è stata un disastro. La sconfitta umiliante. Dinanzi alla disfatta l'unica cosa seria sarebbero le dimissioni del segretario regionale e dei vertici del partito. Ma come al solito, in Sicilia, nessuno si alza dalle poltrone di potere. Bisogna cacciarli a pedalate. Il segretario regionale Francantonio Genovese ed il suo vice Tonino Russo hanno permesso che venissero compiute scelte scellerate: l'imposizione della candidatura di Anna Finocchiaro senza la convocazione delle primarie. La peggiore candidata possibile da contrapporre all'armata Cuffaro-Lombardiana: una donna dell'apparato partitico, lontana anni luce dal territorio siciliano, non rappresentativa della società civile. Una candidata che si appellava al voto utile pur essendo sostenuta dalla sinistra arcobaleno. Risultato: ha perso 10 punti rispetto alla precedente candidata del centro-sinistra Rita Borsellino. La cronaca di una disfatta annunciata. Hanno formato liste vergognose per la Camera ed il Senato: portaborse e condannati del nord paracadutati in Sicilia, impresentabili locali, la moglie di Fassino alla sesta legislatura, la figlia di Cardinale. Introducendo schifosi elementi di nepotismo e prepotenza. Giovani del Pd siciliano non abbassate la testa e sradicate dalle poltrone di vertice i responsabili della vergogna.

11 aprile 2008

Le mafie si combattono anche con il voto

Questo è un blog politico libero da appartenenze partitiche.
Da questo luogo di assoluta libertà voglio lanciare un appello molto chiaro: usiamo il voto per lottare contro le mafie. Onoriamo la memoria dei martiri calpestata impunemente da politicanti piccoli e meschini. Mi rivolgo al popolo. Non votate liste che presentano condannati per mafia e corruzione. Non votate liste che lanciano messaggi di vicinanza alle cosche. Non votate personaggi ambigui. C'è bisogno di pulizia morale. Il cancro mafioso vive dentro le istituzioni. Le organizzazioni criminali si infiltrano grazie alle coperture ed agli aiuti offerti da traditori dello stato eletti dal popolo. Quando votiamo un traditore dobbiamo avere la consapevolezza che saremo corresponsabili del suo operato. Della sua collaborazione con il nemico. Dei suoi crimini di Stato. Paolo Borsellino, ad esempio, non è stato assassinato soltanto dalla mafia. Alla strage hanno collaborato anche personaggi appartenenti a settori istituzionali e non mafiosi. Fatevi un esame di coscienza prima di segnare una croce su un partito. Leggete i nomi che vi propongono. Informatevi. Scrollatevi di dosso la cappa sudicia di clientelismo che vi opprime. Non aiutate la feccia. Premiate gli onesti. Il vostro voto rappresenta la vostra dignità. Votare partiti e persone colluse con le mafie è una infamia. Aiutiamo la nostra terra a sollevarsi dalla melma mafiosa. Usiamo bene le armi della democrazia per sconfiggere l'oligarchia fetida che ci governa.

ALZIAMO LA TESTA.


Questo blog ha deciso di appoggiare:


Sonia Alfano della lista "Amici di Beppe Grillo", alle elezioni regionali siciliane


L'Italia dei Valori, alla Camera ed al Senato


Francesca Tomasini (IDV), alle elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia

09 aprile 2008

L'Italia Dei Valori di Antonio Di Pietro l'unica lista con la fedina penale pulita. Un partito da premiare.

Tutte le altre liste, presenti alle elezioni nazionali, contengono molti candidati nei guai con la giustizia: condannati, indagati, rinviati a giudizio, salvati dalla prescrizione, miracolati dalle leggi vergogna o da immunità ed insindacabilità parlamentare:

- Popolo della Libertà: 56
- Partito Democratico 18

- Udc 9

- Lega Nord 9

- Sinistra Arcobaleno 3
- Partito Socialista 3
- La Destra 2

- Aborto? No grazie! 1

SCARICA LA LISTA

L'Italia Dei Valori si conferma il vero argine a difesa della moralità e della legalità nella politica.Votare l'Italia dei Valori significa difendere il lavoro dei magistrati coraggiosi dagli attacchi infami provenienti dalla Casta. Significa rafforzare un partito che non accetterà compromessi. Di Pietro votò contro l'indulto e si schierò a difesa di De Magistris e Clementina Forleo. Propugna una informazione libera. Chiede l'applicazione della sentenza europea sul caso Rete 4. Ha lottato per l'abolizione delle leggi vergogna.
Non farà mai un governo con Berlusconi. E' un muro a difesa della democrazia.

ORGOGLIOSO DI FARE PAURA

Marco Travaglio vota per l'Italia dei Valori
(Leggi quì)

Consigli per il voto alle elezioni regionali in Friuli Venezia Giulia

Francesca Tomasini rappresenta una occasione interessante per il rinnovamento della politica regionale. Un patrimonio di idee e di coraggio da valorizzare all'interno dell'Italia dei Valori.


ECCO PERCHE' MI CANDIDO

08 aprile 2008

Lombardo, Bossi e le armi della vergogna. Vi sparino nel vostro culo.

Adesso basta. Perchè Napolitano non vomita ehm... monita? Lombardo e Bossi parlano di fucili e armi. Sono stufo di sentire le vigliaccate di gente inutile. Non è folklore. E' violazione della Democrazia. Le armi risuonano continuamente per conservare il sistema affaristico-massonico e politico-mafioso che governa l'Italia. Per fermare il rinnovamento e la legalità sono sempre state usate. Hanno bloccato il progresso in Sicilia uccidendo Pio La Torre. Fermato indagini assassinando gloriosi magistrati. Peppino Impastato, Rostagno e Fava parlavano troppo per continuare a vivere. Le stragi di Stato per bloccare la democrazia. Mattei. Troppe le armi in Sicilia. Quelle evocate da Lombardo risuonino nel suo orifizio anale. In gran quantità. Le armi uccidono signor Lombardo. Ed in troppi sono morti nella nostra patria. Le sparino nel culo con le sue belle armi. Raffaele Lombardo VERGOGNATI.

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06 aprile 2008

Sulla mafia solo parole vuote ed inutili. La politica prende in giro il popolo insultando la memoria dei martiri.

Era meglio che continuavano a stare in silenzio. Veltroni, Berlusconi e Lombardo dicono di non volere i voti della mafia. I personaggi implicati in vicende di mafia e di corruzione, però, li hanno squallidamente inseriti nelle loro liste e appoggeranno i loro governi. Questo è uno spettacolo disgustoso. Non basta vomitare belle parole ad una settimana dal voto. Ci vogliono comportamenti ed atti precedenti. Le organizzazioni criminali vivono di segnali e questi sono arrivati al momento delle candidature. Con i loro visi falsi calpestano la nostra dignità. Questo è un insulto agli eroi assassinati per un ideale di libertà. Siciliani, alziamo la testa. Non votiamo liste che comprendono personaggi interni al sistema politico-mafioso. Il vero voto utile è quello che esclude la mafia e i corrotti.

04 aprile 2008

La borsa di Paolo Borsellino va a prendere il caffè

Come vedete nella foto la borsa di cuoio del giudice Borsellino va in giro da sola tra le macerie di Via D'Amelio. Probabilmente andava a bere un caffè per riprendersi dallo spavento. Sappiamo che successivamente è ritornata, sempre da sola, al proprio posto sull'auto esplosa per i rilievi ufficiali. Secondo la giustizia italiana, infatti, le borse di cuoio dei giudici fatti saltare in aria dai traditori dello Stato godono di vita autonoma. La borsa di Borsellino, in particolare, riusciva ad aprirsi da sola ed i singoli oggetti presenti all'interno avevano la capacità di uscire fuori. Secondo alcune testimonianze attendibili, il giorno della strage una Agenda Rossa, nella quale Paolo Borsellino annotava particolari riservatissimi delle indagini, saltò fuori e preso un aereo si dileguò per il mondo. In Italia esiste gente strana che non credendo a questa verità assoluta voleva processare un tizio che si trovava accanto alla borsa. Sostenevano che fosse stato lui a prenderla e quindi a far sparire l'importantissima agenda. Come si vede chiaramente dalla foto questa è una bugia: la borsa cammina da sola. Il tizio è stato (giustamente) assolto. La sentenza sarà pubblicata nelle migliori riviste scientifiche.

02 aprile 2008

Sonia Alfano un virus letale per il sistema

Nonostante la disinformazione programmata dai lacchè del potere. Nel silenzio totale dei media Sonia sta crescendo. La Sicilia, probabilmente, sprofonderà colpevole in un freddo e grigio governo del "manniniano" Raffaele Lombardo. Sarà dura sopportarlo. Con Sonia Alfano dentro il palazzo, però, avremo la possibilità di sapere subito il marcio prodotto dall'oligarchia al potere. Sonia li sputtanerà. Dall'interno del centro nevralgico del sottosistema politico siciliano, Sonia, come un virus incurabile, li renderà nudi dinanzi al popolo. Portiamola dentro il palazzo. Non avranno medicine per salvarsi.

29 marzo 2008

Caro Veltroni la mafia non si distrugge con le parole.

Quì Sud Occupato.
Veltroni forse sbronzo inizia a pronunciare frasi del tipo: "Non vogliamo i voti della mafia", "Distruggeremo la mafia". E' sempre lo stesso signore che, qualche settimana fa, aveva escluso Beppe Lumia, simbolo dell'antimafia, dai nominati del Pd confermando Crisafulli. Su Lumia ha dovuto fare marcia indietro. Su Crisafulli, invece, è stato inflessibile. Forse Veltroni non è sbronzo. Cavalca l'ondata di vomito antimafioso, proveniente dalla società civile meridionale, alla ricerca di qualche voto utile. Dica quali provvedimenti concreti attuerà per debellare il cancro mafioso. Gli slogans non bastano.Ci vogliono proposte concrete. Crisafulli è stato assolto. Però è stato filmato a parlare con un boss di appalti ed assunzioni. Questo non è un reato ma ne fa un simbolo di una "certa" politica troppo vicina ai clan. Ed i simboli sono evocativi. Trasmettono emozioni. Attraverso i simboli si identifica una cultura.

P.S.
A Palermo sono stati arrestati due presidenti di seggio per brogli elettorali. I due avrebbero favorito, con la fasificazione di 580 schede, una lista che appoggiava il sindaco Cammarata (Forza Italia). La Sicilia in preda agli imbroglioni.


VOGLIAMO GLI OSSERVATORI DELL'OCSE PER LE ELEZIONI IN SICILIA

23 marzo 2008

Vogliamo gli osservatori internazionali dell'OCSE per le elezioni in Sicilia

Il voto in Sicilia è fortemente condizionato dalla presenza mafiosa, dalla compravendita dei voti e dal clientelismo politico-affaristico. Le ultime elezioni svoltesi al comune di Palermo hanno svelato un clima di intimidazione e di brogli capillare e diffuso. Per queste ragioni condividiamo e sottoscriviamo la richiesta di invio di osservatori internazionali, che vigilino sulla correttezza delle operazioni elettorali, lanciata da Antonio Pagliaro dal blog Xantology:

" In Sicilia non esistono le condizioni minime che consentano elezioni libere.
Affermo ciò alla luce di quanto successo alle elezioni comunali di Palermo del 2007 (documentato da filmati e argomento di una interpellanza parlamentare) e alle elezioni politiche del 2006.

Gran parte del territorio siciliano è controllato dalla criminalità organizzata e numerosi sono i casi di politici e amministratori collusi. Comitati d’affari fatti di imprenditori, politici e mafiosi tengono strettamente in pugno il potere.

Una non democrazia non può consentire che elezioni libere possano cacciarla via. Pertanto, utilizza ogni mezzo possibile per controllare il voto.

Alle scorse elezioni comunali, secondo l’interpellanza parlamentare, si sono registrate numerose gravissime irregolarità, prima, durante e dopo il voto.

Alcune di esse:

- al momento dell’insediamento dei seggi la domenica mattina, i plichi di schede risultavano aperti in molte sezioni e nella quasi totalità di tali casi da una a 100 schede risultavano mancanti. Ciò è gravissimo perché le schede mancanti possono essere utilizzate per far votare fuori dai seggi secondo le proprie indicazioni e sotto lo stretto controllo di uomini di Cosa nostra;

- in alcune sezioni sono stati rinvenuti nell’urna e regolarmente spogliati pacchetti anche di 160 schede che risulterebbero tutte votate dalla stessa mano e con la stessa grafia, in favore del medesimo candidato, e per di più con matite non corrispondenti a quelle copiative in dotazione ai seggi;

- in alcune ore (soprattutto la mattina presto) si è registrata una formale elevatissima affluenza di elettori che non appare sia stata corrispondente a un effettivo sovraffollamento dei seggi;

- diversi elettori sarebbero stati sorpresi all’interno delle cabine di voto intenti a fotografare la propria scheda con telefonini;

Inoltre, è assai probabile che scrutatori poco ligi al dovere abbiano votato le schede bianche per i partiti e i candidati che sono stati loro segnalati da Cosa nostra, sia alle Comunali del 2007 sia alle Politiche del 2006.

Peraltro, la scelta degli scrutatori, a seguito di una scriteriata legge approvata alcuni anni fa dal centrodestra, non avviene più per sorteggio ma per nomina. In Sicilia, gli scrutatori sono nominati da una commissione presieduta da un dirigente del partito Udc, lo stesso partito dell’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro e di molti altri politici dalle frequentazioni ambigue, molti dei quali arrestati o indagati per mafia.

Il rischio di trovarsi intere sezioni elettorali controllate da uomini di partito è molto serio. Il rischio che il voto di queste sezioni elettorali sia completamente falsato a favore dello stesso partito è altissimo.

A seguito di tutto ciò, in quanto libero cittadino, ritengo indispensabile che le prossime elezioni regionali siano monitorate dall’OSCE e pertanto chiedo l’invio degli osservatori.

Questa lettera sarà spedita al più presto, tradotta in inglese, all’OSCE, Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa e ad alcuni quotidiani. Se poi avrò una risposta ufficiale, la pubblicherò".

(Antonio Pagliaro dal blog Xantology)

22 marzo 2008

Votare Sonia Alfano significa punire la Casta ed aiutare lo sviluppo sostenibile e la legalità. Un esempio: la strategia dei rifiuti zero.

In Sicilia prevale da sempre il voto clientelare. E' arrivato il momento di assestare un calcio nel sedere ai grigi rappresentanti della partitocrazia siciliana. Bisogna rompere il legame storico tra SUDDITO e RAS politico del quartiere. Una volta eletti, come al solito, si impegneranno nella cura degli interessi propri e dei loro clan. Votare per una gerarchia politica responsabile della distruzione etica, economica e sociale della nostra terra rappresenta un suicidio collettivo. La classe dirigente siciliana ha permesso lo scempio. Puniamoli. Sonia Alfano e le sue istanze di legalità e sostenibilità meritano di essere premiate. Sul sistema dei rifiuti, ad esempio, Sonia accoglie pienamente la strategia: "Rifiuti Zero": riduzione dei rifiuti non differenziabili attraverso accordi con le aziende, potenziamento della raccolta differenziata tramite incentivi ai comuni virtuosi, realizzazione di impianti di gestione del rifiuto differenziato, incentivo del compost come fertilizzante. Tutto ciò porterà alla creazione di tantissimi posti di lavoro, alla risoluzione del problema del ciclo dei rifiuti senza ricorrere alla vergognosa costruzione dei cancrovalorizzatori, rispetto totale dell'ambiente.

19 marzo 2008

Viva Graziella

La Corte di Appello ha confermato gli ergastoli per Gerlando Alberti Jr e Giovanni Sutera per aver barbaramente ucciso la piccola Graziella Campagna.
A soli 17 anni crivellata di colpi dai due uomini del disonore. Sono trascorsi 23 anni dall'omicidio. Nel silenzio dei tg troppo impegnati ad ascoltare i sussurri di Olindo la piccola Graziellina otteneva giustizia. Una condanna arrivata dopo una serie di oltraggi e vergogne istituzionali. E' stato soltanto grazie alle indagini condotte dal fratello Piero che si è potuti arrivare a questa sentenza. Lui non si è mai fermato neanche davanti ai depistaggi provenienti da ambienti investigativi. E' andato avanti per dare giustizia alla sorellina. L'ultima offesa è stata il rinvio della proiezione della fiction voluta dal ministro di grazia ed ingiustizia Clemente Mastella al fine di non influenzare il giudizio dei giudici. Per garantire gli orchi. Graziella adesso sorride. Chi ha depistato merita l'inferno.

17 marzo 2008

In campagna elettorale la mafia non esiste

La nostra poltica è dominata dai bugiardi. Il tema della lotta alla criminalità organizzata è sparito dai programmi e dalle parole dei leaders. La mafia semplicemente non esiste più. I voti della mafia, infatti, fanno comodo a tutti. Il magistrato Gratteri sostiene che, in alcune realtà calabresi, la 'ndrangheta controlla il 20% dei consensi. Ecco perchè i gloriosi partiti italiani non vogliono sentirne di escludere gente intrallazzata con la mafia. Tutti nominati in Parlamento. La mafia ha i suoi metodi ben collaudati per garantire il risultato. Ad es. basta procurarsi una scheda elettorale vuota: il mafioso la consegna già votata al controllato che all'uscita restituisce quella bianca . C'è il metodo della mina infilata sotto l'unghia: lo scrutatore vicino alle cosche può annullare con un semplice gesto della mano il voto dato ad un partito non gradito. C'è il metodo di fotografare il voto appena espresso. Risultato: in Campania sono 80 i comuni sciolti per infiltrazioni della Camorra. Altro che statisti. In Italia esistono soltanto arruffoni politici che per garantirsi il potere affondano il paese nella melma della collusione politico-mafiosa.

12 marzo 2008

Per noi c'è solo Sonia Alfano

Il nostro blog sostiene Sonia Alfano. La vera novità positiva del panorama politico siciliano. Sonia rappresenta la Sicilia che vuole uscire dall'indifferenziato pattume della politica isolana. E' una via d'uscita dal senso di appartenenza verso quei partiti che hanno generato la catastrofe sociale, economica e politica della nostra terra. L'appoggio a Sonia segnala un distacco netto da quei signori che ci hanno abituato alla normalità dell'infiltrazione mafiosa nelle istituzioni, alla normalità del clientelismo, all'ineluttabilità di scelte penalizzanti per l'ambiente e la salute al fine unico di favorire i potentati politico-affaristico-mafiosi. Il programma di Sonia Alfano è moderno, sostenibile, attuabile, rispettoso della legalità e della salute pubblica. Caratteristiche che, in una terra abituata alla conservazione degli squallidi equilibri collusivi tra politica e mafia, ne fanno un programma rivoluzionario. Con Sonia Alfano i cittadini siciliani possono riprendersi la gestione del territorio ed effettuare una rivoluzione pacifica nel senso dello sviluppo. Sonia, dopo l'annuncio della sua candidatura, ha ricevuto minacce. E'andata avanti. Volevano neutralizzarla offrendole poltrone da destra e da sinistra. Le ha rifiutate. Sonia Alfano rompe gli schemi del vomitevole teatrino ingannevole della politica. Fuori dalla degenerazione partitocratica. Allergica ai legami con la mafia e con le lobbies economico-familiari. Il rinnovamento promesso dai partiti si è fermato a rare pennellate di trucco esteriore: da un lato hanno messo i baffi a Cuffaro e tolto la cravatta allo psiconano; dall'altro hanno sostituito un padre con una figlia e imposto galoppini e candidati dall'alto. Questa volta si può votare senza turarsi il naso uscendo soddisfatti dalla cabina elettorale. Il popolo siciliano alzi la testa e punisca la "casta" premiando Sonia. Nei prossimi post analizzeremo l'ottimo programma della candidata Sonia Alfano.

07 marzo 2008

Obiettivo raggiunto: Beppe Lumia candidato.

Veltroni cambia idea e candida Beppe Lumia come capolista al senato in Sicilia. Dimostrazione di umiltà "ma anche" mossa obbligata. Dopo l'annuncio dell'esclusione di Lumia dalla "nomina" parlamentare i vertici del Pd sono stati travolti da una valanga di critiche. La società civile, la base elettorale della sinistra, le associazioni antimafia, Confindustria siciliana, Beppe Grillo, Rita Borsellino, i bloggers hanno sommerso sotto un diluvio di critiche quella scelta dissennata. Walter, in realtà, non aveva alcuna scelta. Alla Casa della Legalità di Genova è stato accolto da una contestazione. E poi Lumia cacciato dalla porta del Pd sarebbe rientrato dalla finestra dell'Idv. Di Pietro, infatti, aveva promesso di nominarlo in Parlamento dalle sue liste. Morale della favola: Veltroni ha fatto marcia indietro perchè obbligato dalla reazione violenta dell'opinione pubblica. Punto. In Sicilia il Pd sta sbagliando tutto.

04 marzo 2008

Il Pd esclude Beppe Lumia, un simbolo dell'antimafia. Scelta gravissima.

Da sempre in prima linea nella lotta contro la mafia. Non chinò la testa neppure quando seppe che Provenzano in persona lo aveva condannato a morte. Ha continuato la sua battaglia civile ponendosi a fianco delle vittime, di chi aveva il coraggio di denunciare, dei movimenti e delle associazioni che lottavano la mafia. Si è impegnato in una antimafia concreta battendosi per rendere effettivo, tempestivo e certo il riutilizzo dei beni confiscati ai mafiosi. In una terra di mafia i simboli pesano come le pietre. Sbattere fuori dal Parlamento un faro dell'antimafia lancia un segnale sinistro ed inquietante alla società siciliana. Beppe Lumia è stato posto in uno stato di gravissimo isolamento che ne mette a repentaglio la sua stessa vita. Rosario Crocetta ha sottolineato come "ogni volta che è venuta fuori una minaccia o un progetto o attentato c'è stato sempre e solo Beppe Lumia", così oggi che si decide di non candidarlo, "ci si assume la stessa responsabilità di coloro che isolarono La Torre, Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino". La Sicilia è stata nuovamente considerata terra di nessuno. Il nuovo "centralismo democratico" ha eliminato Lumia ed ha imposto nelle liste siciliane la moglie di Fassino (Anna Serafini), il portavoce di Prodi (Silvio Sircana), il portavoce di Franceschini (Piero Martini). Si è trovato il posto per la figlia di Salvatore Cardinale (Daniela) e per il discusso Vladimiro Crisafulli.

03 marzo 2008

- Mafia & UDC - L'ex assessore Lo Giudice condannato a 16 anni e 8 mesi. Il tribunale chiede alla procura di indagare per associazione esterna mafiosa la deputata regionale Giusy Savarino.

Ancora sospetti sull'UDC agrigentina. L'ex deputato ed assessore regionale Udc Vincenzo Lo Giudice è stato condannato, in primo grado dal tribunale di Agrigento, a più di 16 anni di carcere perchè ritenuto organico alla cosca mafiosa di Canicattì. Lo stesso tribunale ha chiesto alla Procura di indagare la deputata regionale Giusy Savarino (Udc) ed il padre Armando (Udc), entrambi di Ravanusa, per associazione mafiosa esterna. I due sono già sotto indagine per una faccenda di concorsi truccati alla asl di Agrigento. Da poco l'ex governatore Totò Cuffaro (Udc), di Raffadali, è stato condannato, in primo grado, per aver utilizzato segreti d'ufficio per favoreggiamenti personali nei confronti di alcuni mafiosi ed è sotto indagine per associazione mafiosa esterna. Il senatore Calogero Mannino (Udc), di Sciacca, è sotto processo per associazione mafiosa esterna.

Signor Casini non basta nascondersi dietro una croce, parlare di famiglia...

ps
Ultimi aggiornamenti sul "cangurotto" Zambuto:
In questi ultimi giorni ha continuato a saltellare... ha azzerato la giunta che godeva dell'appoggio delle forze di centro-sinistra ed ha costituito un nuovo esecutivo della società civile(?). In molti, a sinistra , parlano di tradimento nei confronti degli agrigentini. Vi aggiorneremo sui prossimi salti.